“L’IMPRONTA DEL FUTURO. IL DESTINO DELLA CITTÀ DI PIRANESI”: ALLA CALCOGRAFIA LA MOSTRA-STUDIO DI SERGEI TCHOBAN

“L’IMPRONTA DEL FUTURO. IL DESTINO DELLA CITTÀ DI PIRANESI”: ALLA CALCOGRAFIA LA MOSTRA-STUDIO DI SERGEI TCHOBAN

ROMA\ aise\ - Sergej Tchoban è un architetto russo-tedesco che lavora in varie città dell’Europa e della Russia. Membro dell’Associazione degli Architetti Tedeschi e membro onorario dell’Accademia Russa delle Arti, ha curato nel 2010 e nel 2012 il Padiglione Russo alla Biennale di Venezia di Architettura ricevendo la Menzione Speciale per la prima volta riconosciuta alla Russia. Nel 2018 gli è stato conferito l’European Architecture Prize. Nel 2009 ha fondato la Tchoban Foundation – Museum for Architectural Drawing, che conserva una collezione di disegni e acquerelli architettonici dal XVIII secolo fino alla metà del secolo XIX.
Essendo nato a San Pietroburgo e avendone assorbito completamente l’armonia delle proporzioni e delle forme, Tchoban ha sempre cercato di individuare quali siano le leggi che regolano lo sviluppo delle città come San Pietroburgo e a quei grandi modelli su cui questa fu improntata. È possibile conservarne oggi la singolarità, perseguire tale obiettivo nel percorso di sviluppo dell’architettura contemporanea?
Sono queste le questioni fondamentali che la mostra “L’impronta del futuro. Il destino della città di Piranesi” allestita sino al 31 gennaio 2021 al Palazzo della Calcografia di Roma, sede dell'Istituto centrale per la grafica, si propone di indagare partendo da Piranesi, capace di cogliere lo sviluppo della città europea come un fenomeno variegato, ricco di contraddizioni interne e ciononostante armonico.
L’esposizione si apre con alcuni disegni realizzati dall’autore nel corso di vari anni che indagano il fenomeno della città europea tradizionale e dei suoi principali elementi architettonico-urbanistici.
Le rappresentazioni della città dell’infanzia (San Pietroburgo) e della maggior parte delle città europee “canoniche” (Roma, Venezia, Praga e altre) si alternano a monumenti dell’architettura del XX secolo, simili a singole sculture isolate. E anche forme dinamiche si alternano a fantasie architettoniche, con l’aiuto delle quali Sergei Tchoban si affaccia sul futuro. In principio l’autore integra volumi marcatamente futuristici nel panorama delle strade della città europea. Successivamente trasferisce tali elementi nella realtà romana del XVIII secolo, ricostruita sui motivi della serie Vedute di Roma di Giovanni Battista Piranesi. Quattro di queste fantasie sono stampe originali delle incisioni di Piranesi, al cui interno gli elementi dell’architettura del futuro vengono integrati con l’ausilio della tecnica dell’incisione ad acquaforte (eseguita dall’architetto Ioann Zelenin su idea e schizzi di Sergei Tchoban).
Un’opera d’arte “profanata” o un’impronta del futuro? Ecco, forse è proprio questa la domanda principale a cui questa mostra cerca di dare risposta. Simulando con l’ausilio di grafica e incisione la distruzione di un monumento (l’originale dell’incisione di Piranesi) e dell’ambiente urbano, Sergei Tchoban solleva la seguente questione: distruggiamo l’armonia o ne creiamo un modello completamente nuovo? È questo il vero lascito di Piranesi: l’invito a un dialogo sincero sulla condizione delle stratificazioni delle parti costitutive della città europea, come eredità collettiva fondamentale e al tempo stesso spazio per uno sviluppo futuro. (aise)


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