#LOVEISNOTTOURISM: ANCHE BONINO (+EUROPA) INTERROGA IL GOVERNO SULLE COPPIE BINAZIONALI

#LOVEISNOTTOURISM: ANCHE BONINO (+EUROPA) INTERROGA IL GOVERNO SULLE COPPIE BINAZIONALI

ROMA\ aise\ - “Promuovere il ricongiungimento, secondo le modalità e i controlli ritenuti necessari, di tutti i familiari e i partner di cittadini membri della UE” tenuti separati dalle misure restrittive attuate per arginare l’epidemia da Covid19. Anche la senatrice di + Europa Emma Bonino interviene a sostegno del ricongiungimento delle coppie binazionali e del movimento nato su twitter sotto l’hastag “loveisnottourism” con una interrogazione ai ministri degli esteri e della salute, Di Maio e Speranza.
“La Commissione europea, dopo le restrizioni connesse all'emergenza pandemica, l'11 giugno 2020 ha adottato una comunicazione per la definizione di un approccio per la progressiva revoca delle restrizioni relative agli spostamenti non necessari”, riporta Bonino nella premessa. “Il 25 giugno – ricorda la senatrice – la Commissione ha adottato una proposta di raccomandazione volta a revocare le restrizioni di viaggio per Paesi selezionati insieme dagli Stati membri, sulla base di una serie di criteri oggettivi (situazione sanitaria, efficacia delle politiche di contenimento, reciprocità); il 30 giugno il Consiglio ha adottato una raccomandazione relativa alla revoca graduale delle restrizioni temporanee dei viaggi non essenziali verso la UE. Le restrizioni dovrebbero essere revocate per i Paesi elencati nella raccomandazione. L'elenco viene rivisto ogni due settimane dagli Stati membri e dal Consiglio”.
Posto che “per i Paesi per i quali continuano ad essere applicate restrizioni, sono comunque previste esenzioni per determinate categorie di persone come, ad esempio, i cittadini europei e i loro familiari, i residenti per lunghi periodi ed i loro familiari, viaggiatori con funzioni o bisogni essenziali” Bonino cita anche la “direttiva 2004/38/CE (relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri)” in base alla quale “sono definiti familiari: a) il coniuge; b) il partner che abbia contratto col cittadino UE un'unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro; c) i discendenti diretti di età inferiore ai 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner di cui sopra; d) gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner di cui sopra; la stessa direttiva – precisa la senatrice – prevede agevolazioni per l'ingresso e il soggiorno per: a) ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, punto 2, se è a carico o convive, nel Paese di provenienza, con il cittadino dell'Unione titolare del diritto di soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di salute impongono che il cittadino UE lo assista personalmente; b) il partner con cui il cittadino UE abbia una relazione stabile debitamente attestata”.
“Alcuni Paesi europei, come ad esempio la Danimarca, - si legge ancora nella premessa – hanno già riaperto i loro confini alle coppie extra UE con particolari misure di controllo, come il tampone negativo effettuato non più di 72 ore prima dell'ingresso nel Paese”.
“In questi ultimi mesi è nato un movimento spontaneo di "familiari" (di cui all'ampia definizione della direttiva 2004/39/CE) con lo scopo di sollecitare i governi degli Stati membri ad attuare misure per il loro ricongiungimento; il movimento "#LoveIsNotTourism" – spiega – ha richiesto al Governo italiano di adottare provvedimenti in grado di garantire il ricongiungimento dei partner; associate a questa proposta, vi sono misure di controllo precise per il rientro in Italia dai Paesi extra UE, quali ad esempio il tampone negativo effettuato non più di 72 ore prima dell'ingresso nel territorio italiano e un periodo di quarantena obbligatorio”.
Bonino, quindi, chiede di sapere “se, in considerazione di quanto sopra e delle condizioni relative all'emergenza COVID-19 in Italia, non si ritenga di dover promuovere il ricongiungimento, secondo le modalità e i controlli ritenuti necessari, di tutti i familiari e i partner di cittadini membri della UE, secondo le definizioni di cui alla direttiva 2004/38/CE”. (aise) 

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