A CHE PUNTO È L’OSPEDALE ITALIANO IN VENEZUELA? LA PIETRA (FDI) INTERROGA DI MAIO

A che punto è l’Ospedale italiano in Venezuela? La Pietra (FdI) interroga Di Maio

ROMA\ aise\ - È necessario un aggiornamento sullo stato di avanzamento dell’Ospedale italiano in Venezuela. Questo, in sintesi, quanto richiesto dal senatore Patrizio La Pietra (FdI) in una interrogazione al Ministro degli esteri Luigi Di Maio.
“Il 2 febbraio 2020, - ricorda il senatore nella premessa – il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale con proprio comunicato pubblicato sul sito web istituzionale informava dell'avvenuta firma, presso la sede del Centro italo-venezuelano di Caracas, dell'atto costitutivo della fondazione "Ospedale italiano in Venezuela": un'iniziativa, si legge nel comunicato, "fortemente sostenuta dall'incaricato d'affari in Venezuela, Placido Vigo" e che avrebbe visto il "coinvolgimento attivo del Consolato Generale d'Italia"; si legge ancora che "l'ospedale italiano presterà i suoi servizi alla comunità italiana e alla società venezuelana in generale"; sugli esiti, gli sviluppi nonché l'attuazione dell'iniziativa, nonché sulle modalità di partecipazione dell'Italia a questo progetto, avviato nel febbraio 2020 con la firma da parte del Governo italiano nella persona del sottosegretario Merlo dell'atto costitutivo di tale fondazione e una serie di altri soggetti istituzionali, non parrebbe esserci sufficiente chiarezza”.
“In una nota antecedente la firma del documento a Caracas, pubblicata sul portale "ItaliachiamaItalia" al 18 dicembre 2019, ad esempio, si fa riferimento genericamente a un non meglio precisato contributo economico del Governo italiano, al quale avrebbe fatto riferimento, secondo quanto ivi riportato, l'ambasciatore Placido Vigo e del quale non è tuttavia noto l'ammontare”, rileva il senatore, che aggiunge: “ad oggi, anche alla luce degli eventi determinati dalla crisi sanitaria pandemica, non è noto quali siano stati gli esiti di questo progetto, che, almeno secondo quanto risulta agli interroganti, non avrebbe mai visto la luce e si sarebbe fermato ad una mera dichiarazione di intenti e raccolta di fondi e contributi, né in quale misura, nell'ambito delle politiche sanitarie poste in essere in Venezuela, la comunità dei nostri connazionali ivi residenti siano stati effettivamente assistiti nel corso della sopravvenuta crisi sanitaria”.
“Non è noto – prosegue La Pietra – neppure quale sia stata la destinazione delle risorse stanziate dal Governo (alle quali si fa riferimento nel citato articolo e delle quali non è noto l'ammontare), né dei contributi destinati a tale struttura, anche nell'ambito delle raccolte di fondi messe in campo anche nel corso della citata iniziativa inaugurale, avviate ed eseguite in presenza di esponenti del Governo italiano in Venezuela e che, sempre secondo quanto si apprende dalla stampa, sarebbero state messe in campo per perseguire la finalità di garantire un presidio ospedaliero di riferimento per l'assistenza sanitaria della comunità italo-venezuelana a Caracas”.
“Proprio in ragione della scarsità di informazioni disponibili in ordine agli esiti degli atti e delle iniziative entusiasticamente annunciate sul sito web del Ministero degli affari esteri, e soprattutto, alla mancanza, ad oggi, di un fattivo riscontro sulla realizzazione della struttura sanitaria per la quale sarebbero state destinate risorse finanziarie dal Governo italiano, gli interroganti considerano necessario e urgente un intervento chiarificatore utile a diradare i termini della questione”, il senatore chiede di sapere “quali siano i termini della partecipazione del Governo italiano all'iniziativa e quali siano, esattamente, gli impegni che il nostro Paese si è assunto firmando a Caracas il 2 febbraio 2020, mediante il sottosegretario Merlo, l'atto istitutivo della fondazione "Ospedale italiano in Venezuela"; se ed in quale misura il Governo italiano abbia contribuito finanziariamente al progetto, e quali siano le ragioni ostative alla realizzazione ed entrata in funzione della struttura, sino a questo momento” e, infine, “quali strumenti di monitoraggio dei risultati, dello stato di avanzamento e attuazione del progetto il Governo, al momento della firma dell'atto istitutivo della fondazione abbia formalizzato e, in relazione allo stanziamento di risorse economiche, se abbia opportunamente attivato tali strumenti di monitoraggio e controllo e se non ritenga opportuno, in caso di tardiva attuazione o mancata attuazione degli obiettivi condivisi con le autorità venezuelane, valutare ogni iniziativa necessaria all'esecuzione di un impegno rientrante in un'iniziativa di cooperazione bilaterale che, in un contesto di già delicato equilibrio per le relazioni internazionali e diplomatiche con un Paese che versa in condizioni di gravissima crisi democratica, economica e sociale, risulta indispensabile per garantire il diritto fondamentale alla tutela della salute della comunità italo-venezuelana, specie alla luce della gravissima crisi pandemica”. (aise) 

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