Recovery Plan: il parere approvato dalla Commissione esteri della Camera

ROMA\ aise\ - Al termine di un concitato dibattito, la Commissione Affari esteri della Camera ha approvato ieri il parere sul Recovery Plan - Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza – per la Commissione Bilancio che esamina il documento in sede referente.
Al centro del serrato confronto la proposta di Fratelli d’Italia di inserire tra le raccomandazioni la possibilità per i richiedenti asilo di fare domanda nei Consolati italiani all’estero. Dalla opportunità di estendere le competenze di una rete che appare già oberata di lavoro, in proporzione al personale a disposizione, il dibattito è virato sulle politiche migratorie dell’Italia, tema, come ha cercato di dire più volte il Presidente della Commissione Fassino, che esula dal Recovery Fund.
Alla fine, alla presenza del sottosegretario Di Stefano, la Commissione ha approvato il lunghissimo parere redatto dalla relatrice, Quartapelle Procopio. Fratelli d’Italia si è astenuta sulle parti che non hanno assorbito le proposte del Gruppo.
Tra le condizioni e le osservazione poste dalla Commissione il rafforzamento della digitalizzazione per i servizi consolari, ma anche per l’Aics, più personale per la rete diplomatico-consolare; implementazione delle politiche di internazionalizzazione, con specifici riferimenti alla difesa del made in Italy e alla lotta all’italian sounding; e ancora: sostegno alle fiere ma anche ai progetti di cooperazione in particolare rivolti ai giovani; più sicurezza per gli italiani all’estero e rafforzamento di stampa ed emittenti italiane all’estero.
Di seguito il testo del parere.
“La III Commissione,
esaminata, per i profili di competenza, la Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (Doc. XXVII n. 18), ai fini del parere alla V Commissione;
richiamate le dichiarazioni programmatiche del Governo, illustrate dal Presidente del Consiglio dei ministri, Mario Draghi, lo scorso 18 febbraio, da cui emerge in modo netto che la lotta contro la pandemia rappresenta la prima responsabilità nazionale e che, nel perseguire questo obiettivo, occorre profondere ogni sforzo a favore di chi soffre per la crisi economica;
ribadito che:
la crescita dell'economia di un Paese non scaturisce solo da interventi di natura economico-finanziaria ma da un sistema di fattori più ampio che include principi e valori, fiducia nelle istituzioni, i doveri e i diritti di una cittadinanza globale e che, nel caso dell'Italia, deve basarsi sulla consapevolezza che il nostro Paese è una potenza economica e culturale, capace di esercitare influenza a livello globale anche grazie al ruolo guida che l'Italia esercita, in particolare in questa fase, in consessi internazionali decisivi per le priorità tematiche del PNRR, quali il G20, la COP26 o il Consiglio d'Europa;
come dopo il secondo conflitto mondiale, parallelamente al lancio del Piano Marshall, le istituzioni repubblicane si impegnarono fin da subito per ripensare il posizionamento internazionale e la visione strategica per la politica estera dell'Italia per definire il contesto entro cui collocare gli investimenti di ricostruzione del Paese, così in questa fase è dirimente cogliere il profondo ancoraggio euro-atlantico dell'Italia come criterio-guida del nostro rilancio produttivo dopo la gravissima crisi pandemica, anche alla luce dei dati dell'interscambio che il nostro Paese intrattiene con i maggiori Paesi partner ed alleati dell'Occidente, ciò non di meno avendo presente il nostro ruolo, storico e futuro, nell'area del Mediterraneo;
rientra in questo imprescindibile esercizio definitorio il riconoscimento della componente culturale – che figura tra le sei missioni del Piano – quale patrimonio identitario umanistico riconosciuto a livello internazionale da spendere nel quadro della cosiddetta promozione integrata del Sistema Paese, a sostegno del rilancio del turismo e della italianità quale leva competitiva nel commercio con l'estero, come pure ai fini di un potenziamento della proiezione internazionale della ricerca e dell'accademia italiana;
evidenziata, pertanto, la cifra profondamente internazionale e multilaterale insita nel Piano in esame, con cui l'Italia definisce la propria strategia di breve e medio termine per l'attuazione dell'Agenda 2030 dell'ONU per lo Sviluppo Sostenibile, siglata a New York nel 2015 da 193 Paesi membri dell'ONU, che pone la transizione ecologica alla base del nostro modello di sviluppo e prescrive un ripensamento delle politiche di aiuto pubblico allo sviluppo in chiave di maggior coerenza con gli interessi dell'Italia, dei suoi vincoli internazionali e della sua collocazione geopolitica: l'Agenda 2030 dovrà, pertanto, guidare la pianificazione e l'attuazione del PNRR, nonché fornire la cornice di valutazione degli investimenti;
sottolineata la valenza del complessivo progetto Next Generation EU non solo quale risposta emergenziale alla pandemia ma quale passaggio storico del processo di integrazione europea ed espressione di un inedito esercizio di coordinamento multilaterale e sovranazionale che getta le basi per un bilancio europeo condiviso ed un'Europa più stabile, sostenibile ed autorevole nel mondo;
preso atto che la proposta, trasmessa dal Governo alle Camere il 15 gennaio 2021, rappresenta un ulteriore passaggio verso una compiuta definizione del Piano che dovrà essere predisposto dal nostro Paese entro il 30 aprile prossimo per accedere ai fondi di Next Generation EU (NGEU), concentrandosi sui tre assi di intervento condivisi a livello europeo – digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica ed inclusione sociale – e prevedendo tre priorità trasversali – parità di genere, giovani e Mezzogiorno –, da perseguire con un approccio integrato ed orizzontale in tutte le missioni che compongono il Piano;
preso atto delle note tecniche analitiche trasmesse dal Ministro dell'Economia e delle finanze, che contribuiscono a definire gli obiettivi intermedi e finali di ogni programma d'investimento, gli effetti stimati, il cronoprogramma e gli strumenti di attuazione;
tenuto conto, altresì, del dibattito e delle audizioni svoltesi presso la III Commissione con rappresentanti di Women20 Italia e di Half of It, della società civile impegnata nell'aiuto pubblico allo sviluppo, dell'ICE-Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, dell'Associazione delle Camere di Commercio italiane all'estero, della Società Dante Alighieri e dell'Istituto per gli studi di politica internazionale, nonché di ulteriori esperti ed accademici;
ribadita l'importanza di un dialogo continuo tra Governo e Parlamento in tutte le fasi del processo di attuazione del PNRR e, conseguentemente, condivisa l'opportunità di relazioni periodiche al Parlamento e di meccanismi di monitoraggio, anche con riferimento alle politiche di settore, ai fini del controllo parlamentare sull'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, dei singoli progetti, dell'impiego dei fondi, dei risultati raggiunti e dell'impatto a lungo termine;
valutato, inoltre, necessario introdurre un meccanismo di valutazione ex ante ed ex post dell'impatto di genere della totalità delle scelte politiche e che nel testo definitivo del PNRR sia indicata con chiarezza, per ogni missione, l'entità delle risorse destinate a progetti che promuovono la parità di genere, in un Paese, come l'Italia, dove lavora solo il 48 per cento delle donne a fronte di una media europea del 62; dove solo il 12 per cento dei bambini trova posto negli asili nido pubblici e dove le aziende guidate da donne rappresentano solo il 22 per cento del totale. Specifica attenzione dovrà essere dedicata alle politiche di sostegno alla maternità ed ai congedi parentali anche per le carriere internazionali, assicurando in questo campo parità di accesso ai ruoli apicali;
ritenuto determinante che nel comparto relativo alla politica estera la priorità della parità di genere sia garantita nel rispetto della risoluzione n. 1325 e seguenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sull'agenda «Donne pace e sicurezza», nella consapevolezza che è comprovato che il coinvolgimento attivo delle donne nei processi negoziali a livello internazionale implica una maggiore percentuale di successo e di tenuta degli accordi di pace. In questo campo l'Italia si colloca purtroppo nella fascia più bassa dei Paesi membri dell'Unione europea e del G20 quanto, a titolo di esempio, alla percentuale di donne diplomatiche con grado di ambasciatrici;
considerata fondamentale la proiezione mediterranea dell'Italia, si indichi nel Mezzogiorno la naturale piattaforma logistica da sviluppare in questa prospettiva, anche alla luce delle risorse attribuite all'Italia legate al superamento del gap esistente tra nord e sud nel nostro Paese, nella consapevolezza del ruolo vitale che il nord del Paese esercita per il commercio transalpino e la proiezione balcanica;
per i profili della III Commissione premesso, in generale, quanto segue:
la Missione n. 1 «Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura» dà risalto all'esigenza non più procrastinabile di ammodernare le infrastrutture e la rete informatica dell'intero comparto della PA e del MAECI in particolare, al fine di adeguarle alle nuove esigenze della comunicazione da remoto, a più elevati standard qualitativi in termini di cibersicurezza rispetto a protocolli di procurement sbilanciati in favore di fornitori esteri non appartenenti al sistema di alleanze euroatlantiche dell'Italia, ad attacchi ed interferenze esterne, nonché al fine di assicurare servizi maggiormente efficienti, continuativi e resilienti ai cittadini italiani all'estero e alle imprese italiane interessate ad una proiezione internazionale, con ciò migliorando anche l'azione sul piano del rispetto dell'ambiente, riducendo i consumi e le emissioni;
sempre nell'ambito della Missione n. 1, assume un grande rilievo la componente progettuale «Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione», finalizzata a sostenere le filiere industriali e segnatamente quelle che maggiormente hanno risentito degli effetti della crisi e quelle più avanzate dal punto di vista dell'innovazione e della sostenibilità ambientale, favorendo, con strumenti idonei, anche processi di reshoring, di fusione e di patrimonializzazione;
in questo contesto il MAECI costituisce il centro nevralgico delle attività di internazionalizzazione delle imprese e promozione del Made in Italy, inteso nel senso più ampio: i 370 uffici diplomatico-consolari dovrebbero agire in un'ottica organica, integrata e sinergica con i 78 uffici esteri dell'ICE-Agenzia e con le 81 Camere di commercio italiane all'estero, nonché con tutti i centri di imputazione della promozione culturale all'estero: le scuole italiane, gli istituti di cultura, gli enti gestori, la Società Dante Alighieri, facendo leva anche sui programmi di collaborazione tra università e sul sistema delle borse di studio, che sono elementi strategici per la diffusione del nostro soft power e dunque, indirettamente, per l'attrazione degli investimenti anche quali generatori di reddito e lavoro, in particolare a sostegno del Mezzogiorno;
la Missione n. 2 «Rivoluzione verde e transizione ecologica» prevede investimenti, tra l'altro, sull'efficienza energetica degli edifici. Al riguardo, il MAECI è da tempo impegnato per la promozione di più alti standard ambientali, attraverso l'avvio di un «Piano d'Azione» comprensivo di varie iniziative ecologiche ed eco-sostenibili, sia a livello di sede centrale che presso le sedi diplomatico-consolari;
l'articolazione della Missione n. 2 dovrebbe tenere maggiormente conto del dibattito internazionale, segnato per un verso dall'attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 dell'ONU e, per altro verso, da un «ritorno» dell'Amministrazione USA ai negoziati sui grandi accordi internazionali in materia ambientale, evidenziando la necessità di orientare l'azione internazionale e la politica di cooperazione allo sviluppo del nostro Paese verso la costruzione e l'attuazione di partnership globali, fondati sull'impegno per i diritti umani e per obiettivi di sostenibilità sociale, utili a facilitare l'instaurazione di condizioni geopolitiche di maggiore stabilità, in particolare nell'area mediterranea; in questo ambito, assume particolare rilievo anche l'attività di cooperazione allo sviluppo, cui devono essere garantite risorse congrue, in linea con gli impegni finanziari concordati in sede ONU ed UE e confermati dalla legge n. 125 del 2014, che prevedono il raggiungimento dell'obiettivo dello 0,70 per cento del RNL per il 2030. In tale contesto, occorre altresì riconoscere ilPag. 42ruolo centrale degli Enti del Terzo Settore, che intendono adeguarsi allo sforzo collettivo di digitalizzazione attraverso la creazione di una piattaforma digitale degli ETS in gradi di assicurare trasparenza, accountability rispetto all'opinione pubblica e ai donatori e misurazione dell'impatto sociale dei progetti,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
relativamente alla Missione n. 1 «Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo», componente «Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA», linea progettuale «Digitalizzazione della PA»:
a) provvedere all'adeguamento delle infrastrutture informative, della connettività e delle dotazioni informatiche del MAECI per corrispondere a standard di cibersicurezza e di efficienza delle comunicazioni da remoto, nell'esigenza di assicurare l'erogazione di servizi online integrati, efficienti e continuativi ai cittadini italiani all'estero e alle imprese italiane interessate ad una proiezione internazionale, con ciò migliorando anche l'azione sul piano del rispetto dell'ambiente, riducendo i consumi e le emissioni;
b) valutare per l'intero comparto della PA e del MAECI in particolare un ripensamento del sistema di approvvigionamenti di materiali hardware e software per infrastrutture digitali, nell'obiettivo precipuo di ridurre la dipendenza da produttori esteri non appartenenti al sistema di alleanze euro-atlantiche dell'Italia e anche al fine di sviluppo le capacità produttive europee;
relativamente alla Missione n. 1 «Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo», componente «Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA», linea progettuale «Modernizzazione della PA»:
c) rafforzare le risorse umane e materiali poste a disposizione del MAECI, in vista di un graduale avvicinamento alle dotazioni delle omologhe amministrazioni dei principali Paesi europei, e le politiche di promozione interne, nell'ottica del raggiungimento di un'effettiva parità di genere nel conseguimento delle posizioni di maggiore responsabilità;
d) anche in linea con la Missione n. 4 dedicata ai temi della formazione, occorre favorire l'inclusione all'interno della rete estera di figure professionali specializzate nel settore della promozione degli investimenti diretti esteri, della valorizzazione del Made in Italy e del sostegno alle imprese già operanti o interessate al settore estero e, in generale, favorendo, all'interno del MAECI, l'acquisizione di nuove professionalità specializzate, modulate sulle nuove esigenze dell'agenda internazionale (promozione culturale ed economica del nostro Paese all'estero, questioni migratorie, estremo Oriente, etc.);
relativamente alla Missione n. 1 «Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo», componente «Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo», linea progettuale «Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione»:
e) tenere chiaramente distinte le componenti «Politiche Industriali di filiera» e «Internazionalizzazione» assicurando un finanziamento adeguato (non inferiore a 2 miliardi) delle iniziative a sostegno dell'esportazione e dell'internazionalizzazione delle imprese;
f) in generale, alla luce del ruolo determinante delle esportazioni nel sostenere i tassi di crescita del Paese, rafforzare gli strumenti di promozione integrata del Made in Italy e dell'internazionalizzazione delle imprese, a partire dal potenziamento del c.d. Patto per l'export, sottoscritto nel giugno del 2020, anche attraverso la previsione di incentivi a sostegno della transizione verde e rafforzando le imprese dell'area meridionale del Paese che hanno accumulato maggiori ritardi in questi anni, in linea con i criteri di ammissibilità previsti dal Dispositivo per la ripresa e la resilienza;
g) promuovere il sostegno e rilancio del settore fieristico congressuale, asset insostituibile per la competitività, attrattività e internazionalizzazione dell'industria italiana. In particolare si dovrà sostenere lo svolgimento di fiere e congressi nel breve periodo in digitale o ibride; incentivare piani di infrastrutturazione digitale e di riconversione dei quartieri fieristici congressuali secondo le linee guida della sostenibilità; favorire l'internazionalizzazione delle fiere e congressi sostenendo anche azioni di incoming; incentivare operazioni di fusioni e collaborazioni e acquisizioni di manifestazioni fieristiche o congressuali internazionali o di quartieri fieristici nazionali per dimensionare ed efficientare l'offerta;
h) agevolare l'impiego di nuove tecnologie da un lato per la tracciabilità dell'origine dei prodotti per la tutela del Made in Italy, la lotta all'Italian Sounding dei prodotti agroalimentari e per il marketing dell'offerta green e sostenibile delle nostre imprese; dall'altro, anche attraverso i big data analytics e le piattaforme digitali per organizzare e favorire l'incrocio offerta – domanda con operatori esteri anche da remoto;
i) introdurre strumenti utili ad attrarre investimenti diretti esteri e favorire processi di ri-localizzazione delle imprese italiane, in particolare quelle che negli ultimi anni hanno delocalizzato in Cina e nel Sud-Est asiatico, creando una rilevante dipendenza commerciale dall'estero, con il rischio di determinare blocchi produttivi improvvisi, di particolare pericolosità in alcuni settori di natura strategica, come è risultato evidente nel corso della gestione della risposta alla pandemia;
j) consolidare la capacità di screening degli investimenti esteri per ragioni di sicurezza nazionale al fine di agevolare l'eventuale ricorso alla disciplina del golden power;
relativamente alla Missione n. 2 «Rivoluzione verde e transizione ecologica»:
k) esplicitare l'esigenza di orientare l'azione internazionale e la politica di cooperazione allo sviluppo del nostro Paese verso la costruzione e l'attuazione di partnership globali, fondate sull'impegno per i diritti umani e per obiettivi di sostenibilità sociale, utili a facilitare l'instaurazione di condizioni geopolitiche di maggiore stabilità, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030, con particolare attenzione alla parità di genere;
l) in questa prospettiva devono essere positivamente valutate ed implementare iniziative intese a promuovere beni comuni globali come la Coalizione internazionale per i vaccini (GAVI) la transizione ecologica, come l'Alleanza per l'idrogeno e progetti volti a trasformare il pagamento dei prestiti contratti dai Paesi a basso reddito in fondi per lo sviluppo sostenibile finalizzati a nuovi investimenti produttivi per creare posti di lavoro dignitosi e stabili e sviluppo sostenibile;
relativamente alla Missione n. 4 «Istruzione e ricerca»:
m) integrare l'attuale assetto delle componenti progettuali afferenti alla Missione n. 4 nel senso di prevedere un quadro d'interventi espressamente dedicato alle politiche di promozione del nostro patrimonio linguistico e culturale nel mondo, promuovendo raccordi istituzionali e sinergie tra tutte le strutture impegnate in questo settore «geoculturale» e, in generale, provvedendo ad internazionalizzare la formazione, in particolare superiore: dalle scuole italiane all'estero, agli istituti di cultura, dalla Società Dante Alighieri, fino ai programmi di collaborazione tra università, ai lettorati, all'apertura di succursali accademiche all'estero e al sistema delle borse di studio, elementi fondamentali per la diffusione di quello specifico soft power di cui è dotata l'Italia nella sua proiezione internazionale;
relativamente alla Missione n. 5 «Inclusione e coesione»:
n) incrementare e rendere a regime progetti formativi rivolti ai giovani ed utili ai valori della pace e della solidarietàPag. 44internazionale, dando sostegno al servizio civile internazionale, ai corpi civili di pace, ai programmi Erasmus+ e affini ed ai tirocini presso le organizzazioni internazionali (JPO);
relativamente alla Missione n. 6 «Salute»:
o) in ambito sanitario occorre rafforzare la cooperazione sanitaria e le iniziative di cooperazione sanitaria tenendo conto delle politiche di vicinato;
e con le seguenti osservazioni:
relativamente alla Missione n. 1 «Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo», componente «Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA», linea progettuale «Digitalizzazione della PA»:
1) includere l'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo e la relativa rete all'estero nel progetto di adeguamento digitale;
relativamente alla Missione n. 1 «Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo», componente «Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA», linea progettuale «Modernizzazione della PA»:
2) proseguire nei progetti di digitalizzazione dei servizi consolari, per una semplificazione delle procedure burocratiche e l'erogazione di prestazioni sempre più mirate ai connazionali residenti all'estero;
3) prevedere una specifica e adeguata valorizzazione, in termini di dotazione finanziaria e qualificazione del personale, dell'Amministrazione degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, con l'obiettivo di migliorare l'efficienza dell'azione amministrativa a sostegno dei connazionali e delle imprese italiane all'estero, nonché per tutelare efficacemente gli interessi nazionali e la sicurezza dei cittadini italiani all'estero, rafforzando opportunamente a questo scopo anche l'Unità di Crisi della Farnesina e più in generale tenendo conto della necessità della promozione integrata del sistema Paese;
4) potenziare la rete e i servizi consolari all'estero, qualora si approvino le necessarie modifiche alla legislazione italiana ed europea per consentire agli stranieri che intendano proporre domanda di asilo o di protezione internazionale di rivolgersi direttamente alla rete consolare italiana per proporre tali domande in tutta sicurezza, affinché nessuno più sia costretto a rivolgersi ai trafficanti di esseri umani al fine di varcare illegalmente il confine italiano;
relativamente alla Missione n. 1 «Digitalizzazione ed innovazione e competitività del sistema produttivo», componente «Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo», linea progettuale «Politiche industriali di filiera e internazionalizzazione»:
5) potenziare il Fondo ex lege n. 394 del 1981 di finanza agevolata in gestione alla SIMEST, che sostiene diverse azioni per sviluppare la penetrazione all'estero delle imprese, la cui efficacia si è rivelata particolarmente apprezzata nel 2020, esaurendo in breve tempo lo stanziamento previsto;
6) prevedere misure di sostegno ad hoc per le piccole e medie imprese che non vendono abitualmente all'estero, utilizzando la leva della digitalizzazione per adeguare i modelli di business – e conseguentemente i loro modelli organizzativi – al nuovo scenario, in primo luogo accelerando i processi di digitalizzazione lungo la filiera produzione-commercializzazione;
7) individuare i settori produttivi di interesse nazionale, soprattutto quelli legati alla produzione di materiali per affrontare la crisi pandemica, da sostenere mediante apposite politiche di rilocalizzazione, al fine di aumentare l'occupazione nazionale e mediante il reimpiego dei percettori di sussidi alla disoccupazione e favorire l'autosufficienza produttiva in specifici settori;
8) rafforzare l'azione di sostegno alle imprese italiane, in particolare quelle piccole e medie prive di propri servizi studi, anche sotto il profilo dello scouting delle opportunità da cogliere sui mercati esteri, in particolare sotto il profilo della loro partecipazione ad eventuali gare d'appalto;
9) implementare le misure volte a favorire processi di fusione e patrimonializzazione delle micro e piccole imprese, anche stimolando la creazione di reti in cui l'impresa capofila sia forte e di dimensioni compatibili con la necessità di investire adeguatamente in ricerca e sviluppo tecnologico, pagare salari adeguati per attrarre forza lavoro qualificata, investire in marketing e servizi finanziari;
relativamente ai temi di cui alla Missione 5 «Inclusione e coesione»:
10) rafforzare il settore dell'emittenza e della stampa italiana diffusa all'estero;
11) ampliare le politiche di mainstreaming dei diritti delle persone con disabilità, così come delineate dalla Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006, non solo nell'ambito delle politiche e delle attività promosse dall'APS italiano ma anche a livello di reclutamento del personale del MAECI”. (aise)