Un anno senza Marcella Continanza: una donna contro - di Valeria Marzoli

ROMA\ aise\ - Nel primo anniversario della morte della giornalista Marcella Continanza, che ha speso tutta la sua esistenza per combattere ogni forma di oppressione e per sostenere i diritti delle donne, il commovente ricordo di una cara amica: Valeria Marzoli.
“Attraverso la sua scrittura ha denunciato tutte le storture della realtà lottando per affermare l’emancipazione delle donne, per dar voce alle emigrate italiane in Germania, schierandosi dalla parte degli indifesi e degli ultimi senza cedere mai a nessun compromesso. Marcella Continanza è stata una donna contro, che ha pagato sempre in prima persona.
Sul finire degli anni ’70, nei suoi articoli raccontò l’Italia del terrorismo, delle lotte operaie e del femminismo. Era sempre in prima linea, pronta a rischiare anche la propria vita pur di essere un testimone oggettivo di quei, a volte, drammatici fatti di cronaca, che puntualmente riportava nei suoi articoli, avendo cura di mettere in evidenza la verità, come solo un vero e appassionato giornalista sa fare.
Ma non aveva mai dimenticato i suoi primi grandi amori: il cinema e la poesia. Nel 1984 fondò “Vietato fumare: tutto cinema e dintorni” (Milano) e nel 2008 il “Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno”.
Giornalista. Fondatrice e direttrice di giornali. Poetessa. Studiosa della scrittura delle donne emigrate. Ideatrice di importanti iniziative culturali internazionali, che hanno creato un ponte ideale tra l’Italia e la Germania, dove si era trasferita sul finire degli anni ‘80.
Marcella era una donna che non si è mai piegata e che non ha mai temuto di scontrarsi con il potere e di portare avanti battaglie difficili, perché è stata la ricerca della giustizia sociale che ha animato e contraddistinto tutta la sua esistenza. Il coraggio di sostenere le proprie idee è stato il motore della sua carriera giornalistica e ritengo che tutte le giornaliste italiane abbiamo un grosso debito di riconoscenza verso lei.
La rattristava profondamente quando era costretta ad occuparsi di femminicidio. “Se ne parla tanto. E se ne scrive tanto. I media ogni giorno ce lo raccontano e, statistiche alla mano, è aumentato paurosamente negli ultimi anni. Ci addoloriamo, ci indigniamo, partecipiamo alle fiaccolate con i nomi sgranati come rosari, eppure accade ancora. Non si muove niente né con le leggi sullo stalking, né con le condanne, che ai familiari delle vittime sembrano ingiuste, di lieve entità. Tutto passa sul corpo della donna, è sempre lei a pagare come se il suo essere donna fosse una colpa” scrisse Marcella in un articolo del Gennaio 2017 apparso sul giornale fondato e da lei diretto: “Clic Donne 2000”.
Tenace, sensibile e icona di un giornalismo coraggioso e capace di incidere positivamente sulla realtà che la circondava, riusciva a coinvolgere tanti nei suoi progetti. Ma a me piace ricordare anche un altro suo aspetto che la caratterizzava: la sua fragilità.
“Ti piacciono?” Mi chiedeva dopo avermi letto le sue poesie.
“Riesco a sentire il profumo della Lucania e a percepire la tua inquietudine. Sono toccanti e raffinate”.
E lei si commuoveva come una ragazzina al primo appuntamento amoroso.
“Come/ nel gheriglio l’alata potenza/ripara:/ come nello scrigno/ la forma della bellezza/ riluce/ così/ l’anima/ spoglia di meridiani/gioca”.
(Graffiti per Santiago di Cuba 2001).
“Il sole/ dovevamo mirare al sole/ restare con labbra di corallo/ e bere la rugiada della vita”. (Taccuino 1998- 2008).
“Rosa di luce/ eterna veglia dello spirito/luce che viene/ gira nell’aria/entra dolcemente nel ventre/ di ogni cosa/ rosa rosae rosae rosarum rosa rosa/ alfabeto di seme e di suoni/ tornano parole custodite / e – dentro gli orologi si estingue/ l’attesa”. (La rosa di Goethe 2018).
Marcella Continanza è stata una Maestra di impegno civile, di libertà che è riuscita ad affascinare e a trasmettere delle emozioni profonde, utilizzando solo la sua travolgente Parola. Chapeau mon amie!”. (aise)