“CARLO MONTARSOLO. LA LUCE, IL SUONO, IL COLORE” IN MOSTRA IN ARMENIA

“CARLO MONTARSOLO. LA LUCE, IL SUONO, IL COLORE” IN MOSTRA IN ARMENIA

JEREVAN\ aise\ - È stata inaugurata ieri, 15 gennaio, al Museo d’Arte Moderna di Jerevan, la Mostra-evento “Carlo Montarsolo. La luce, il suono, il colore” che rimarrà aperta al pubblico fino al 29 febbraio prossimo.
In continuità con le rassegne espositive e gli eventi culturali legati alla riscoperta di Carlo Montarsolo (1922-2005), la retrospettiva armena intende approfondire la proficua produzione dell’artista, presente nella storia dell’arte nazionale del dopoguerra.
30 opere selezionate dall’Archivio dell’Associazione Montarsolo raccontano i principali filoni del percorso artistico di Carlo Montarsolo, in particolare quelli legati alla luminosità del colore, tema fondante della rassegna. La mostra è, dunque, una sintesi della vasta produzione del noto artista italiano: dal capitolo materico più apprezzato degli anni Sessanta - “geometria e luce” - ai temi del “mare” e delle “lave vesuviane” ai “fogliami”; dai “segni e suoni” degli anni Settanta fino alle più recenti “immagini del creato”. Di quest’ultimo ciclo è l’opera simbolo della mostra, Meteora in frantumi (2003), da cui è ispirata una nuova video-installazione di arte digitale presentata dall’Associazione Montarsolo in occasione dell’inaugurazione della mostra.
Fra le opere più significative in mostra anche alcuni dipinti storici, con cui l’artista ottenne successi significativi che lo proiettarono in una dimensione nazionale ed internazionale, come Nudo sul Vesuvio (1958) e Perentorietà di un’affermazione, esposto nel 1972 alla Quadriennale Nazionale d’arte di Roma. Visibili anche molte opere presenti alla storica mostra antologica sull’artista tenutasi a Villa Pignatelli nel 1986 a cura della Soprintendenza ai Beni Artistici e Storici di Napoli.
La Rassegna in Armenia è corredata da un catalogo con la curatela scientifica di Giorgio Agnisola ed un intervento critico di Enrico Crispolti.
Curata e promossa dall’Associazione Montarsolo, la retrospettiva è realizzata grazie al sostegno dell’Ambasciata d’Italia in Armenia, in collaborazione con il Museo d’Arte Moderna di Jerevan, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Carlo Montarsolo | Nato a Terni nel 1922 si trasferisce presto a Portici (Napoli). Sin dai primi anni Quaranta si impone sulla scena artistica nazionale ed internazionale, invitato alle più importanti rassegne, segnalato da critici d’arte del calibro di Giulio Carlo Argan, Cesare Brandi, Palma Bucarelli, Luigi Carluccio, Marco Valsecchi, Marcello Venturoli, Lea Vergine.
È presente a tutte le Quadriennali d’Arte di Roma, al Palazzo delle Esposizioni, alla Biennale Internazionale d’Arte del Mediterraneo, dove rappresenta l’Italia su designazione della Biennale di Venezia e successivamente a Melbourne, Sidney, New York, quale rappresentante della pittura italiana su invito della Quadriennale di Roma. Nel 1962 con Tempio sommerso, primo autentico esempio di cubismo analitico visto a Napoli, riceve il massimo riconoscimento da una giuria presieduta dallo storico dell’arte G. C. Argan. Dagli anni Settanta è invitato più volte dagli Istituti Italiani di Cultura all’estero per mostre personali, seminari e conferenze sull’arte moderna. Didatta appassionato (suo il libro-vademecum Un artista racconta l’arte, Guida Editori, 2002), è autore di conferenze e articoli sull'arte moderna fino a pochi mesi prima della sua morte, avvenuta nel 2005. Le sue opere figurano nei principali Istituti Italiani di Cultura nel mondo, in musei e pinacoteche sia in Italia che all’estero (alla Permanente di Milano, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, al Museo d’Arte Moderna di Santo Domingo).
Nel 2007 il Ministero degli Affari Esteri ha acquisito l’opera Operaio ferito (1961) per la Collezione d’arte moderna della Farnesina. Nel 2014, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e con l’adesione della Presidenza della Repubblica, espone in una mostra retrospettiva al Museo Nazionale del Montenegro. Retrospettive sul suo lavoro si sono tenute recentemente nelle città di La Spezia, Napoli e nella Reggia di Portici. (aise) 

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