“NONOSTANTE LA PAURA”: IN LIBRERIA IL GENOCIDIO DEI TUTSI E LA RICONCILIAZIONE IN RUANDA NELL’ANALISI DI JEAN PAUL HABIMANA

“Nonostante la paura”: in libreria il genocidio dei tutsi e la riconciliazione in Ruanda nell’analisi di Jean Paul Habimana

ROMA\ aise\ - Dall’8 aprile in libreria, è già disponibile online per Terre di mezzo Editore (collana Archivio Diaristico Nazionale) il libro Jean Paul HabimanaNonostante la paura. Genocidio dei tutsi e riconciliazione in Ruanda” (pp. 192, euro 14), finalista del Premio Saverio Tutino 2020.
L’8 aprile 1994 bisogna scappare: quando i vicini avvertono la sua famiglia, Jean Paul ha dieci anni e, all’improvviso, nessuna certezza. Non sa dove andare, chi sono i nemici e perché uccidono, né chi è disposto a dare un riparo. I tutsi vengono braccati e massacrati dagli hutu, gli dicono. Di molti, tra cui suo padre, non si saprà più nulla.
Jean Paul Habimana ha raccontato l’ultimo genocidio del Novecento in una intensa memoria in concorso al Premio Pieve Saverio Tutino 2020 e depositata presso l’Archivio dei diari di Pieve Santo Stefano. Questa testimonianza è diventata un libro per l’editore Terre di mezzo con il titolo “Nonostante la paura”.
Una memoria che ripercorre i terribili giorni del genocidio, ma va oltre. Racconta del ritorno nei villaggi distrutti e del lungo processo di riconciliazione. Di come anche i figli degli assassini siano stati vittime di quella violenza. Di quanto sia stato difficile, ma necessario, trovare il modo di ricominciare a vivere insieme. E di come questo sia possibile, come per l’autore e sua moglie Marie Louise, di famiglia hutu.
“Chi volta pagina e inizia a leggere questa storia difficilmente riuscirà? a fermarsi e a chiudere il libro. Perlomeno a me è capitato così, ho posato il manoscritto quando albeggiava. Jean Paul mi deve una notte insonne”, scrive in prefazione Luciano Scalettari.
Nato nel 1984 a Nyamasheke in Ruanda, nel 2005 Jean Paul Habimana si trasferisce in Italia. Insegna religione a Milano, dove vive con sua moglie Marie Louise, di famiglia hutu, e i loro due figli. (aise)


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