IL CINEMA ITALIANO ALL’ESTERO CON GLI IIC: LA RISOLUZIONE ACUNZO – ROMANIELLO (M5S)

IL CINEMA ITALIANO ALL’ESTERO CON GLI IIC: LA RISOLUZIONE ACUNZO – ROMANIELLO (M5S)

ROMA\ aise\ - Promuovere il cinema italiano all’estero attraverso “un'azione promozionale strutturata” che coinvolga gli Istituti italiani di cultura all'estero. Questo, in sintesi, l’impegno chiesto al Governo dai deputati 5 Stelle Acunzo e Romaniello, firmatari di una risoluzione presentata alle Commissione Affari Esteri e Cultura della Camera.
“La crisi del cinema italiano, che si è andata aggravando negli ultimi decenni, ha tra le cause principali la mancata “circuitazione” diffusa su tutto il territorio nazionale, e quando ciò avviene raramente si superano le due-tre settimane di programmazione delle opere cinematografiche”, scrivono i due parlamentari nella premessa. “Nella “circuitazione” sono particolarmente penalizzate le opere prime di giovani artisti, docufilm, corti e lungometraggi che, di conseguenza, non hanno la possibilità di farsi conoscere e quindi di affermarsi professionalmente ed economicamente”.
Posto che “allo stato attuale non ci sono le risorse economiche perché tale patrimonio possa essere adeguatamente valorizzato”, Acunzo e Romaniello ricordano che, al tempo stesso, “gli Istituti di cultura italiana all'estero hanno come compito quello di far conoscere e valorizzare il nostro patrimonio culturale sotto ogni forma, di cui il cinema rappresenta una parte importante”.
Inoltre, gli IIC, “che già promuovono e danno vita a numerose iniziative, grazie ad un inserimento strutturale delle nostre produzioni cinematografiche, potranno ampliare l'offerta, avvicinando i cittadini italiani all'estero e agli amanti della cultura del nostro Paese, alle nuove realtà artistiche emergenti”.
Con la risoluzione, dunque, si impegna il Governo “ad assumere iniziative per favore attraverso gli Istituti italiani di cultura all'estero, un'azione promozionale strutturata, organizzando proiezioni sistematiche di filmati italiani, in particolare di opere prime, che valorizzino le nostre eredità culturali identitarie, così da ottenere un duplice effetto: a) arricchire l'offerta culturale degli istituti di cultura italiani all'estero; b) permettere ai giovani autori di avere la possibilità di farsi conoscere dai propri connazionali emigrati e dagli amanti della cultura italiana”.
L’atto parlamentare, inoltre, impegna l’esecutivo “a contribuire con efficacia alla promozione dell'immagine dell'Italia all'estero, facendo conoscere storie, luoghi tradizioni della nostra identità artistica e sociale” e, infine, “a promuovere periodicamente un cartellone selezionato di opere, da far “circuitare” in tutti gli istituti di cultura nel mondo, arricchito, se possibile, anche da incontri con attori, registi, autori, sceneggiatori”. (aise) 

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