IL VICE MINISTRO SERENI: FERTILE COLLABORAZIONE ACCADEMICA TRA ITALIA E ARGENTINA

IL VICE MINISTRO SERENI: FERTILE COLLABORAZIONE ACCADEMICA TRA ITALIA E ARGENTINA

ROMA\ aise\ - “I rapporti tra Italia e Argentina sono caratterizzati da una fortissima componente umana, che nasce soprattutto con l'emigrazione storica a cavallo tra Ottocento e Novecento e che si è progressivamente rafforzata negli ultimi decenni grazie alla crescente vivacità degli scambi economici, culturali e scientifici”. Lo ha dichiarato il vice ministro agli Affari Esteri Marina Sereni, intervenendo alla presentazione degli “Eventi d’ascolto delle Università Argentine”, promosso dal Consorzio interUniversitario Italiano per l'Argentina (CUIA).
“La profondità di questi legami si riflette nella diffusa percezione dell'eredità italiana come parte costituiva del patrimonio culturale argentino”, ha proseguito Sereni. “Si pone quindi il tema dell'ulteriore creazione di sezioni bilingue nelle scuole pubbliche e del sostegno alla formazione di docenti di lingua italiana”. Quanto alle azioni di promozione culturale in Argentina, il vice ministro ha ricordato che “solo lo scorso anno l'Ambasciata, gli uffici consolari e gli Istituti Italiani di Cultura di Buenos Aires e Cordoba hanno organizzato oltre 450 eventi”.
“In un quadro di rapporti culturali così ricchi di vitalità”, ha detto ancora Sereni, “non sorprende che la cooperazione nel campo dell'università e della ricerca rappresenti un ambito di assoluto interesse e di grande potenziale per entrambi i Paesi. Il Programma Esecutivo in campo educativo firmato lo scorso anno individua chiaramente le priorità per la nostra azione da qui al 2023”.
“Come Ministero degli Affari Esteri siamo impegnati quotidianamente nel sostegno all'internazionalizzazione del sistema della formazione superiore italiana, che è anche un importante volano per lo sviluppo economico, con ricadute positive per il Made in Italy, la competitività e l’innovazione. La Farnesina”, ha assicurato infine il vice ministro Sereni, “continuerà quindi a lavorare per aiutare il sistema universitario all'estero, consapevole che la cooperazione accademica sarà tra uno degli elementi sui quali si misurerà la capacità di ripresa dell'Italia nei prossimi mesi”. (aise)


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