I viaggiatori del gusto in Italia: in Senato il rapporto 2021 sul Turismo Enogastronomico

ROMA\ aise\ - Sostenibilità ambientale ed esperienze enogastronomiche. I viaggiatori del gusto sono sempre più al centro di uno scenario di sviluppo più equilibrato dei territori e diventano “sentinelle” di un turismo virtuoso, che contribuisce alla tutela delle risorse locali e del paesaggio, che destagionalizza e crea nuovi equilibri tra urbano e rurale. È quanto emerso oggi, 6 maggio, durante la presentazione in Senato, a Roma, del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021, curato da Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.
Un appuntamento che ha visto la presenza del Ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, del Sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Gian Marco Centinaio, del Direttore Europa UNWTO, Alessandra Priante, del presidente ENIT, Giorgio Palmucci, e, oltre ad alcuni dei più importanti stakeholder del settore enogastronomico, anche di Cristiano Casa, Presidente di Visit Emilia che ne dà notizia.
Come emerso dal Rapporto, nonostante la pandemia, è aumentato del 10% il numero dei turisti che hanno viaggiato per vivere esperienze enogastronomiche. Molti hanno scelto agriturismi, relais di campagna, alberghi a tema cibo-vino, case sugli alberi. E tanti vogliono vivere da protagonisti attivi le esperienze a contatto con la natura. Il 65%, infatti, è interessato a svolgere workshop nelle aziende di produzione, il 64% a praticare attività all’aria aperta. Tra le regioni italiane, la Sicilia è la meta enogastronomica più desiderata, ma subito dopo c’è l’Emilia-Romagna, e poi Campania, Puglia e Toscana.
“Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano - ha affermato il Ministro Garavaglia - è uno strumento di lavoro. Il messaggio dato dal Premier Mario Draghi a conclusione del G20 è chiarissimo: l’Italia è riaperta, l’industria del turismo ha riacceso i motori, siamo pronti a riprendere la corsa. E l’enogastronomia è uno dei nostri punti di forza. Ha retto in un momento di crisi, è sostenibile e può correre ancora più veloce, ma ci dobbiamo organizzare per esprimere pienamente le nostre potenzialità in questo ambito. Se ci mettiamo a lavorare per un piano nazionale legato all’enogastronomia, utilizzando questo Rapporto come documento di lavoro, potremo sfruttare un cavallo in grado di partire con la rincorsa e allora questo “Palio” lo vinceremo noi”.
“I risultati del Rapporto sul Turismo Enogastronomico dimostrano che la nostra Destinazione è riconosciuta come Food Valley italiana ed abbiamo dunque la responsabilità di puntare sempre più sul turismo enogastronomico – ha detto Cristiano Casa, presidente di Visit Emilia -. La sfida è di implementare la proposta di un territorio a evidente vocazione food, sulla scia di un percorso che da Parma City of Gastronomy ha già portato alla Rete Emilia Food & Wine, che unisce 29 agriturismi, 59 strutture ricettive, 67 ristoratori, 29 cantine, 8 fornitori di servizi, 7 Musei del cibo, 43 produttori, 29 rivenditori e 26 guide turistiche. D’altronde, Le tre province di Visit Emilia vantano il 30% del totale valore economico italiano di prodotti food DOP/IGP, l’80% dei caseifici di Parmigiano Reggiano, 147 cantine di vini DOP, concentrazione di produzione di salumi di altissima qualità, come Prosciutto di Parma, Salumi Piacentini, Salame Felino, Culatello di Zibello, e 26 produttori del Consorzio per l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia”. (aise)