CONTRATTISTI MAECI: LE MODIFICHE ALLA PROPOSTA DI LEGGE/ IL PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA

CONTRATTISTI MAECI: LE MODIFICHE ALLA PROPOSTA DI LEGGE/ IL PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE ESTERI DELLA CAMERA

ROMA\ aise\ - La Commissione Affari Esteri della Camera ha proseguito ieri, in sede consultiva, l’esame della proposta di legge “Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura”. Alla presenza del Vice Ministro Del Re, Elisa Siragusa (M5S), relatrice in Commissione, ha illustrato ai colleghi il contenuto dell'emendamento approvato dalla Commissione Lavoro nelle parti in cui modifica il testo originario. A margine della seduta, la Commissione ha approvato il parere proposto dalla relatrice.
L’emendamento approvato in Commissione Lavoro – proposto dalla relatrice Ciprini (M5S) – prevede che “le disposizioni di cui agli articoli 152 (Contingente, luogo di reclutamento e nazionalità), 153 (Assunzione di impiegati temporanei) e 154 (Regime dei contratti) del decreto del Presidente della Repubblica si applicano, oltre che al personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura, anche a quello delle delegazioni diplomatiche speciali, cioè le rappresentanze diplomatiche che, in assenza di un'ambasciata in loco, ne svolgono le funzioni pur non appartenendo al medesimo rango”.
Esse, ha spiegato Siragusa, “possono essere istituite, con decreto del Maeci di concerto con il Mef, nei casi particolari richiesti dalle relazioni internazionali con alcuni Paesi, nonché nei casi in cui la partecipazione a conferenze, trattative o riunioni internazionali renda necessaria la costituzione in loco di apposito ufficio”.
Quanto all'articolo 153, in particolar modo, “si introduce il limite a un solo rinnovo per un periodo non superiore a sei mesi alla possibilità di sostituire gli impiegati a contratto con impiegati temporanei, in caso di perdurante assenza del dipendente, (articolo 1, comma 1, lettera b))”.
Con riferimento all'articolo 155 sui requisiti e le modalità per le assunzioni, ha aggiunto Siragusa, “il nuovo testo introduce la norma secondo cui le graduatorie risultanti dalle prove d'esame hanno validità per diciotto mesi dalla data di approvazione (articolo 1, comma 1, lettera d))”.
Inoltre, “il provvedimento apporta significative modifiche all'articolo 157 del decreto del Presidente della Repubblica, concernente le retribuzioni. Le novità – ha spiegato Siragusa – riguardano il fatto che ai fini della fissazione della retribuzione annua base: il primo criterio di riferimento diventa il costo della vita; le retribuzioni corrisposte nella stessa sede da organizzazioni internazionali, rappresentanze diplomatiche, uffici consolari, istituzioni culturali di altri Paesi, in primis di quelli UE, sono esplicitamente comprensive di tutti i benefici aggiuntivi; le condizioni del mercato locale sono riferite sia al settore pubblico sia al settore privato e per mansioni lavorative assimilabili a quelle svolte dagli impiegati a contratto; nella fissazione delle retribuzioni il Maeci si avvale, ove possibile, di agenzie specializzate a livello internazionale e tiene conto delle puntuali – e non più né eventuali né di massima – indicazioni fornite annualmente dalle organizzazioni sindacali, anche sulla scorta delle risultanze fornite dalle agenzie specializzate; la revisione della retribuzione annua base avviene in base ai criteri di riferimento di cui al comma 1 dell'articolo 157, tra cui figura il costo della vita, e non l'andamento dello stesso come nel testo previgente”.
Modificato anche l'articolo 157-sexies del decreto, quello sulle assenze dal servizio, “in chiave più favorevole al dipendente con contratto a tempo indeterminato in malattia il quale ha diritto all'intera retribuzione per i primi 90 giorni, in luogo dei 45 attualmente previsti, nonché, nei successivi 30 giorni, in luogo dei 15 attualmente previsti, alla retribuzione ridotta di un quinto; superato tale periodo, possono essere concessi ulteriori 180 giorni, in luogo di “sei mesi”, senza retribuzione; sale a 300 giorni, in luogo dei 240 previsti dalla normativa vigente, il periodo durante il quale il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto di lavoro, trascorsi i quali si può procedere alla risoluzione del rapporto di impiego”.
Le modifiche introducono “un'ulteriore tutela: superato il periodo di prova, per gravi motivi personali o di famiglia all'impiegato può essere autorizzata un'assenza dal servizio non retribuita per non più di novanta giorni in un triennio in luogo del termine di tre mesi in tutto. È, inoltre, soppresso l'ultimo comma dell'articolo 157-sexies secondo cui la durata complessiva di assenza dal servizio fruita, eccettuati i periodi di astensione obbligatoria per le lavoratrici madri, non può superare i dodici mesi in un quinquennio”.
L’emendamento approvato dalla Commissione Lavoro modifica anche l'articolo 159 che, ha aggiunto la parlamentare 5 Stelle, “prevede che, per i viaggi di servizio, l'impiegato a contratto possa fruire, in aggiunta alle spese di trasporto, anche del rimborso delle spese di vitto e alloggio, nei limiti previsti dalle norme vigenti per i viaggi di servizio del personale di ruolo. La novella integra tale disposizione stabilendo che, in alternativa, previa esplicita richiesta dell'impiegato a contratto che effettua un viaggio di servizio, in luogo del rimborso spese di vitto e alloggio e in aggiunta alle spese di trasporto, è corrisposta un'indennità giornaliera pari a un trentesimo della retribuzione base lorda in godimento, che è l'unica indennità prevista dalla normativa vigente”.
Sul fronte delle sanzioni disciplinari, “il testo emendato del provvedimento in esame modifica il quarto comma dell'articolo 164, sulle modalità procedimentali connesse alla irrogazione delle sanzioni disciplinari all'impiegato a contratto, vale a dire la contestazione scritta dell'addebito, rispetto alla quale l'impiegato disponeva di 10 giorni per fornire le proprie giustificazioni. La novella interviene, in chiave maggiormente garantista per i diritti del lavoratore, a disciplinare in modo più puntuale tale fase procedimentale prevedendo che: il responsabile della struttura presso cui presta servizio il dipendente provvede alla contestazione scritta dell'addebito, con immediatezza e comunque non oltre trenta giorni dal momento in cui abbia avuto piena conoscenza dei fatti ritenuti di rilevanza disciplinare; l'impiegato a contratto può fornire giustificazioni scritte entro venti giorni dalla contestazione. In caso di grave e oggettivo impedimento, il termine per la presentazione delle giustificazioni può, a richiesta dell'impiegato, essere prorogato per una sola volta. Il termine per la conclusione del procedimento è aumentato di un numero di giorni pari a quelli della proroga concessa; il responsabile della struttura conclude il procedimento con l'atto di archiviazione o con l'irrogazione della sanzione, entro centoventi giorni dalla contestazione dell'addebito; il dipendente ha diritto di accesso agli atti istruttori del procedimento”.
Infine, l’emendamento interviene sull'articolo 166, sulla risoluzione del contratto, per “inserire un'ulteriore fattispecie che esclude l'obbligo del rispetto del preavviso di tre mesi a beneficio del dipendente da parte dell'ufficio del Ministero, di cui al terzo comma di tale articolo. Si tratta della violazione, colposa o dolosa, dei doveri di cui all'articolo 142 – sul comportamento del personale dell'Amministrazione degli esteri, vale a dire doveri di discrezione, riservatezza, disciplina, correttezza e decoro – di gravità tale da non consentire, anche per ragioni di sicurezza, la prosecuzione neanche provvisoria del rapporto di lavoro”.
A Billi (Lega) che chiedeva “chiarimenti circa il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali nell'esame del provvedimento in sede referente” e “di valutare con attenzione il rischio che la nuova normativa possa comportare fenomeni di doppia tassazione”, Siragusa ha risposto che “l'approvazione del provvedimento in sede referente è certamente avvenuta dopo un lungo e approfondito esame, che ha coinvolto i rappresentanti delle organizzazioni sindacali attraverso un'apposita attività conoscitiva” e assicurato che “le nuove nome non incidono sul trattamento fiscale dei dipendenti a contratto, e dunque non implicano il rischio di una doppia imposizione. Il rimborso delle spese di vitto e alloggio – ha concluso – costituisce un'alternativa al sistema vigente dell'indennità giornaliera”.
La relatrice ha quindi presentato un parere favorevole che la Commissione ha approvato.
Ne riportiamo il testo di seguito.
“La III Commissione,
esaminata, per le parti di competenza, la proposta di legge C. 1027 Ciprini ed altri, recante Modifiche al titolo VI del decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.?18, in materia di personale assunto a contratto dalle rappresentanze diplomatiche, dagli uffici consolari e dagli istituti italiani di cultura, nel nuovo testo risultante dall'approvazione di un emendamento presso la Commissione di merito;
apprezzata la estensione delle disposizioni di cui agli articoli 152, 153 e 154 del citato decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n.?18, rispettivamente in tema di contingente e durata del contratto, assunzioni e regime dei contratti, anche al personale a contratto assunto dalle delegazioni diplomatiche speciali, di cui all'articolo 35 del citato decreto del Presidente della Repubblica;
valutata, in generale, con favore la finalità delle disposizioni di novella del citato decreto del Presidente della Repubblica n.?18 del 1967 in termini di maggiori garanzie dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici a contratto impiegati all'estero, ma anche in termini di irrobustimento dell'apparato di doveri al cui rispetto gli stessi lavoratori e lavoratrici sono tenuti;
evidenziate le rilevanti novità ai fini della fissazione della retribuzione annua base, di cui all'articolo 157 del citato decreto del Presidente della Repubblica, con riferimento innanzitutto all'avvalimento da parte del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale di agenzie specializzate a livello internazionale, nonché ad una maggiore valorizzazione delle indicazioni fornite annualmente dalle organizzazioni sindacali, anche sulla scorta delle risultanze fornite dalle agenzie specializzate;
apprezzate anche le novità introdotte in tema di assenze dal servizio, di cui all'articolo 157-sexies del citato decreto del Presidente della Repubblica, con riferimento a termini temporali più favorevoli al dipendente con contratto a tempo indeterminato che versi in malattia;
valutata con favore la modifica apportata all'articolo 159 del citato decreto del Presidente della Repubblica che, in occasione di viaggi di servizio, introduce la possibilità di un'indennità giornaliera per gli impiegati a contratto, pari a un trentesimo della retribuzione base lorda in godimento, alternativa al rimborso spese di vitto e alloggio e in aggiunta alle spese di trasporto;
apprezzata, infine, la previsione di una più articolata disciplina del procedimento finalizzato alla irrogazione di sanzioni disciplinari agli impiegati a contratto, di cui all'articolo 164, comma 4, del citato decreto del Presidente della Repubblica n.?18 del 1967,
esprime PARERE FAVOREVOLE”. (aise) 

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