“DEL CELESTE CONFINE”: L’INFINITO DI GIACOMO LEOPARDI COMPIE 200 ANNI E VA IN SCENA A TIRANA

“DEL CELESTE CONFINE”: L’INFINITO DI GIACOMO LEOPARDI COMPIE 200 ANNI E VA IN SCENA A TIRANA

TIRANA\ aise\ - Pratica di studio e creazione coreografica questa sera a Tirana con i giovani studenti dell’Università delle Arti della capitale albanese dedicata al bicentenario della pubblicazione de “L’infinito” del sommo Giacomo Leopardi

Il titolo “Del celeste confine” riprende una delle prime stesure del “L’Infinito”, dove tra le prime righe Leopardi scrive che la siepe impedisce di guardare aldilà “del celeste confine”, poi diventato “l’ultimo orizzonte” nella versione finale. Il celeste confine è proprio lo scorcio, la misura, l’incontro e la fusione tra finito ed infinito, temi chiave del Canto leopardiano, perché ciò che il poeta non vede ed immagina è frutto della relazione tra l’invisibile del paesaggio esterno a sé e l’invisibile del paesaggio interno a sé, che il desiderio rende visibile o almeno umbratile, intravisibile.
Nel corso dello spettacolo, in scena questa sera, 15 aprile, alle ore 19, presso la Sala grande dell'Università, verrà indagata questa linea di confine attraverso le figure ed i movimenti dei loro corpi, dei loro sguardi, che sono occhi del corpo, degli sguardi verso gli spettatori, che sono la proiezione verso il mondo esterno, la richiesta di congedo al tempo, l’amore cosmico ed il desiderio corale.
Regia e coreografia dello spettacolo sono a cura di Simona Perrella, danzatrice, coreografa e performer, che guiderà i danzatori studenti del primo anno dell’Università delle Arti di Tirana. Di Perrella sono anche le videoproiezioni e le fotografie dal progetto “Anatomie in volo”.
Le scelte musicali riprendono il legame tra Leopardi e Chopin ed una resa lirica della poesia musicata da Gaetano Braga, oltre che brani di Tim Hecker. (aise)


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