IL CGIE AL COMITATO DELLA CAMERA

IL CGIE AL COMITATO DELLA CAMERA

ROMA\ aise\ - Audizione alla Camera per una delegazione del Consiglio generale degli italiani all’estero che questa mattina si è recato a Montecitorio per un’audizione al Comitato italiani nel mondo e promozione Sistema Paese della Commissione Affari Esteri presieduto da Simone Billi.
Della delegazione guidata dal segretario generale Michele Schiavone hanno fatto parte i vicesegretari generali d’area e i presidenti delle Commissioni tematiche. Tanti, quindi, i temi toccati dai consiglieri.
Nel suo intervento introduttivo, Schiavone ha parlato in primis del taglio dei parlamentari e di quanto la sforbiciata prevista dalla riforma costituzionale penalizzi in particolare gli italiani all’estero, che – arrivati a quasi 6 milioni – sarebbero rappresentati solo da 8 deputati e 4 senatori.
Critico, il Cgie, anche sul ddl sulla riforma del voto all’estero depositato in Senato da Vito Petrocelli, presidente della Commissione Esteri a Palazzo Madama. “Abbiamo già fornito delle linee guida, dei suggerimenti per favorire una riforma del sistema elettorale e delle sue procedure”, ha ricordato Schiavone, stigmatizzando il fatto che “la circoscrizione estero viene messa sotto esame solo quando si parla di brogli”. Il voto è un diritto e non può essere subordinato a questioni economiche, ha sottolineato il Segretario generale, prima di citare le recenti elezioni europee – con i seggi nei consolati diminuiti nel numero e i residenti extra Ue che non hanno potuto votare dall’estero – e il precedente delle elezioni Comites 2013 con l’inserimento dell’opzione, che ha fatto crollare la partecipazione.
Su questi temi il Cgie ha ampiamente discusso e formulato pareri che, ha auspicato Silvana Mangione, vice segretario per i Paesi Anglofoni Extra Ue, dovrebbero avere “una attenzione istituzionale”. Felice per “l’apertura di un dialogo con il Comitato”, Mangione ha osservato: “saremmo lieti di poter discutere prima delle proposte di legge che ci riguardano, in modo tale da non “rincorrerle” se c’è la necessità di modificare delle parti che secondo noi creano problemi alla nostra vita di italiani all'estero”. La riforma del voto proposta da Petrocelli “ci preoccupa infinitamente”, perché l’inserimento dell’opzione – se vuoi votare ti devi registrare – “specialmente nei paesi molto grandi” crea delle criticità perché è più difficile garantire una “informazione capillare”.
Vice segretario per Europa e Nord Africa, Giuseppe Maggio ha invitato il Parlamento a “valorizzare il grande lavoro fatto dal Cgie per la riforma degli organismi di rappresentanza”; un lavoro valido “nel merito e nel merito”, che ha prodotto “un ottimo articolato” che aspetta solo di “essere preso in considerazione dagli organi competenti”.
Mariano Gazzola, ricordata la peculiarità del Sud America, dove gli italiani sono quasi tutti di seconda e terza generazione, nati in America Latina, ha individuato nei servizi consolari la criticità principale da risolvere, seguita dalla questione-cittadinanza: “sì allo ius culturae”, ha detto Gazzola, “accompagnato da una politica ben definita, che pensi ad una formazione anche civica”. Gazzola ha poi citato la crisi in Venezuela e auspicato l’approvazione dell’Italia dell’accordo Ue – Mercosur.
La ripresa dell’emigrazione italiana, soprattutto giovanile, è stata ricordata da Lodetti, vice segretario per la componente governativa, che al Parlamento ha chiesto una “strategia complessiva” e misure concrete per il lavoro.
Di informazione ha parlato, invece, Giangi Cretti, presidente della I Commissione Cgie, che ha evidenziato l’importanza di “utilizzare nel modo migliore possibile gli strumenti di informazione per garantire un’informazione diffusa e puntuale in occasione delle scadenze elettorali”. Una esigenza “sempre richiesta, ma disattesa ogni volta, visto che l’informazione o arriva in coda e all'ultimo minuto”. Cretti ha quindi riferito dell’incontro con il sottosegretario con le deleghe all’editoria Vito Crimi: “la stampa e i media italiani all'estero si sono visti riconosciuti dal Sottosegretario Crimi uno spazio specifico all'interno degli Stati Generali dell'editoria”. Crimi ha confermato che la stampa italiana all’estero “avrà un momento dedicato tra settembre e ottobre”. Per Cretti è “estremamente importante che in questa fase la politica ci accompagni”. Infine, Cretti ha chiesto ai parlamentari “sostegno” per la richiesta di ricostituzione della Commissione per i contributi all’editoria italiana all’estero, che aveva una funzione “consultiva” e che è stata eliminata dalla legge di riforma dell’editoria. La commissione “non aveva in realtà un potere di indirizzo e di orientamento nel definire quanto fosse l'ammontare” dei contributi “ma aveva una funzione, a nostro avviso fondamentale, in termini di conoscenza perché rappresentativa degli operatori presenti nel mondo” e che quindi “in situazioni di conflittualità, derivate soprattutto da una scarsa conoscenza di quelle realtà, sapeva dare un contributo molto importante. Credo che la politica e il parlamento possano sostenerci per fare in modo che questa commissione, prevista dal regolamento attuativo delle precedenti leggi sull’editoria, venga ripristinata”.
Membro del Comitato di presidenza, Riccardo Pinna è tornato sul taglio degli eletti all’estero: ricordata la riduzione del numero dei Comites e quella del numero dei consiglieri del Cgie, per il consigliere gli italiani all’estero “hanno già dato”.
“Sembra ci sia un piano per la distruzione totale della rappresentanza, almeno siate sinceri e trasparenti e abbiate il coraggio di dircelo”, ha detto Pinna al Comitato.
Il seminario di Palermo dedicato ai giovani è stato al centro dell’intervento di Maria Chiara Prodi, presidente della Commissione Nuove Generazioni: “due mesi fa a Palermo abbiamo creato una rete di giovani italiani nel mondo”, coinvolgendo nella preparazione Comites e associazioni. “Siamo riusciti a individuare dei giovani motivati e preparati” che, una volta rientrati nei rispettivi Paesi “hanno riportato quanto imparato assieme a noi e tra di loro. Stanno creando delle reti nazionali e ci pare che questa rete sia un esempio non solo di quanto sia essenziale la nostra rete di rappresentanza, ma anche di quanto - al contrario di quello che credono alcuni – essa sia viva, vivace e capace di pensare a se stessa in una maniera in attiva e guardare al futuro”.
“Vorrei che il Parlamento e la Camera vedessero questa rete e sapessero che esiste”, l’auspicio di Prodi. “Questi giovani hanno presentato progetti, sono motivati e ogni mese si collegano con noi in videoconferenza per portare avanti i loro lavori. Chiedono, come noi, di avere la conferenza stato-regioni e province autonome Cgie per la fine di quest'anno e chiedono quello che in democrazia non dovrebbe neanche essere chiesto, cioè delle lezioni a scadenza naturale”, come quelle dei Comites dell’anno prossimo. Un “appuntamento fondamentale nel quale dobbiamo spalancare le porte a questi giovani perché sono loro il nostro futuro, non solo della rappresentanza italiana all’estero ma del nostro paese”.
Presidente della Commissione Lingua e Cultura, Fernando Marzo ha rimarcato l’importanza di promuovere la lingua per promuovere l’intero Sistema Paese.
Di Sistema Paese si occupa anche la quinta Commissione del Cgie di cui è vicepresidente Mirko Dolzadelli, che ha posto l’accento sull’importanza di “fare sistema” nella gestione della nuova mobilità non solo per accompagnarla nei suoi passi all’estero, ma anche per l’eventuale rientro in Italia: “riteniamo che ci sia l'opportunità di trasformare questa nuova migrazione in mobilità che porti una forte attrattività verso il nostro paese in termini di business”, ha detto il consigliere, e “nella ricerca di nuove competenze che difficilmente nel nostro mercato del lavoro si riesce a reperire”.
Lavoro e previdenza i temi evidenziati anche da Anna Ginanneschi, presidente della commissione Sicurezza, Tutela Sociale e Sanitaria: “il nostro compito è quello di essere al fianco di tutti i flussi migratori” per “informarli al meglio e cercare di supportarli con le nostre consulenze”, anche perché “vivono in altri Stati, quindi sono soggetti a normative locali, ma nello stesso tempo alla normativa italiana”. Per questo la commissione “ha bisogno del supporto di enti e istituzioni competenti nella comune “mission” di tutelarli”.
Deputato Pd eletto in Europa, Massimo Ungaro ha speso parole bellissime per il seminario dei giovani di Palermo e altre molto critiche contro il ddl Petrocelli, dicendosi contrario all’opzione e alla incadidabilità dei consiglieri Comites e Cgie previste nel testo, prima di ribadire la sua contrarietà anche al taglio degli eletti all’estero. Tema su cui ha invitato i colleghi di maggioranza ad esprimersi.
Chiamato in causa dal collega, il presidente Billi – dopo aver sostenuto che la riunione sarebbe stata più “proficua” una audizione concentrata su pochi temi, senza ripetizioni – ha spiegato che sul voto all’estero, e sulla modalità elettronica in particolare, la Svizzera che pure l’aveva prevista è tornata sui suoi passi perché “ci sono ancora molte difficoltà per applicare questa tecnologia”. Quanto al testo di Petrocelli, “anch’io non sono d’accordo sull’opzione nè sulla ineleggibilità dei membri di Comites e Cgie”. Quanto al Governo “abbiamo fatto piccole cose come prorogare gli incentivi per il rientro dei cervelli e per i pensionati. Certo un granello in un deserto di sabbia, perché la prima cosa che ci deve essere, se vogliamo aiutare gli italiani a tornare in Italia è il lavoro”. Il tema della riduzione dei parlamentari “è molto scottante”: “chiaramente da parlamentare all'estero sono contrario”, perché è come “se riducesse la forza e la voce degli italiani all'estero”, però, ha aggiunto, “voglio ricordare a chi fa polemiche dall’opposizione che la riforma di due anni fa che trasformava il Senato nella Camera della regioni, eliminava i senatori eletti all’estero, prevedendo esattamente lo stesso taglio di ora” che li porta a 12.
Al Cgie in rappresentanza dell’Unaie, Ilaria Del Bianco ha invitato il Parlamento a “cambiare visione” sugli italiani all’estero e a pensare ad una “nuova strategia. “Non guardate agli italiani all'estero come “cittadini” che vengono qui sempre a chiedere qualche cosa. È vero, lo facciamo, ma perché sono un potenziale enorme per il nostro Paese”.
No all’opzione per votare, sì ad un registro degli elettori da tenere in consolato la posizione di Nello Gargiulo (Cile), che ha proposto di prevedere l’iscrizione al momento della richiesta o del rinnovo del passaporto.
Paolo Brullo (Germania) nel suo intervento ha ricordato il contributo economico dei connazionali, una volta con le rimesse, ora anche con le pensioni che gli Stati esteri pagano a chi è rientrato in Italia.
Di servizi consolari e rappresentanza ha parlato Mantione (Paesi Bassi).
Replicando a Billi, Schirò (Pd) ha voluto precisare: “noi non facciamo polemica, è nostro dovere segnalare temi su cui non siamo d’accordo”. Quello che viene contestato è “la poca attenzione e il clima di ostilità” verso gli italiani all’estero.
A chiudere i lavori il segretario generale Schiavone, che ha sintetizzato i temi emersi e auspicato, infine, la convocazione entro l’anno della Conferenza Stato Regioni Pa Cgie, che non viene riunita da 11 anni. (m.c.\aise) 

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