L’AURORA BOREALE È A ROMA

L’AURORA BOREALE È A ROMA

ROMA\ aise\ - La danza dei Paesi nordici approda all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove dal 10 al 26 febbraio torna "Equilibrio Festival".
"Aurora Boreale a Roma" il tema 2019 che rende omaggio a Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, coronando il progetto triennale della Fondazione Musica per Roma volto a proporre negli spazi dell’Auditorium una panoramica della danza e del balletto contemporanei europei.
Le edizioni del 2017 e del 2018, dedicate rispettivamente a Germania e Francia, hanno entrambe riscosso un notevole successo di pubblico e critica. Il Festival Equilibrio con la direzione artistica di Roger Salas e la consulenza di David Lopez ha contribuito a collocare l’Auditorium al vertice di tutte le statistiche riguardanti la programmazione di spettacoli di danza nella Capitale.
La scelta dei Paesi cui intitolare le varie edizioni di Equilibrio non è stata casuale, ma risponde a uno specifico proposito culturale: evidenziare le relazioni storiche ed estetiche di ciascuno di essi con l’Italia e la danza italiana e, al contempo, fare il punto su ciò che succede nell’ambito delle avanguardie coreutiche continentali. Tra i danzatori delle compagnie che hanno visitato l’Auditorium nel 2017 e 2018 abbondavano gli artisti italiani e lo stesso accadrà nell’edizione del 2019.
Un altro degli intenti degli organizzatori è quello di dare risalto a relazioni culturali che trascendono il tempo e toccano anche le manifestazioni contemporanee di maggiore attualità. Il sottotitolo di Equilibrio Festival 2019, "Aurora boreale a Roma", è dunque insieme poetico e metaforico. L’aurora boreale viene chiamata fin dall’antichità "danza della luce". Le culture primitive definivano già così questo straordinario fenomeno atmosferico che è stato fonte d’ispirazione in tutti i campi dell’arte. La moderna astrofotografia ci ha fornito immagini uniche delle aurore boreali in tutto il loro splendore e di recente, grazie a nuovi studi, abbiamo capito che questi eventi sono ancora in grado di stupirci con nuove forme e nuovi colori. Lo stesso succede anche nel campo della danza.
Il festival Equilibrio è organizzato in collaborazione con numerose istituzioni dei Paesi coivolti: Nordic Council of Ministers, Nordisk Kulturfond, Royal Norwegian Embassy, le Ambasciate di Danimarca, Finlandia e Svezia a Roma e l’Accademia Nazionale di Danza.
Ad aprire il programma sarà domenica 10 febbraio la Svezia. Dopo la decisione di qualche anno fa di ritirarsi dall’attività, torna alla danza il Maestro Mats Ek. Il grande coreografo e regista sarà protagonista di una serata, nell'ambito di Equilibrio Festival 2019 - Aurora Boreale a Roma, dove presenterà una celebrazione della danza della maturità con tre coreografie: Memory (2004), duetto di Mats Ek e Ana Laguna, in cui un uomo segue il filo dei ricordi e il palcoscenico si trasforma nello spazio che divideva con la sua donna; Axe (2015), in cui Ana Laguna balla al fianco del ballerino francese Yvan Auzely rendendo le visioni contrastanti di un uomo e una donna, provocano un confronto e poi una nuova unione; e il video di Old and Door (1991), coreografia creata da Mats Ek per la madre Birgit Cullbert, pioniera della danza moderna in Svezia, tra ricordi, desideri e timori.
Martedì 12 febbraio sarà la volta della Norvegia. Nei recessi freddi e bui della Svalbard Global Seed Vault è conservata l’origine della vita. Sotto la direzione dell’ONU, qui si custodisce il futuro del mondo. Questo scenario fa da sfondo alla produzione Frozen Songs della celebre coreografa norvegese Ina Christel Johannessen, realizzata in collaborazione con i danzatori del suo ensemble Zero Visibility Corp., i video artisti cinesi Feng Jiangzhou e Zhang Lin e il duo musicale belga Stray Dogs. Una performance che riunisce sul palco artisti norvegesi e internazionali per dar vita a un’esperienza artistica straordinaria incentrata su una questione quanto mai attuale e importante: la sopravvivenza.
La Danimarca sarà di scena giovedì 14 febbraio. Coreografo, regista e danzatore, Pontus Lidberg, direttore artistico dal 2018 del Danish Dance Theatre, presenta a Roma una nuova coreografia indipendente, Siren, che prende il nome dalle creature mitologiche che attiravano i marinai con il loro canto, costringendoli a gettarsi in mare. Il lavoro evoca il desiderio di Ulisse, impossibile da soddisfare, e il canto delle Sirene come fonte di impulso creativo. Non racconta il mito, ma si ispira ai suoi temi: il desiderio, la creatività e, inaspettatamente, la solitudine. In Siren, la Sonata per pianoforte n. 18 in sol maggiore di Franz Schubert incontra, si fonde e contrasta con la musica originale del compositore svedese Stefan Levin e comprende proiezioni di film concettuali che dialogano con la danza. Acqua, e immagini dell’acqua, creano un mondo definito dal mare. Nel mito, è questo il luogo in cui vivono le Sirene e i marinai possono perdersi e morire.
Domenica 17 tocca alla Finlandia, con un doppio appuntamento. La Alpo Aaltokoski Company, compagnia di danza contemporanea fondata nel 1995 dal coreografo Alpo Aaltokoski, una delle figure chiave della danza finlandese presenta Brothers una coreografia per tre danzatori che prosegue il viaggio di scoperta iniziato con il duetto Together (2010) sul tema del procedere insieme. Il nuovo lavoro affronta il legame tra le persone, l’importanza profonda dello stare insieme e, all’opposto, il dolore dell’allontanamento. Nella condivisione e nell’abbandono della dimensione individuale per quella collettiva emerge qualcosa di più grande. Solidarietà e responsabilità condivisa sono temi ricorrenti nei lavori di Aaltokoski e costituiscono il fulcro della filosofia della compagnia, che dal 1994 porta avanti numerosi progetti pedagogici in America Centrale e in America del Sud.
Nella stessa giornata la PMCE Parco della Musica Contemporanea Ensemble, diretta da Tonino Battista, presenta Maa della compositrice finlandese Kaija Saariaho. Il titolo significa "terra". Ciascuno dei pezzi che compongono l’opera è scritto per un organico derivato dal complessivo di sette strumenti; solo l’ultimo brano usa l’intero organico composto da flauto, arpa, percussioni, violino, viola, violoncello, tastiera, con musica elettronica dal vivo e registrata. Questa partitura fonda sull’idea di metamorfosi musicali e di transizioni da un materiale all’altro. Questi temi presentano interessanti possibilità di interazione con la danza e nella sua prima apparizione è stato presentato proprio con delle coreografie originali. Nella versione con la danza i brani sono sette, mentre, nella versione per concerto, i brani sono cinque, avendo escluso i due composti per sola elettronica. Ciascun pezzo è a sua volta composto da sette parti: ognuna pone l’accento su un aspetto specifico del materiale musicale che è stato a sua volta già trattato separatamente nei pezzi precedenti.
Mercoledì 20 si torna alla Norvegia con Goto Guta, in cui Hallgrim Hansegård mette in discussione le aspettative, anche gli stereotipi, che il contatto di danza tra gli uomini possa suscitare nello spettatore. Costruisce una coreografia che oscilla tra dinamiche di gruppo e espressione individuale, lasciando il posto all'espressione di ogni ballerino. Tutto questo in un dialogo con un giovane musicista, virtuoso quanto i performer e parte integrale della drammaturgia, che suona violini classici e tradizionali.
Equilibrio Festival 2019 si chiuderà martedì 26 febbraio con la Svezia. Protagonist, la seconda grande produzione del coreografo Jefta van Dinther per il Cullbergbaletten, è una riflessione sull’umanità. Canzoni di rivoluzione e danze di evoluzione raccontano come la gente si aggrega, si accetta e dà ruoli. Istinto, resistenza e compulsione testimoniano continuamente la battaglia che ogni singolo individuo combatte. Lottando per sentirsi parte di qualcosa, alla ricerca di un significato o una credenza comune, una comunità prende forma. Protagonist è una parabola sulla cura, l’affinità e l’alleanza, ma anche sull’isolamento, il controllo e lo straniamento. La voce fuori campo e i brani registrati sono di Elias, la rivelazione della musica svedese che nel 2015 ha scalato le classifiche con il singolo di debutto Revolution; il sound design e la musica sono di David Kiers, le scene del duo di artisti Simka e le luci di Minna Tiikkainen. (aise)


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