L’ANTIFRODE EUROPEA E LA LINGUA ITALIANA: PETTARIN (FI) INTERROGA DI MAIO E AMENDOLA

L’ANTIFRODE EUROPEA E LA LINGUA ITALIANA: PETTARIN (FI) INTERROGA DI MAIO E AMENDOLA

ROMA\ aise\ - “L'eliminazione della lingua italiana da una rete di comunicatori antifrode europei, cui l'Italia ha dato un grandissimo contributo, appare un modo ulteriore per allontanare i cittadini italiani dall'Unione europea”. A sostenerlo è Guido Germano Pettarin, deputato di Forza Italia, che ha presentato una interrogazione ai Ministri per gli affari europei e degli affari esteri, Amendola e Di Maio, per chiedere se il Governo italiano ha intenzione di chiedere il ripristino della nostra tra le lingue dell’Olaf.
“Nel decennio durante il quale è stato direttore generale dell'Ufficio europeo per la lotta alla frode (Olaf) il procuratore tedesco Franz-Hermann Brüner, fino alla sua morte nel 2010, gli atti delle riunioni e dei seminari della Rete dei comunicatori anti-frode dell'ufficio (Oafcn), creata e animata in quel periodo da un ufficiale della Guardia di finanza, erano disponibili (e le riunioni ed i seminari interpretati) in italiano, oltre che in inglese, francese, tedesco e spagnolo”, ricorda Pettarin nella premessa. “Dalla morte del dottor Brüner, gli atti della rete sono disponibili sul sito unicamente in lingua inglese, come si può vedere accedendo al sito: https://ec.europa.eu; risulta all'interrogante che gli stessi non vengono più tradotti in italiano, e l'italiano non è più neppure una lingua di lavoro della rete”.
Il deputato si dice “stupito di tale lesione della lingua italiana, anche in considerazione del fatto che il diretto successore del tedesco Brüner è stato l'ex magistrato e parlamentare italiano Giovami Kessler e che dell'Oafcn sono membri, e hanno fornito un contributo essenziale, i responsabili della comunicazione di Guardia di finanza, carabinieri, Polizia di Stato, Agenzia delle dogane monopoli e Nucleo antifrode della Presidenza del Consiglio dei ministri”.
Per questo, Pettarini chiede ai ministri se siano “al corrente di questa situazione e quali iniziative abbia assunto e/o intenda assumere il Governo per chiedere conto di questa situazione alla Commissione europea, anche in considerazione del fatto che l'eliminazione della lingua italiana da una rete di comunicatori antifrode europei, cui l'Italia ha dato un grandissimo contributo, appare un modo ulteriore per allontanare i cittadini italiani dall'Unione europea” e “se il Governo non ritenga necessario chiedere alla Commissione europea, indipendentemente dal ripristino per il futuro dell'uso della lingua italiana nelle riunioni e nei seminari della rete, il ripristino online delle traduzioni delle riunioni e dei seminari effettuati sotto la direzione di Brüner, che all'interrogante risultano esistere, dopo essere stati pagati con le risorse dei cittadini contribuenti”. (aise) 

Newsletter
Archivi