Cittadinanza a Zaki: la Camera approva la mozione

ROMA\ aise\ - Questa mattina la Camera ha approvato la mozione bipartisan, a prima firma Quartapelle e Sensi (Pd), per concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Con il parere positivo del Governo, rappresentato dal sottosegretario agli esteri Della Vedova, l’Aula ha votato all’unanimità con la sola astensione di Fratelli d’Italia.
Quattro i punti del dispositivo della mozione, che impegna il Governo “ad avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana ai sensi del comma 2 dell'articolo 9 della citata legge n. 91 del 1992;
a continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione;
a continuare a sostenere, nei rapporti bilaterali con l'Egitto e in tutti i consessi europei ed internazionali, l'immediato rilascio di Patrick Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza: difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali;
a continuare ad adottare iniziative affinché le autorità egiziane rispettino i diritti alla libertà d'espressione, di associazione e di manifestazione pacifica e spezzino il circolo dell'impunità per le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel Paese”.
Nel dibattito che ha preceduto il voto, Magi (Azione- +Europa - Radicali) ha confermato il voto a favore perché “il significato politico di questa iniziativa per noi non è solo quello di esprimere una vicinanza a Patrick Zaki, al nostro Patrick Zaki, e di compiere un gesto simbolico e di pressione politica, ma, attraverso questa iniziativa, vogliamo anche contribuire ad accendere un faro sulle migliaia di Patrick Zaki che ci sono in Egitto”.
Sì anche da L'Alternativa c'è ma non senza polemica: secondo Pino Cabras l’Italia dovrebbe assumere la stessa posizione anche nei confronti di altre persone che, dai palestinesi a Julian Assange, si vedono limitati i propri diritti: “noi vogliamo la liberazione del giovane studioso egiziano. Voteremo “sì” alla richiesta della concessione della cittadinanza italiana; voteremo in favore delle altre misure che possano più concretamente operare per la sua liberazione, e attendiamo trepidanti che si voti su altre mozioni che allarghino lo sguardo sulle libertà in pericolo, a partire da quella su Julian Assange, da portare in votazione subito, come è giusto. Avrete il coraggio di proporre lo stesso per Assange? WikiLeaks ha fatto bene all'Italia, come ad altri Paesi nel mondo”.
Sì anche da Leu, come confermato da Luca Pastorino, secondo cui il voto è “un passaggio doveroso, perché, comunque, il riconoscimento della cittadinanza ad uno straniero può essere attribuito quando questi abbia reso eminenti servizi al Paese, ovvero quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato. Qui l'interesse dello Stato è l'interesse dei cittadini a vedere riconosciuti i diritti ad un ragazzo che, ricordiamo, potrebbe essere chiunque di noi, per accuse tutte da verificare, in un ordinamento giudiziario come quello egiziano, che prevede un massimo di carcerazione per due anni, nel corso dei quali devono essere esperite indagini che forse non si fanno; ciò credo che sia una cosa da condannare, senza se e senza ma”.
Per Michaela Biancofiore (Coraggio Italia) quello di oggi è un voto di cui “andare orgogliosi” perché la mozione “non è un semplice atto parlamentare, volto a manifestare il nostro sostegno concreto a Patrick Zaki, ma un inno alle libertà universali e non negoziabili dell'uomo”.
Deputato di Italia Viva, Massimo Ungaro ha confermato il sostegno di IV e poi chiesto al Ministro dell'Interno “di proporre immediatamente al Consiglio dei Ministri il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki. È vero che sarà difficile garantire, anche dopo il conferimento, immediata protezione consolare a Patrick, che comunque rimarrebbe con la doppia cittadinanza italo-egiziana, ma – ha sottolineato – è importante mandare un segnale politico fondamentale sulla parte dalla quale sta l'Italia e sul fatto che con i diritti umani non si scherza”. Quanto alle perplessità di Cabras, per Ungaro si tratta solo di “benaltrismo”: “non temiamo ritorsioni per Patrick, anche perché dorme da oltre un anno e mezzo per terra ed è già in condizioni disumane; quindi, credo che peggio di così non potrebbe andare. Invece, è fondamentale, dal punto di vista diplomatico, mantenere la pressione sul Governo egiziano, e questo atto va in quella direzione”.
Unici ad astenersi i deputati di Fratelli d’Italia: Wanda Ferro ha ribadito che il partito “condanna fermamente le violenze perpetrate ai danni del giovane, arrestato solo per avere espresso le proprie opinioni; riteniamo doveroso altresì agire affinché la vertenza possa trovare una rapida soluzione. Resta, però, un elemento oggettivo che non possiamo non considerare; a differenza di Giulio Regeni, Zaki è un cittadino egiziano che risiedeva in Italia per motivi di studio. È stato fermato sul suolo egiziano; dunque è l'Egitto ad avere piena ed esclusiva giurisdizione. Il nostro timore più grande nasce dalla ovvia considerazione che qualunque Stato sovrano ritiene che uno Stato estero che si metta a sindacare le proprie scelte relative all'esercizio della giurisdizione sui propri cittadini pone in essere una pressione indebita”.
“Perplessità” sull’efficacia della concessione della cittadinanza sono state espresse anche da Ugo Cappellacci che comunque ha garantito il voto favorevole di Forza Italia: “quello che l'Italia contesta non è certamente il diritto di un Paese a giudicare un suo cittadino, ma la compressione e la violazione dei diritti umani di una persona e delle sue libertà, che non possono essere calpestate per via delle convinzioni politiche”, ha detto il deputato che poi ha ribadito “la perplessità del nostro gruppo circa il carattere risolutivo della concessione della cittadinanza, che, è vero, ha un forte valore simbolico, è vero che può sensibilizzare e costituire una cassa di risonanza, però è altrettanto vero che è privo di una concreta efficacia sul piano giuridico”.
Per il Pd è intervenuta Laura Boldrini che ha auspicato “un ampio - possibilmente unanime - consenso nel voto su questa mozione. Sarebbe la dimostrazione, anche alle autorità egiziane, che la liberazione di Patrick Zaki non è una richiesta di parte, ma è condivisa da tutto l'arco parlamentare e che tutte e tutti vogliamo Zaki cittadino italiano, non per un atto, come è stato detto, meramente simbolico, ma per rendere più forte la nostra battaglia per la liberazione sua e di tutti i prigionieri politici presenti nelle carceri egiziani: tanti, signor Presidente, troppi! L'ingiustizia che si verifica in un luogo - scrisse Martin Luther King dalla prigione di Birmingham nel 1963 - è una minaccia alla giustizia ovunque”.
Sì alla mozione anche dalla Lega, ma con un avvertimento: “essere cauti, raccomandando al Governo l'adozione di un approccio diplomatico realistico, improntato alla moderazione e alla prudenza” ha detto Paolo Formentini. “Nel conferimento della cittadinanza italiana a Zaki – ha spiegato il deputato – è stato visto uno strumento atto a permettere alla nostra diplomazia di esercitare un'influenza sulle decisioni della magistratura egiziana e intavolare un negoziato per ottenere la liberazione del ragazzo o, quantomeno, il rispetto dei suoi diritti, tanto nei tribunali, quanto nei luoghi in cui è detenuto, un presupposto per dare al nostro Governo un titolo plausibile per interessarsene. Vogliamo dirlo: condividiamo l'auspicio che questa soluzione - la concessione della cittadinanza - funzioni, ma, allo stesso tempo, temiamo che questo passo possa, al contrario, rivelarsi controproducente; lo vogliamo dire con grande chiarezza. Ecco perché oggi vogliamo ponderare le parole, essere cauti, raccomandando al Governo l'adozione di un approccio diplomatico realistico, improntato alla moderazione e alla prudenza”.
Infine, il sì del Movimento 5 Stelle affidato all’intervento di Iolanda Di Stasio: “l'impegno che, con questa mozione, si richiede al Governo di assumere è estremamente importante. Per questo Parlamento i diritti umani sono universali, non sono negoziabili e rappresentano le fondamenta dello Stato di diritto. Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è anche coinvolgere l'Europa che, a questo punto, non può essere mera spettatrice. L'indignazione e la pressione che può e deve esercitare l'Unione europea e le sue istituzioni potrebbero fare la differenza tra la vita e la morte, non solo di questo giovane uomo, ma anche di tanti altri, come lui ingiustamente detenuti. Non abbandoneremo Zaki, continueremo a batterci contro la sua ingiusta detenzione e non ci fermeremo fin quando non sarà liberato. Abbiamo il dovere di farlo per tutti coloro che sono oppressi da regimi liberticidi, perché possiamo realmente definirci uomini liberi solo se tutti lo sono”. (aise)