RECOVERY PLAN: L’ESAME ALLA COMMISSIONE ESTERI DEL SENATO

Recovery plan: l’esame alla commissione esteri del Senato

ROMA\ aise\ - Attenzione al made in Italy, alla digitalizzazione dei servizi consolari e al turismo di ritorno nel Recovery Plan. Questi, in sintesi, i temi evidenziati ieri in Commissione Affari Esteri del Senato, dove è iniziato, in sede consultiva, l’esame del Piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè il documento che contiene il programma di investimenti che l'Italia presenterà alla Commissione europea entro il prossimo mese di aprile nell'ambito del Next Generation EU (NGEU).
Relatrice in Commissione la senatrice Stefania Craxi che, dopo una sintetica presentazione generale, si è soffermata sugli aspetti di specifico interesse per la Commissione.
In primo, Craxi ha evidenziato come il documento, nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", preveda, oltre agli incentivi fiscali inseriti nel PNRR riservati alle imprese che investano in beni “strumentali, materiali ed immateriali per un’effettiva trasformazione digitale dei processi produttivi”, anche “specifici progetti per sostenere lo sviluppo e l’innovazione del Made in Italy, delle catene del valore e delle filiere industriali strategiche, nonché la crescita dimensionale e l’internazionalizzazione delle imprese, puntando ad aumentare la competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari a leva”. Più in particolare, ha chiarito Craxi, “il paragrafo dedicato alle politiche industriali di filiera e all'internazionalizzazione, evidenzia come lo stanziamento totale per questo progetto sia pari a 2 miliardi di euro e preveda l’adozione di nuovi progetti volti a sostenere le filiere industriali, soprattutto quelle che maggiormente hanno risentito degli effetti della crisi e quelle più avanzate dal punto di vista dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, con particolare riguardo per le imprese che promuovono nel mondo i prodotti del Made in Italy, specie quelle di minori dimensioni. A tale scopo, il documento rileva come sarà utilizzato il sistema del fondo di fondi attraverso il quale le risorse stanziate sono conferite a fondi operativi specializzati per strumenti finanziari, rischi assunti e settori di intervento. Inoltre, il Piano prevede di incentivare le integrazioni e le interconnessioni tra le aziende nelle diverse fasi dei processi produttivi, favorendo, con strumenti idonei, anche percorsi di fusione e di patrimonializzazione”.
Altro aspetto di interesse, sempre nell'ambito della missione "Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo", è l'impegno per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione che, ha commentato la senatrice, “auspicabilmente dovrebbe includere anche il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale e la rete dei servizi offerti dalle Ambasciate e dai consolati, per le importanti ricadute che potrebbe garantire in termini di servizi da rendere ai cittadini, inclusi quelli residenti all'estero, nonché di maggior efficienza del sistema produttivo, con particolare riferimento alle filiere produttive strategiche e al Made in Italy”.
Le risorse complessive destinate a tale scopo, ha informato la relatrice, “sono indicate in 7,95 miliardi di euro, destinate a raggiungere la soglia di 8,55 miliardi di euro assommando alle risorse del Dispositivo per la ripresa e la resilienza (RRF) e del REACT-EU per le politiche di coesioni, quelle della programmazione nazionale di bilancio e dei fondi SIE/PON”.
Craxi ha quindi proposto ai colleghi un parere favorevole sul provvedimento con alcune osservazioni “relative all'opportunità di rafforzare ulteriormente le misure previste a sostegno dell'internazionalizzazione del sistema produttivo nazionale e per la promozione del Made in Italy, e di garantire investimenti addizionali per la promozione della lingua e della cultura italiane nel mondo”. Per la relatrice è poi “indispensabile, anche alla luce della dolorosa vicenda dell'Ambasciatore Attanasio che ha palesato elementi di fragilità nei meccanismi di sicurezza posti a tutela delle nostre sedi diplomatiche e del relativo personale, di richiamare nelle osservazioni anche l'opportunità di assicurare misure di potenziamento della rete diplomatica e consolare, in termini di aumento del personale e delle risorse strumentali a sua disposizione”. Infine, Craxi ha segnalato la necessità che “sia garantito un aumento considerevole delle risorse e dei mezzi destinati alla cooperazione allo sviluppo con i Paesi dell'Africa mediterranea, in considerazione del rilievo strategico che quell'area geografica riveste per la sicurezza dell'Italia”.
Nel breve dibattito che ha fatto seguito alla relazione, Garavini (Iv) ha chiesto che “nel dispositivo venga inserita una notazione riguardante l'incentivazione del turismo di ritorno da parte dei concittadini residenti all'estero, quale modalità essenziale per favorire ed incrementare la cultura delle radici italiane".
Per i senatori Alfieri (Pd) e Iwobi (Lega) dovrebbe menzionarsi “nel capoverso che auspica l'aumento delle risorse per la cooperazione allo sviluppo anche l'area geografica dell'Africa sub-sahariana, oltre all'Africa mediterranea”. Per Urso (FdI) occorrerebbe inserire “tra i punti prioritari che dovrebbero essere presi in considerazione, in materia di politica estera, dal Recovery Plan italiano, anche la questione cruciale riguardante la geopolitica dei cavi”.
La Commissione Esteri dovrà approvare il parere da rendere alle Commissioni Bilancio e Politiche Ue entro il prossimo 18 marzo. (aise) 

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