“Searching for identity”: Trieste Contemporanea a Vilnius

VILNIUS\ aise\ - Trieste Contemporanea sbarca a Vilnius, dove domani, mercoledì 22 settembre, alle ore 17, inaugurerà alla galleria “Akademija” dell’Accademia di Belle Arti la mostra internazionale di arte contemporanea “Searching for identity (at the time of selfie)”, che resterà visitabile fino al 9 ottobre.
La mostra, che si aprirà con la performance in forma di riflessione poetico musicale Effimere di Floreani e Gattorno, è un progetto espositivo che coinvolge 26 artisti contemporanei provenienti da 8 paesi europei e con diverse esperienze e diverse forme di espressione, il cui lavoro, in approccio multidisciplinare, rivela l'identità in vari modi: dal concetto classico di identità, all’autoanalisi fino agli ultimi esperimenti tecnologici e performativi.
Gli artisti che saranno presentati a Vilnius sono: il regista Samir Mehanović (Bosnia-Regno Unito); l’artista visiva Marijana Vukić (Croazia); il fotografo Patrick Faigenbaum, i videoartisti Erick Deroost e Katja Fleig (Francia); l’artista e performer Marc Camille Chaimowicz (Francia-Regno Unito); gli attori Luigi Arpini e Daniela Gattorno, il compositore Claudio Ambrosini, il musicista Giovanni Floreani, l’artista e performer Remo Rostagno, il videoartista Manuel Frara/interno 3, gli artisti visivi Cristiano Berti, Diego Esposito, Giulia Iacolutti, Cristiana Moldi Ravenna, Mario Sillani Djerrahian, Sonia Squillaci, Gian Carlo Venuto (Italia); l’artista e performer Laure Keyrouz (Libano); gli artisti visivi Małgorzata Dmitruk e Leon Tarasewicz, i performer Andrzej e Teresa Wełmiński (Polonia); l’artista visivo Ian McKeever (Regno Unito); l’artista visiva Lada Nakonechna (Ucraina).
“Searching for identity” viene presentato in Lituania, dopo essere stato ideato da Gabriela Cardazzo e Giuliana Carbi Jesurun e presentato a Trieste Contemporanea all’inizio del 2019, accompagnato da un ciclo di eventi, dibattiti, performance e presentazioni musicali, con l’intento di raccontare e raccogliere le trasformazioni del concetto di identità in tempi di moderni cambiamenti politici, sociali, nazionali, tecnologici e psicologici. La forma interdisciplinare ora è proposta anche in Lituania e alle due curatrici italiane si aggiunge Helmutas Šabasevičius dell’Accademia di Belle Arti di Vilnius.
La cura organizzativa italiana è di ArtSpace e Trieste Contemporanea mentre quella lituana è di Krantų redakcija e Academy of Arts. L’iniziativa ha il supporto del Lithuanian Culture Council, dell’Adam Mickiewicz Institute di Varsavia, dell’Istituto Italiano di Cultura di Vilnius e della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia.
Alla vigilia dell'inaugurazione della mostra questa sera, presso la Sala Gotica dell’Accademia di Belle Arti di Vilnius, l'ensemble vocale lituano B2 esegue Soliloquy di Claudio Ambrosini: una cantica basata su una poesia di Sylvia Plath in cui la poetessa americana parla della ricerca di sé, della propria identità e del fatto che spesso questo sé sembra perdersi in un labirinto. Il brano musicale proposto a Vilnius per 8 voci maschili è pensato dal compositore italiano nel 2015, mentre la versione originale del 2003 era stata scritta da Ambrosini per 4 voci femminili. (aise)