CONTRASTO DELLA CORRUZIONE: L’ITALIA SUPERA LA VALUTAZIONE PERIODICA PREVISTA DALLA CONVENZIONE ONU

CONTRASTO DELLA CORRUZIONE: L’ITALIA SUPERA LA VALUTAZIONE PERIODICA PREVISTA DALLA CONVENZIONE ONU

ROMA\ aise\ - È “ampiamente positivo” il giudizio delle Nazioni Unite sull’aderenza dell’ordinamento nazionale a quanto stabilito dalla Convenzione di Merida contro la corruzione del 2003. Nell’ambito del secondo Rapporto sull’Italia nell’ambito della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (Uncac), previsto periodicamente per gli Stati contraenti, l’Italia è infatti risultata soddisfare tutti gli adempimenti stabiliti nel capitolo II dell’intesa (prevenzione e recupero dei beni). Oltre a dare atto dei progressi compiuti a partire dal 2012 nella lotta alla corruzione, il report si concentra sull’efficacia dell’azione svolta dall’Anac – Auorità Nazionale Anticorruzione, affermando che la legislazione italiana “prevede l’applicazione di tutte le disposizioni della Convenzione relative alla prevenzione”.
Il Rapporto, presentato ieri al Ministero degli Affari esteri alla presenza del Ministro Enzo Moavero Milanesi, del presidente Anac Raffaele Cantone e del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, elogia il lavoro dell’Autorità Anticorruzione sotto più aspetti, soprattutto per le buone prassi introdotte.
Nello specifico, viene manifestato particolare apprezzamento per lo sviluppo di un modello di controllo sugli appalti pubblici economicamente rilevanti, così da impedire l’infiltrazione mafiosa e quella criminale. Il riferimento è agli “High Level Principles per l’integrità, la trasparenza e i controlli efficaci di grandi eventi e delle relative infrastrutture”, che già l’Ocse aveva definito una best practice internazionale.
Più in generale, per quanto concerne i profili di competenza dell’Autorità, il Rapporto riconosce vari pregi al “modello italiano” della prevenzione: la centralità del Piano nazionale anticorruzione redatto dall’Anac e lo sforzo per coinvolgere nell’elaborazione dei propri atti normativi tutti gli enti della pubblica amministrazione e gli stakeholder; la creazione di una piattaforma online dedicata alle segnalazioni di whistleblowing e l’istituzione di un ufficio specifico per la loro trattazione; la collaborazione con la società civile e l’impegno nella promozione di appositi programmi educativi all’interno delle scuole. (aise) 

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