“MAGNUM SULLA STRADA”: VIAGGIO ATTRAVERSO LE IMMAGINI E I FOTOGRAFI CHE HANNO FATTO LA STORIA

“MAGNUM SULLA STRADA”: VIAGGIO ATTRAVERSO LE IMMAGINI E I FOTOGRAFI CHE HANNO FATTO LA STORIA

MILANO\ aise\ - Un tuffo negli archivi Magnum attraverso più di trecento capolavori della fotografia di strada. È appena stato pubblicato da Contrasto Magnum sulla strada” (pp.384, euro 29.90), un viaggio attraverso le immagini, le pratiche e i fotografi dell’agenzia più famosa al mondo che hanno definito e reso popolare il genere della street photography. Con oltre 300 fotografie, tra le più significative e iconiche della storia, Magnum sulla strada offre un interessante visione di insieme sul genere e un contributo essenziale allo studio e alla comprensione di questo filone.
Quell’impulso che si ha nello scattare al volo, negli spazi pubblici, delle fotografie non impostate, fa parte infatti del Dna della Magnum Photos sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1947. Il libro, a cura di Stephen McLaren, delinea non solo un profilo degli autori più rappresentativi del genere, ma si sofferma anche su alcuni filoni fotografici particolarmente apprezzati e approfonditi: dalla documentazione del tempo libero alla vita brulicante dei mercati, all’interazione degli individui sui mezzi pubblici e nei luoghi di passaggio, e sulle città che più sono state d’ispirazione. New York, Parigi, Londra, Tokyo.
A elaborare i principi della street photography, prima che questa avesse un nome, fu lo stesso Henri Cartier-Bresson, uno dei fondatori della Magnum che, appena ventenne, attraversò l’Europa e il Messico con la sua Leica per realizzare quelle fotografie che oggi sono considerate pietre miliari del genere. Dopo di lui, ogni fotografo che entra a far parte dell’agenzia vi porta non solo il proprio talento, ma un modo ben preciso di intendere e realizzare immagini di strada, che attraversano come un fil rouge tutta la produzione dell’agenzia fino a oggi sia nel lavoro di maestri riconosciuti del genere – come Elliott Erwitt, Martin Parr, Bruce Gilden, Richard Kalvar – sia nelle immagini di autori che si sono concentrati maggiormente sul fotogiornalismo e che però non hanno mancato di dare il loro importante contributo – si pensi a Robert Capa, Abbas, Susan Meiselas, Peter van Agtmael, tra gli altri.
Personalità diverse, mezzi e tecniche che negli anni si evolvono (come quando, ad esempio, irrompe il colore in fotografia), ma è la sensibilità comune che rende ben definita la tipologia del fotografo di strada. Gli street photographer conoscono il funzionamento delle città, sanno mescolarsi al flusso urbano, intuire il modo in cui le persone interagiscono fra loro per cogliere l’attimo esatto, l’azione, il momento decisivo. Gli è propria un’innata capacità nell’interpretare il linguaggio del corpo, sanno capire se un pedone sta per attraversare e riconoscere le abitudini di un gruppo di amici, per riuscire, infine, ad avvicinarsi con discrezione ad ogni scena, farla entrare nel campo visivo dell’obiettivo per realizzare un paio di scatti, e allontanarsi indisturbati, lasciando i soggetti inconsapevoli dell’immagine che hanno contribuito a creare. (aise)


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