“LEONARDO, LA LIBERTÀ DEL FARE”: PHILIPPE DAVERIO A MONTECARLO CON LA DANTE ALIGHIERI

“LEONARDO, LA LIBERTÀ DEL FARE”: PHILIPPE DAVERIO A MONTECARLO CON LA DANTE ALIGHIERI

MONTECARLO\ aise\ - Per commemorare i 500 anni dalla morte del genio rinascimentale, Leonardo da Vinci, avvenuta il 2 maggio 1519, la Dante Alighieri del Principato di Monaco il prossimo 25 novembre accoglierà lo storico dell’arte, docente e saggista, Philippe Daverio, per capirne l’attualità del messaggio e mettere in luce la fondamentale caratteristica artistica che rende l’uomo Leonardo atipico rispetto alla sua epoca: la “libertà del fare”.
“Leonardo, la libertà del fare” si terrà dalle 19.00 al Théâtre des Variétés (1, bd Albert 1er – Monaco).
Cosa insolita per un artista dell’epoca, Leonardo era di buona famiglia, ma nato fuori dal matrimonio. Quindi, afferma Daverio, “…questo gli permette di formarsi con una libertà di pensiero e di movimento che altri non potevano permettersi all’epoca. Il suo essere anarcoide per carattere, lo rendono uno che va controcorrente, un rivoluzionario”.
Si spiega così il fatto che Leonardo fu il primo artista a intendere il suo ruolo non come quello di un artigiano, ma come quello di uno sperimentatore, un creativo libero dagli schemi, un demiurgo desideroso di creare realtà diverse. Pittore, architetto, scultore, scrittore, teorico dell'arte, scienziato e ingegnere, ideatore di una nuova maniera, ricercatore in ogni campo, prosatore originalissimo, di fronte ad ogni affermazione Leonardo mette in dubbio tutte le certezze della cultura dell’epoca e lo fa su tanti elementi: la prospettiva, la percezione, il dibattito se sia più importante la scultura o la pittura.
La figura e l’opera di Leonardo sono, proprio per questa sete di conoscenza, espressione di uno spirito di creatività senza tempo, più che mai attuali in considerazione del fascino indiscusso di "genio del passato e del presente”. Egli rappresenta ancora oggi un punto di riferimento importantissimo e la sua vita e il suo percorso artistico, volti verso tutte le possibili conoscenze, servono a far comprendere quanto l’impegno, lo studio e la competenza, siano valori imprescindibili ‘dal saper fare’, per poter raggiungere la vera capacità creativa: la fusione fra arte e saper fare, fra rigore e libertà. (aise) 

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