La Regione Campania e la promozione dei prodotti ittici alla Digital Seafood Trade Show - di Domenico Letizia

ROMA\ aise\ - Durante i lavori della Digital Seafood Trade Show, la fiera virtuale mondiale del mercato ittico organizzata da Assoittica Italia, la Regione Campania ha promosso un proprio padiglione dedicato alle numerose eccellenze ittiche della Regione. La Regione Campania ha posto all’attenzione dei visitatori virtuali le linee strategiche adottate dalla nella precedente programmazione 2014-2020, pari a 73.570.852 euro che hanno offerto grandi opportunità di sviluppo e crescita ai pescatori della Regione, agli armatori e alle PMI operanti nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici.
Tale programmazione ha permesso di avere un impatto significativo sulle criticità, anche storiche, del sistema regionale, finanziando numerosi interventi. Le nuove linee strategiche adottate per il periodo 2021-2027 sono sviluppate in continuità con quanto già elaborato durante tutto il ciclo della programmazione 2014-2020.
I lavori fieristici sono stati utili anche a presentare e descrivere numerosi prodotti ittici della Campania. Tra i vari prodotti, un’attenzione partecipare meritano le alici e la colatura di alici. Tra i molteplici alimenti, inseriti nell’elenco dei Prodotti della tradizione agroalimentare, dal Decreto MIPAAF del 25/07/2003, uno di quelli che più ci riporta alla mente sapori e storie del mare dei popoli della costiera Amalfitana, è sicuramente la Colatura di Alici.
Questo alimento si può definire come un distillato di alici ottenuto seguendo le indicazioni di una lavorazione che risale a circa la seconda metà del XIII secolo. La colatura di alici, nel periodo greco-romano, veniva preparata salando le alici e riponendole in botti che non erano più congeniali per la conservazione del vino. Ancora oggi, gli abitanti del piccolo paese di Cetara, continuano a produrre la colatura nel massimo rispetto dell’antica tradizione culinaria. Il procedimento attualmente adottato per la produzione della colatura di alici è molto laborioso.
Nel mese di maggio vengono pescate le alici, quando queste diventano grandi e saporite; successivamente si procede alla pulitura del pesce che sarà tenuto per circa dodici ore in una salamoia detta “increspatura”. Le alici, disposte a strati in barili, chiamati “terzigni”, e salate con sale grosso asciutto, vengono lasciate a “maturare” sino al mese di dicembre. Su ogni terzino viene posta una pesante pietra, in modo tale da consentire la fuoriuscita ed il recupero del liquido.
L’ultima fase prevede la foratura dei barili e la raccolta della colatura. Questa viene prima filtrata con appositi cappucci di tela, poi imbottigliata e lasciata riposare al sole sui davanzali delle finestre. Come ultimo accorgimento, per coprire la bottiglia, al posto del tappo, si utilizza un mazzetto di origano che contribuisce alla sua aromatizzazione.
Gli abitanti di Cetara, nel periodo natalizio, usano scambiarsi la colatura in segno di amicizia. Oltre ad essere particolarmente saporita, la colatura è anche un condimento altamente proteico, composto da aminoacidi liberi, e pertanto di pronta assimilazione da parte dell’organismo. Per la qualità del pescato, per la lavorazione nel pieno rispetto della tradizione, la colatura di alici è un prodotto unico nel suo genere, utilizzato come condimento nei classici primi piatti a base di pesce, ma adatto anche a un “semplice” spaghetti aglio, olio, peperoncino e colatura.
La Fiera può generare attenzione alla valorizzazione dei prodotti tipici del pescato campano. Oltre i numerosi B2B che si sono svolti, il merito di Assoittica è quello di aver saputo promuovere con il virtuale le eccellenze italiane in tutto il mondo, presentando documentazione, foto e informazioni per i visitatori e le imprese provenienti da ogni angolo del mondo. (domenico letizia\aise)