ALWAYS STANDING: IN BICICLETTA CONTRO LA SINDROME DI ARNOLD-CHIARI

ALWAYS STANDING: IN BICICLETTA CONTRO LA SINDROME DI ARNOLD-CHIARI

ROMA\ aise\ - Si intitola “Always Standing: In bicicletta contro la sindrome di Arnold-Chiari” il volume di Roberto Stanganello e Alberto Clementi edito da Infinito Edizioni (€ 13, pag. 96) con la prefazione di Claudio Chiappucci e l’introduzione di Marco Pastonesi.
Mille chilometri da Vigevano a Roma in sella a una bicicletta. Dieci tappe, quaranta città, 125 caffè, sedici panini, nove alberghi e diciotto ristoranti. Una passione innata per le due ruote. Un ragazzo, Roberto, che non conosce il significato della parola arrendersi, sostenuto da Alberto, l’amico di sempre in sella alla sua Vespa, perché l’unione fa la forza. E un “compagno di viaggio” indesiderato, Arnold-Chiari1: la sindrome neurodegenerativa che affligge Roberto.
Un viaggio per scongiurare la paura e sentirsi vivi. Un esempio da seguire per trovare dentro di noi la forza di guardare oltre, anche quando la vita ci colpisce con la sua peggiore ironia.
“Leggere questo libro mi ha fatto pensare a quanto lo sport sia importante in quei momenti nei quali accadono eventi che potrebbero toglierti la voglia di andare avanti”. (Claudio Chiappucci)
“Always Standing è un libro rotondo, è un libro da pedalare, è un libro pieno di vento. È la storia di un viaggio e di due vite, è la storia di due vite in viaggio”. (Marco Pastonesi)
Roberto Stanganello (Vigevano, 1985) lavora in banca e coltiva la passione per le due ruote. Nel 2013, a seguito di una caduta dalla sua mountain bike, viene ricoverato e gli viene diagnosticata la sindrome di Arnold-Chiari1. Il mondo gli crolla addosso ma non si dà per vinto, si fa operare e torna in sella alla bici perché non bisogna mai gettare la spugna.
Alberto Clementi, laureato al Master in Professioni e Prodotti dell’Editoria dell’Università di Pavia, lavora in banca e trascorre il tempo libero a scrivere. Ha lavorato per Ibs e per Wuz con numerose pubblicazioni. Conosce Roberto da vent’anni e vive in prima persona la sua lotta contro la sindrome di Arnold-Chiari1. (aise) 

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