Chiesa del Cristo Re a Casablanca: Sereni risponde a Delmastro (Fdi)

ROMA\ aise\ - Deputato di Fratelli d’Italia, Delmastro Delle Vedove aveva interrogato la Farnesina sulle ragioni della chiusura della chiesa di Cristo Re a Casablanca, “punto di riferimento”, scriveva, per la comunità italiana. A rispondergli è stata il vice ministro degli esteri Marina Sereni.
“Lo Stato italiano – ha ricordato Sereni – ha acquistato nel 1935 il terreno di 2100 metri quadrati situato al n. 44 di Boulevard Abdel Moumen, sul quale è stato costruito tra il 1953 ed il 1957, con contributi della collettività e dei Ministeri degli affari esteri e dell'interno, l'immobile in cui hanno sede la chiesa di Cristo Re e i locali del CO.AS.IT (Comitato assistenza italiani). L'Amministrazione italiana ha dato in concessione alla Chiesa di Cristo Re, con decreto ministeriale n. 5513/0229 del 25.02.2014, i locali comprendenti la Chiesa e la canonica, nonché un piano seminterrato, sino al 31/12/2018”.
“Alla data di scadenza della concessione (a canone annuo agevolato, calcolato in 1350 Dirham – pari a circa 127 euro – in considerazione delle finalità di rilevanza sociale per la collettività), il Consolato ha preso contatto con l'arcivescovado di Rabat, dal quale dipende la diocesi di Casablanca, al fine di avviare l'iter amministrativo per il rinnovo della concessione e per reperire un nuovo religioso in grado di attendere ai bisogni spirituali della comunità italiana, essendo frattanto venuta meno la presenza continuativa del sacerdote italiano. L'arcivescovo di Rabat – ha chiarito Sereni – ha comunicato di non voler rinnovare la concessione, rinunciando così ai locali, che sarebbero stati restituiti all'amministrazione italiana”.
“Scaduta la concessione, è venuta meno anche l'assicurazione per la responsabilità civile verso terzi, particolarmente rilevante per un luogo di culto aperto al pubblico”, ha aggiunto il viceministro. “La successiva insorgenza dell'epidemia di COVID-19 e il conseguente divieto di assembramenti introdotto dalle Autorità marocchine (esteso anche ai luoghi di culto) hanno suggerito di escludere la tenuta di funzioni religiose, e comunque l'ingresso di estranei, a tutela della salute degli anziani ospiti dell'attigua casa di riposo, gestita dal Co.As.It”.
“A seguito di due tentativi (uno del 27 febbraio e l'altro del 4 marzo) di introduzione nei locali e di prelevamento in un caso della statua della Madonna di Trapani, particolarmente venerata dalla comunità italiana, nell'altro di mobili ed arredi presenti all'interno, - ha detto ancora Sereni – il Consolato generale ha disposto la chiusura e il cambio delle serrature dei locali della Chiesa, a tutela dell'incolumità del pubblico, della salute degli anziani ospiti della casa di riposo attigua e dei beni, affidati alla custodia del Console Generale, e ancora presenti nello stabile”.
Quanto alle intenzioni del Governo in merito alla riapertura della chiesa del Cristo Re a Casablanca, ha concluso il vice ministro, “il Consolato generale è in contatto con l'arcivescovo di Rabat al fine di definire una soluzione che consenta la riapertura della chiesa e la prosecuzione delle funzioni religiose a favore della Comunità italiana, anche in assenza di un sacerdote ivi stabilmente residente”. (aise)