CAPOLAVORI DEL SEICENTO DA ROMA AL MUSEUM BARBERINI DI POTSDAM

CAPOLAVORI DEL SEICENTO DA ROMA AL MUSEUM BARBERINI DI POTSDAM

ROMA\ aise\ - Dal 1° luglio Palazzo Barberini a Roma prosegue il rinnovamento degli spazi espositivi riallestendo le sale dedicate a Caravaggio, ai caravaggeschi e alla pittura del Seicento, adeguandole alla recentemente rinnovata ala sud del piano nobile.
I lavori comportano la chiusura fino a novembre delle sale espositive dalla n.17 alla n.24, ma le opere più rappresentative qui conservate saranno fruibili in altre sale del museo. La Giuditta e Oloferne di Caravaggio dialoga ora con quella dipinta da Francesco Furini nella sala 34 della nuova Ala sud; l’Enrico VIII di Hans Holbein il giovane si trasferisce in una sala dedicata al genere del ritratto, la n. 10; nella sala 14 trovano posto i capolavori di Lorenzo Lotto, El Greco e Tintoretto mentre la pittura di scuola caravaggesca si potrà ammirare nella sala 15.
In coincidenza di questa momentanea riduzione del percorso di visita, la Direzione del museo ha inoltre co-curato la mostra "Wege des Barock. Die Nationalgalerien Barberini Corsini in Rom", in programma dal 13 luglio al 6 ottobre al Museum Barberini di Potsdam, in Germania.
La mostra si inserisce nella politica di scambi con musei italiani e stranieri promossa dalle Gallerie, volta a rafforzare il ruolo chiave svolto dal museo a livello internazionale, allargando sempre più i rapporti con le istituzioni museali di tutto il mondo.
Il palazzo di Potsdam venne costruito dall’architetto Carl von Gontard nella seconda metà del Settecento su modello di Palazzo Barberini; venne poi distrutto durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito tra 2013 e 2016. Una vera propria copia d’oltralpe che con questa mostra vuole rievocare le atmosfere barocche della Roma del Seicento.
Nella città di Potsdam saranno dunque esposte 54 opere della collezione delle Gallerie Nazionali, provenienti dalle sale in riallestimento e dai depositi del museo, alcune molto note, come il Narciso attribuito a Caravaggio, la Trasfigurazione di Giovanni Lanfranco, l’Amor Sacro e Amor profano di Giovanni Baglione, il San Francesco sorretto dall’angelo di Orazio Gentileschi, accanto ad opere meno conosciute e solitamente non esposte, come il dipinto La volta della Sala della Divina Provvidenza di Pietro da Cortona, o le allegorie della La Musica e La Poesia di Salvator Rosa.
Le opere in prestito rientreranno a Roma a ottobre e alcune di esse saranno allestite nelle sale rinnovate dell’ala nord del Palazzo, la cui riapertura è prevista per i primi di dicembre 2019. (aise)


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