Attenzione a export e cooperazione: il parere della Commissione Esteri sul Def

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri la Commissione Affari Esteri della Camera ha approvato il parere favorevole proposto dalla relatrice, Marina Berlinghieri, al Documento di economia e finanza 2021 approvato dal Governo.
All’esame delle Commissioni Bilancio, il testo – accompagnato dalla relazione sullo scostamento di bilancio - viene esaminato per le parti di competenza anche dalle altre Commissioni in sede consultiva. Veloce l’esame in terza commissione: iniziato martedì, alla presenza del vice ministro Sereni, è terminato ieri con l’approvazione del parere favorevole proposto dalla relatrice. Bocciato, invece, il parere contrario proposto da Delmastro Delle Vedove (FdI) secondo cui l’Italia dovrebbe eliminare gli aiuti allo sviluppo per indirizzare tutte le risorse disponibili all’emergenza sul territorio nazionale; si dovrebbero favorire il cd. “reshoring” delle imprese in Italia; e abbandonare “la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL anche attraverso un incremento del flusso netto migratorio”, meglio sarebbe, per Fratelli d’Italia, “adottare politiche per invertire il trend in materia di denatalità”.
Alla presenza del sottosegretario Della Vedova, la commissione ha bocciato il parere contrario al Def di FdI e approvato quello della relatrice in cui si sottolinea l’importanza dell’export e di rispettare gli standard sugli aiuti allo sviluppo.
Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
La III Commissione,
esaminato
, per le parti di competenza, il Documento di economia e finanza 2021 (Doc. LVII n. 4 e Annesso);
preso atto del fatto che la struttura del DEF 2021 presenta una significativa differenza rispetto a quello degli anni fino al 2019 poiché non reca il Programma nazionale di riforma (PNR), in quanto, in linea con la normativa comunitaria, il Governo procederà, successivamente, alla trasmissione del solo PNRR che sarà presentato alla Commissione europea nel termine previsto del 30 aprile prossimo;
atteso che, oltre alle risorse del Next generation EU, il PNRR potrà contare su una disponibilità di fondi nazionali che lungo il periodo 2021-2026 porterà il perimetro complessivo del Piano a 222 miliardi, di cui circa 169 miliardi saranno aggiuntivi rispetto alla programmazione esistente. A tali risorse si aggiungeranno circa 15 miliardi netti provenienti dalle altre componenti del NGEU, quale il REACT-EU;
per quanto attiene allo scenario economico internazionale, il DEF evidenzia che le prospettive degli scambi internazionali sono state profondamente modificate dal diffondersi della pandemia all'inizio del 2020 e i relativi effetti sulle politiche dei diversi Paesi appaiono ancora incerti;
secondo le più recenti proiezioni macroeconomiche, la flessione dell'economia globale sarebbe pari al 3,3 per cento nel 2020 dopo l'espansione del 2,8 per cento registrata nel 2019. La riduzione del commercio mondiale riflette, non solo la marcata ciclicità di tale variabile durante le fasi recessive del ciclo economico, ma anche la peculiarità della crisi innescata dal Covid-19, che ha determinato interruzioni nelle catene mondiali di produzione e un incremento dei costi del commercio a causa delle misure di contenimento dei contagi;
evidenziato come il DEF prefiguri, pertanto, nel medio termine una moderazione della crescita globale che si attesterebbe al 3,3 per cento e prospetti una crescita più vivace nelle economie emergenti, che si espanderebbero del 6,7 per cento quest'anno e del 5 per cento nel 2022, rispetto a quelle avanzate, per le quali l'espansione sarebbe pari al 5,1 per cento nel 2021 e al 3,6 per cento nel 2022;
in relazione al quadro previsionale interno, nello scenario programmatico già l'anno prossimo il PIL arriverebbe a sfiorare il livello del 2019. Infatti, dopo la caduta dell'8,9 per cento registrata nel 2020, il PIL recupererebbe del 4,5 per cento quest'anno e del 4,8 per cento nel 2022, per poi crescere del 2,6 per cento nel 2023 e dell'1,8 per cento nel 2024, evidenziando tassi di incremento mai sperimentati nell'ultimo decennio;
rilevato che il DEF evidenzia l'alto livello raggiunto dal rapporto deficit/PIL, pari all'11,8 per cento, dovuto tuttavia principalmente a misure di natura temporanea, nonché alla caduta del PIL stesso, cui dovrebbe seguire un progressivo rientro nei prossimi anni, che già nel 2024 si avvicinerebbe alla soglia del 3 per cento, grazie ad una graduale discesa del deficit della PA;
quanto al posizionamento commerciale del nostro Paese, il DEF rileva che l'avanzo commerciale è stato pari a 63,6 miliardi (in aumento rispetto ai 56 miliardi registrati nel 2019), rimanendo tra i più alti in Europa in rapporto al PIL, dopo Germania, Paesi Bassi e Irlanda. Tenendo conto della quota sulle esportazioni complessive, la riduzione delle vendite di beni all'estero in media d'anno ha riguardato tutti i principali partner commerciali tra cui gli Stati Uniti, la Francia e la Germania;
rilevato che le prospettive per il 2021 appaiono più favorevoli soprattutto in relazione alla ripresa dell'attività economica e del commercio mondiale: l'andamento del commercio estero italiano è infatti rimasto favorevole in gennaio e in particolare verso i Paesi europei mentre le prime indicazioni del commercio extra-UE per febbraio prefigurano una riduzione delle esportazioni accompagnato da un rimbalzo delle importazioni;
sottolineata l'esigenza di potenziare il complesso delle misure a sostegno dell'export e dell'internazionalizzazione delle imprese, così come espresso nel parere approvato da questa Commissione il 18 marzo 2021 sulla proposta di PNRR, assicurando finanziamenti strutturali adeguati e rafforzando gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese;
preso atto positivamente dell'impegno, ribadito nel DEF, ad un progressivo adeguamento agli standard internazionali e alla normativa nazionale di riferimento delle risorse per l'Aiuto pubblico allo sviluppo, proseguendo un percorso di avvicinamento all'obiettivo dello 0,7 per cento del RNL fissato dall'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile;
richiamata l'esigenza di assicurare, con una prospettiva pluriennale, graduali incrementi degli stanziamenti assegnati alle amministrazioni dello Stato per interventi di cooperazione allo sviluppo, in linea con quanto previsto dall'articolo 30 della legge n. 125 del 2014, con particolare riferimento alle risorse assegnate al MAECI per attività di cooperazione allo sviluppo,
esprime
PARERE FAVOREVOLE”. (aise)