LINGUA E CULTURA ALL’ESTERO: IL DIBATTITO AL COMITATO DELLA CAMERA

LINGUA E CULTURA ALL’ESTERO: IL DIBATTITO AL COMITATO DELLA CAMERA

ROMA\ aise\ - “L'esame istruttorio di questa Relazione in sede di Comitato permanente sugli italiani all'estero potrà rilanciare una doverosa riflessione sul ruolo chiave del comparto “lingua e cultura italiana nel mondo” per tutte le ricadute significative: per il nostro sistema economico, per l'attrazione degli investimenti esteri, per l'incremento dei flussi turistici e per l'internazionalizzazione del sistema universitario nazionale”. Così Mirella Emiliozzi (M5S) ha concluso l’illustrazione della “Relazione sull'attività svolta per la riforma degli Istituti Italiani di Cultura e gli interventi per la promozione della cultura e della lingua italiane all'estero” ieri al Comitato italiani nel mondo e sistema paese della Commissione Esteri alla Camera, alla presenza del sottosegretario Ricardo Merlo.
Ne è seguito un lungo dibattito, in cui si è discusso soprattutto di risorse.
Deputata eletta in Europa, Angela Schirò (Pd) ha segnalato “l'opportunità, soprattutto in considerazione dei recenti flussi migratori italiani, di discutere delle prospettive future di alcune specifiche questioni illustrate nella Relazione” tra cui “quelle relative alle borse di studio e agli scambi giovanili, al programma Invest your talent in Italy; all'internazionalizzazione del sistema universitario italiano, della ricerca scientifica; alla promozione del turismo e dei territori; alle politiche e attività multilaterali in materia di ricerca, scienza e spazio”.
La parlamentare ha quindi sollecitato i colleghi a “valutare con attenzione il tema delle risorse che costituisce la principale preoccupazione per il futuro di questo settore”, ricordando che “nella Relazione il Ministro Moavero Milanesi riconosce che, con l'esercizio finanziario 2017, “l'azione per la “Promozione della lingua e della cultura italiana all'estero ha beneficiato di significativi finanziamenti”. Tali fondi sono stati il risultato dell'applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 6 luglio 2017, con il quale il Governo Gentiloni ha allocato per il quadriennio 2017-2020 risorse aggiuntive, in misura rilevante proprio sui principali capitoli della promozione della lingua e cultura italiana. Si tratta – ha sottolineato – del Fondo quadriennale per il potenziamento della promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, istituito nella legge di bilancio per il 2017, dotato complessivamente di 150 milioni di euro (di cui 20 milioni nel 2017, 30 nel 2018 e 50 per ciascuno degli anni 2019 e 2020), che ha rigenerato una serie di interventi di natura linguistico-culturale all'estero e ha rafforzato la seconda leva, quella culturale, della promozione integrata del Sistema Paese all'estero, che la Direzione Generale per la promozione del Sistema Paese del Maeci persegue con determinazione da alcuni anni”.
Insomma, un “apporto straordinario di risorse” che ha “in parte compensato i tagli degli anni passati”.
A partire dall'esercizio finanziario 2018 e fino al 2020, ha ricordato Schirò, “le risorse aggiuntive di natura straordinaria derivanti dall'applicazione del citato decreto del 2017, saranno iscritte in bilancio e quindi disponibili per una programmazione annuale, coerente e rafforzata. Salvo tagli degli stanziamenti, fino al 2020 si può quindi prevedere una rilevante inversione di tendenza sui fondi allocati per gli interventi di promozione della lingua e cultura italiana all'estero e, più in generale, per la promozione del Sistema Paese. Ma nel bilancio triennale dell'attuale Governo resistono solo gli stanziamenti su base triennale dai governi di centro sinistra; per il 2021 non compare il rifinanziamento del Fondo, il che comporterà una regressione della presenza culturale dell'Italia all'estero”.
“Interrompere traumaticamente questi processi di potenziamento iniziati con la legge di bilancio 2017 comporterebbe una grave regressione in attività qualificanti ed esposte ad una forte concorrenza da parte di altri Paesi, con grave nocumento alla promozione integrata del Sistema Italia all'estero”, ha aggiunto Schirò, secondo cui “il primo obiettivo, deve essere quello di assicurare la vita, oltre la scadenza fissata nel 2020, del Fondo per il sostegno della lingua e della cultura italiane nel mondo, che è diventato l'asse di rotazione dell'intero sistema di promozione culturale all'estero”. Concludendo, la deputata Pd ha ricordato che le nuove norme in materia di cittadinanza chiedono al richiedente “un'adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1 del quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER). Tale requisito farà aumentare le richieste di certificazioni all'estero con la conseguente necessità di dover prevedere un rafforzamento ed adeguamento dei servizi necessari e le relative risorse”.
Critica sulla mancata programmazione dei finanziamenti anche Laura Boldrini (Leu): “una scelta – ha osservato – che appare peraltro in contraddizione con l'esigenza di valorizzare il tratto identitario nazionale, più volte ribadita da esponenti della maggioranza e del Governo”. Dopo aver richiamato “l'esperienza positiva e purtroppo conclusa delle trasmissioni radiofoniche rivolte alle comunità di italiani all'estero”, Boldrini ha invitato la relatrice a “fornire ulteriori elementi di riflessione, attraverso un supplemento d'istruttoria che preveda il confronto con le strategie di altri partner europei, non a caso assai presenti a livello internazionale anche per il tramite di importanti reti televisive e radiofoniche, e per valutare comparativamente gli investimenti che vengono effettuati nella diffusione della cultura e delle lingue nazionali. Tale comparazione – secondo Boldrini – dovrebbe consentire di inquadrare il tema in una prospettiva di investimento a medio termine, esercitando una sorta di moral suasion sulle forze di maggioranza e sull'Esecutivo, finalizzata ad aumentare le risorse finanziare destinate a questo settore di stretta pertinenza del nostro interesse nazionale”.
Presidente del Comitato, Simone Billi (Lega) ha espresso “apprezzamento per la proposta della collega Boldrini”, ricordando che “nella XVI legislatura, nell'ambito di un percorso istruttorio ad hoc, sono stati auditi rappresentanti degli istituti di cultura esteri presenti in Italia: si potrebbe dunque prevedere lo svolgimento di audizioni analoghe, - ha proposto Billi – da sottoporre all'attenzione dell'Ufficio di presidenza, successive a quella del rappresentante del Governo titolare di delega sull'oggetto della Relazione in esame”.
Eletto in Sud America, Luis Roberto Di San Martino Lorenzato (Lega) ha confermato che “la normativa che disciplina l'acquisizione della cittadinanza iure matrimonii ha incrementato la richiesta di corsi di lingua italiana all'estero. La lingua italiana – ha aggiunto – è anche la lingua ufficiale della Chiesa cattolica e ciò costituisce un ulteriore volano di diffusione della nostra lingua e cultura, che va considerata un prodotto rientrante a tutti gli effetti nella filiera del made in Italy”. “Nell'ottica di una gestione oculata delle risorse”, per il deputato sarebbe meglio “attivare dei corsi online, che hanno il vantaggio di raggiungere un gran numero di utenti senza necessità di impiegare fondi ingenti”.
Deputata 5 Stelle eletta in Europa, Elisa Siragusa ha condiviso, sì, “l'esigenza di promuovere la lingua e cultura italiane nel mondo”, ma non quella di Boldrini sul confronto con gli altri Paesi: “la comparazione con le misure adottate da altri Paesi potrebbe risultare fuorviante, dal momento che ciascuno Stato adotta strategie non replicabili in quanto parametrate alla propria identità e storia”. Quanto alla consistenza dei fondi, “la legge di bilancio per il 2019 prevede una programmazione triennale, che può essere soggetta ad aggiustamenti di anno in anno: pertanto, allo stato attuale è prematuro esprimere riserve sul rifinanziamento per l'anno 2021 del fondo menzionato dalla collega Schirò”. Infine, Siragusa ha sottolineato che “il tema dell'ammontare degli stanziamenti deve essere necessariamente valutato unitamente al tema dell'efficacia della gestione: ricordo che diversi enti gestori (in Canada, a Londra e a Friburgo) hanno evidenziato carenze e criticità amministrative al punto da determinare la presentazione di specifici atti di sindacato ispettivo che sono stati anche oggetto di attenzione da parte della Commissione”.
Per Boldrini “eventuali episodi di malversazione e uso illegale dei fondi pubblici devono essere denunciati e perseguiti, ma non possono giustificare il ridimensionamento degli impegni finanziari a sostegno della promozione dell'insegnamento della lingua italiana all'estero”. Annotazione condivisa da Schirò, che ha ribadito “l'importanza dei corsi di lingua italiana per preservare l'identità dei nostri connazionali di seconda generazione. Senza alcun intento polemico sollecito nuovamente il rappresentante del Governo a fornire rassicurazioni sul rifinanziamento del Fondo quadriennale per il potenziamento della promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo, tanto più alla luce delle frequenti richieste e segnalazioni che riceve da coloro che sono interessati ad apprendere l'italiano anche in relazione all'acquisto della cittadinanza”.
Chiamato in causa da Schirò, Merlo ha assicurato “il massimo impegno del Governo ad accogliere le sollecitazioni pervenute”, rinviando ad altra seduta i chiarimenti richiesti sul piano delle risorse finanziarie.
Un rinvio che non è piaciuto a Massimo Ungaro (Pd), che da Merlo voleva risposte già ieri. Le avrà nelle prossime sedute, hanno assicurato il sottosegretario e la relatrice.
Concludendo, Billi ha auspicato una “proficua collaborazione tra maggioranza e opposizione su un tema che deve essere considerato per sua natura bipartisan”. (aise) 

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