“Prima, donna”: prorogata sino al 16 maggio la mostra di Margaret Bourke-White in Palazzo Reale a Milano

Buchenwald, 1945. © Images by Margaret Bourke-White. 1945 The Picture Collection Inc.

MILANO\ aise\ - Ha riaperto al pubblico in Palazzo Reale a MilanoPrima, donna. Margaret Bourke-White”, la mostra che, inaugurata lo scorso settembre, celebra una tra le figure più rappresentative ed emblematiche del fotogiornalismo. L’esposizone è stata inoltre prorogata fino al 16 maggio 2021.
Curata da Alessandra Mauro, la mostra è promossa e prodotta da Comune di Milano|Cultura, da Palazzo Reale e da Contrasto, in collaborazione con Life Picture Collection, detentrice dell’archivio storico di LIFE.
L’accesso alla mostra è contingentato, solo su prenotazione e con le disposizioni volte a tutelare la sicurezza e la salute dei visitatori.
Pioniera dell’informazione e dell’immagine, Margaret Bourke-White ha esplorato ogni aspetto della fotografia: dalle prime immagini dedicate al mondo dell’industria e ai progetti corporate, fino ai grandi reportage per le testate più importanti come Fortune e Life; dalle cronache visive del secondo conflitto mondiale, ai celebri ritratti di Stalin prima e poi di Gandhi (conosciuto durante il reportage sulla nascita della nuova India e ritratto poco prima della sua morte); dal Sud Africa dell’apartheid, all’America dei conflitti razziali fino al brivido delle visioni aeree del continente americano.
Oltre 100 immagini, provenienti dall’archivio Life di New York e divise in 11 gruppi tematici che, in una visione cronologica, rintracciano il filo del percorso esistenziale di Margaret Bourke-White e mostrano la sua capacità visionaria e insieme narrativa, in grado di comporre “storie” fotografiche dense e folgoranti.
Queste le 11 sezioni: “L’incanto delle acciaierie” mostra i primi lavori industriali di Margaret, da quando nel 1928 apre un suo studio fotografico a Cleveland; la sezione “Conca di polvere” documenta invece il lavoro sociale realizzato dalla fotografa negli anni della Grande Depressione nel Sud degli USA; “LIFE” si concentra invece sulla lunga collaborazione di Bourke-White con la leggendaria rivista americana, per la quale Bourke-White realizzerà la copertina e i reportage del primo numero e tanti altri ancora lungo tutta la sua vita; “Sguardi sulla Russia” inquadra il periodo in cui Margaret Bourke-White documentò le fasi del piano quinquennale in Unione Sovetica fino ad arrivare a realizzare anni dopo, quando già era scoppiata la Seconda guerra mondiale, il ritratto di Stalin in esclusiva per LIFE; la sezione “Sul fronte dimenticato” documenta gli anni della guerra, quando per lei fu disegnata la prima divisa militare per una donna corrispondente di guerra e Bourke-White si recò, al seguito dell’esercito USA, in Nord Africa, Italia e Germania; la sezione “Nei Campi” testimonia l’orrore al momento della liberazione del Campo di concentramento di Buchenwald (1945) quando, come ha dichiarato la fotografa, “per lavorare dovevo coprire la mia anima con un velo”; “L’India” raccoglie il lungo reportage compiuto dalla fotografa al momento dell’indipendenza dell’India e della sua separazione con il Pakistan e mostra, tra le altre immagini, anche il celebre ritratto del Mahatma intento a filare all’arcolaio; “Sud Africa” è la documentazione del grande paese africano durante l’Apartheid; “Voci del Sud bianco” è il lavoro a colori del 1956 dedicato al tema del segregazionismo del Sud degli USA in un Paese in trasformazione; “In alto e a casa” raccoglie alcune tra le più significative immagini aeree realizzate dalla fotografa nel corso della sua vita; infine il percorso termina con “La mia misteriosa malattia”, una serie di immagini che documentano la sua ultima, strenua lotta, quello contro il morbo di Parkinson di cui manifesta i primi sintomi nel 1952 e contro cui combatterà con determinazione. In questo caso, è lei il soggetto del reportage, realizzato dal collega Alfred Eisenstaedt che ne testimonia la forza, la determinazione ma anche la fragilità.
L’esposizione, accompagnata da un catalogo edito da Contrasto, è una straordinaria retrospettiva quindi per ricordare un’importante fotografa, una grande donna, la sua visione e la sua vita controcorrente. (aise)