SOSPENSIONE VOLI UK: DEL RE RISPONDE A ZOFFILI (LEGA)

Sospensione voli Uk: Del Re risponde a Zoffili (Lega)

ROMA\ aise\ - Vista la situazione creatasi a dicembre, con la scoperta della “variante inglese” del coronavirus, il Governo italiano ha assistito i connazionali meglio che poteva. Potrebbe sintetizzarsi così il senso della risposta che il vice ministro degli esteri Emanuela Del Re ha reso ieri a Montecitorio al deputato della Lega Zoffili che aveva interrogato la Farnesina sugli effetti dell’ordinanza del 20 dicembre che ha bloccato nel Regno Unito migliaia di connazionali.
Tra il 20 e il 23 dicembre, i contatti per richieste di assistenza dal Regno Unito alla sala operativa dell'unità di crisi sono stati oltre 1.500”, ha reso noto Del Re. “La sala operativa è riuscita a farvi fronte senza necessità di ulteriore personale. In questo caso, la criticità riguardava un unico Paese, a differenza dell'emergenza su scala mondiale registrata all'inizio della pandemia, con connazionali bloccati anche nei Paesi più lontani. Hanno svolto in quest'ambito un ruolo importante anche le maggiori risorse stanziate negli scorsi mesi a sostegno della collettività italiana all'estero; abbiamo, infatti, suggerito ai connazionali, che necessitavano di assistenza, di rivolgersi in prima battuta ai consolati generali competenti di Londra ed Edimburgo”.
In particolare, ha aggiunto il vice ministro, “la task force COVID-19 del consolato generale di Londra, istituita a marzo e tuttora operativa, ha assistito durante le festività natalizie circa 2.500 persone, che vi si sono rivolte per telefono, e-mail o tramite i profili social della sede. Oltre a fornire indicazioni sulle ordinanze emanate, la task force ha orientato i connazionali verso i centri dove era possibile effettuare i test molecolari o antigenici e sulla graduale ripresa dei collegamenti aerei. Entrambi i consolati generali di Londra ed Edimburgo hanno anche assicurato interventi di assistenza economica, quali sussidi e prestiti con promessa di restituzione”.
“In 48 ore – ha detto ancora il vice ministro – il Governo ha emanato le linee guida e, in meno di 72 ore dalla prima ordinanza, ne ha adottata una successiva, che ha contribuito in modo decisivo a sbloccare la situazione. L'ordinanza del 23 dicembre ha, infatti, previsto il ripristino del traffico aereo commerciale con il Regno Unito e la possibilità di ingresso per chi abbia la residenza anagrafica in Italia da prima del 23 dicembre o si trovi in stato di assoluta necessità. Questa misura ha, di fatto, consentito l'ingresso o il rientro in Italia di tutti coloro che si trovavano in condizioni di effettiva urgenza. Misure analoghe, prorogate fino al 15 gennaio sulla base di una nuova ordinanza del Ministro della Salute del 9 gennaio, sono state adottate dai principali Paesi dell'Unione europea”.
Dal 24 dicembre ad oggi non si registrano, quindi, particolari criticità in merito al traffico passeggeri da e per il Regno Unito”, ha sostenuto Del Re, ricordando poi che l'ordinanza del 23 dicembre ha anche “previsto che le disposizioni più stringenti non si applichino al personale viaggiante, agli equipaggi e al trasporto merci”.
Tra il 22 e il 27 dicembre – ha reso noto il vice ministro – si è verificata una congestione delle arterie stradali del Kent, dove migliaia di autotrasportatori sono rimasti bloccati, vicino Dover, in attesa di sottoporsi ai test molecolari o antigenici necessari per entrare in Francia. Il 22 dicembre Parigi aveva, infatti, disposto la riapertura del traffico, merci incluse, ma con obbligo di test per COVID-19. L'unità di crisi e il consolato generale di Londra sono rimasti in stretto contatto con i numerosi autotrasportatori italiani coinvolti. Ambasciata e consolato generale a Londra, di concerto con gli altri Paesi dell'Unione europea maggiormente colpiti, hanno esercitato la massima pressione sulle autorità locali affinché prestassero assistenza agli autotrasportatori, sia tramite la consegna di viveri e generi di conforto, sia attraverso la creazione di strutture temporanee per assicurare adeguati servizi igienico-sanitari e accelerare la somministrazione dei test. Il 28 dicembre, le autorità britanniche hanno, quindi, fatto sapere di avere smaltito circa 8 mila mezzi pesanti ed effettuato circa 20 mila test, gran parte dei quali dopo il dispiegamento di assetti militari nell'area. Da quella data non si sono registrate nuove richieste di assistenza da parte di personale impiegato nel trasporto merci”.
Il Governo, ha sottolineato, “è pienamente consapevole dei sacrifici derivanti dalle misure restrittive” che “sono giustificate, tuttavia, dal dovere primario di tutelare la salute sul nostro territorio nazionale, in una fase particolarmente delicata. Le festività natalizie, come prevedibile, hanno fatto registrare un significativo flusso in ingresso dall'estero, nonostante le disposizioni in vigore. Il Governo si è, quindi, mosso con tempestività, in linea con i principali partner europei, a protezione della salute pubblica, delineando poi con rapidità le linee guida per consentire un rientro in sicurezza e sbloccando la situazione anche grazie al contributo determinante dell'unità di crisi della Farnesina e – ha concluso – delle nostre sedi consolari nel Regno Unito”.
Nella sua replica, Zoffili si è detto “insoddisfatto” sia della risposta all’interrogazione che della gestione dell’emergenza. Il deputato leghista ha ricordato come, nel pomeriggio del 20 dicembre, “migliaia di connazionali, di nostri concittadini, che erano già negli aeroporti della Gran Bretagna, lavoratori, persone che erano a Londra per lavorare o, magari, con le proprie famiglie, con la moglie, magari anche con il passeggino, con il bambino, si sono trovati a Heathrow, a Stansted, bloccati, senza alcun tipo di informazione”.
“La Farnesina, attraverso l'Unità di crisi, attraverso la rete consolare e i nostri consolati, penso all'ambasciatore Trombetta, penso al capo dell'Unità di crisi, Verrecchia, ai funzionari presenti, hanno assolutamente lavorato bene, ma non sono stati in grado di sopperire al carico di richieste di supporto e di informazioni che arrivava dai nostri connazionali, perché l'Unità di crisi, Presidente - sempre per suo tramite, lo dico per l'ennesima volta al Governo - va potenziata”, ha sostenuto Zoffili richiamando anche un ordine del giorno votato dall’Aula ma “non considerato” in sede di bilancio.
“Noi siamo l'Italia, questo è il Parlamento italiano, la Farnesina è il biglietto da visita dell'Italia nel mondo”, ha aggiunto. “I nostri connazionali, il 20 dicembre, sono stati abbandonati a loro stessi nel Regno Unito. Il 20 dicembre, dal pomeriggio, mentre altri Paesi hanno dato quantomeno il tempo ai connazionali che erano negli aeroporti di poter tornare, di poter far rientro nella propria terra, nella propria patria, i nostri connazionali sono stati lì abbandonati e si è scatenato il caos”.
Il deputato ha quindi sostenuto che lui e i suoi colleghi della Lega hanno “raccolto e trattato personalmente almeno 300” segnalazioni, ha ricordato di aver scritto anche a Mattarella e di essere andato con i colleghi e i giovani della Lega davanti alla Farnesina e al Ministero dei trasporti per un presidio.
“Non sono soddisfatto, perché il Governo oggi sarebbe dovuto venire in Aula a chiedere scusa ai nostri connazionali, che non devono essere abbandonati all'estero; nostri connazionali – ha concluso – che, con il loro lavoro, fanno grande la nostra Italia”. (aise) 

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