FederEsuli espone in Commissione Esteri le questioni dell’italianità adriatica

ROMA\ aise\ - Una vasta panoramica sulle problematiche dell’italianità adriatica, sia per quanto concerne la presenza autoctona sia con riferimento agli esuli istriani, fiumani e dalmati ed ai loro discendenti: questo il tema al centro dell’audizione del Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, Giuseppe de Vergottini, ospite ieri della Commissione Affari Esteri della Camera. L’audizione - preceduta da una puntuale presentazione fatta dal Presidente della Commissione Piero Fassino sul contesto istituzionale in cui opera la Federazione - si è svolta grazie all’interessamento del Segretario della Commissione, Vito Comencini, il quale ha introdotto de Vergottini fornendo ai colleghi alcune prime informazioni sulle questioni ancora aperte.
“Prima di tutto – riporta il Presidente di FederEsuli - ho ricordato il significato del clima politico più disteso sviluppatosi negli anni recenti che ha consentito un obiettivo miglioramento dei rapporti transfrontalieri, con apprezzamento per il ruolo del nostro Capo dello Stato e dei ministeri competenti. Ho quindi sottolineato come la Federazione stia operando in stretta collaborazione con l’Unione Italiana, organismo che rappresenta in modo unitario i nostri connazionali nei territori a suo tempo ceduti alla repubblica jugoslava. Ho fatto riferimento ai progetti comuni che stiamo sviluppando. Non ho potuto tacere il persistere di una situazione non soddisfacente quanto all’esecuzione dell’accordo Dini-Granić del 1996 in materia di bilinguismo. Ho sottolineato l’importanza dell’attenzione oggi riservata alla presenza italiana a Cattaro ricordando il ruolo delle associazioni dei dalmati italiani. Grazie al loro impegno si stanno riorganizzando diverse comunità: da Zara a Veglia, Lesina e Spalato”.
Ha attinenza con il Ministero degli Esteri, con cui la III Commissione si interfaccia, il rifinanziamento della L. 72/2001 “Interventi a tutela del patrimonio storico e culturale delle comunità degli esuli italiani dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia”, questione sulla quale de Vergottini si è soffermato, riportando all’attenzione della Commissione anche la possibilità di istituire una Fondazione che si occupi della tutela della storia, della cultura e dei diritti dell’italianità adriatica utilizzando parte dei fondi ancora dovuti dalle vicine repubbliche per gli esiti del trattato di Osimo.
“I buoni rapporti tra Italia, Slovenia e Croazia – prosegue de Vergottini – e le riesumazioni già avvenute a Castua e a Ossero in territorio croato fanno ben sperare affinché si identifichino foibe e fosse comuni ove si possa poi apporre una targa plurilingue che ricordi le stragi compiute dai partigiani comunisti jugoslavi durante e subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’auspicio è che si possano identificare i resti per poi comunicare ai discendenti delle vittime qual è il luogo in cui recarsi per commemorare i propri congiunti”.
Dopo alcune domande che hanno consentito al Presidente di FederEsuli di spaziare su vari argomenti, è stato richiesto al presidente Fassino l’impegno affinché venga votato un documento riguardo due argomenti in particolare. Sollecitare l’iter parlamentare per l’approvazione delle modifiche regolamentari necessarie alla revoca dell’onorificenza della Repubblica italiana a suo tempo assegnata a Josip Broz “Tito” e ottenere l’esecuzione del decreto presidenziale di Carlo Azeglio Ciampi che nel 2001 ha assegnato la Medaglia d’Oro al Valor Militare al gonfalone della Città di Zara, ma che non è stata ancora fisicamente consegnata causa polemiche scoppiate all’epoca in Croazia.
Il mutato stato dei rapporti con Zagabria, è stato sottolineato, dovrebbe aver reso praticabili entrambe le soluzioni. Infine si è ricordata l’esigenza di caldeggiare la ripresa del tavolo tecnico governativo su cui riportare le svariate pendenze interessanti le associazioni, a partire dalla annosa e non abbandonata aspettativa relativa agli indennizzi. (aise)