IL SOTTOSEGRETARIO PICCHI AL “MESSAGGERO”: PER NOI MADURO DEVE ANDARSENE MA VANNO PROTETTI 150MILA ITALIANI

IL SOTTOSEGRETARIO PICCHI AL “MESSAGGERO”: PER NOI MADURO DEVE ANDARSENE MA VANNO PROTETTI 150MILA ITALIANI

ROMA\ aise\ - “Non sosteniamo in maniera esplicita Guaidò, ma chiediamo a Maduro di farsi da parte per far svolgere le elezioni. Una posizione equilibrata, perché in Venezuela ci sono oltre 150mila italiani che non vogliamo siano considerati nemici con il rischio di esporli a possibili rappresaglie”. Guglielmo Picchi, sottosegretario agli esteri in quota Lega ha le deleghe del governo per il Sud America. Da giorni anche attraverso twitter l’esponente del carroccio ha messo nel mirino alcuni colleghi 5 stelle per la loro linea troppo morbida verso Maduro”. Ad intervistare il sottosegretario è stato Valentino Di Giacomo per il quotidiano “il Messaggero”. Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
D. Anche sui tumulti in Venezuela la maggioranza procede in ordine sparso: l’altro sottosegretario agli esteri in quota M5S Manlio Di Stefano non ha condannato Maduro.
R. Per il governo vale la posizione espressa dal premier Conte e dal ministro Moavero, come pure dagli stessi vicepremier Salvini e Di Maio. E comunque, ripeto, nessuno esponente della maggioranza ha offerto sostegno a Maduro.
D. Il presidente della Camera, Roberto Fico, ha auspicato una terza via: non le sembra ci sia confusione?
R. Noi non riconosciamo l’esito delle elezioni presidenziali in Venezuela e chiediamo siano svolte al più presto libere elezioni. Maduro deve lasciare, non esiste alcuna terza via.
D. Ma è la terza carica dello Stato che ha invocato questa soluzione, non proprio l’ultimo arrivato.
R. Fico non è un membro del governo, è sicuramente un membro autorevole della politica italiana e del Movimento 5 Stelle, ma anche quando ha parlato del caso Regeni lo ha fatto a titolo personale. Per noi vale ciò che dice Di Maio che fa parte dell’Esecutivo, vale la pena ribadirlo, visto che qualcuno ci ha accusato di essere amici di Maduro.
D. Intanto al Parlamento europeo l’Italia è l’unico Paese astenuto sulla risoluzione condivisa da tutti gli altri Stati Ue. Ieri è dovuto intervenire Mattarella per fare chiarezza, una bacchettata?
R. Una risoluzione non vincolante con generiche dichiarazioni di intenti, un voto pressochè inutile. Non abbiamo riconosciuto Guaidò, ma abbiamo detto chiaramente che non riteniamo Maduro presidente eletto. Mattarella ha semplicemente ribadito quella che è anche la posizione del governo, condivisa con la Commissione Ue e con il commissario Mogherini. Poi capisco che sulle parole del Capo dello Stato c’è chi ha intenzione di ricamarci per creare ulteriori difficoltà.
D. Ma l’Italia si è astenuta: non va letta come l’ennesima difficoltà tra Lega e M5S di esprimere una posizione condivisa?
R. Noi non abbiamo esitazione e lo ha ribadito anche Salvini, c’è qualcuno nei 5 Stelle che posizioni meno nette, compreso il collega Di Stefano, ma la linea ormai è tracciata.
D. Giovedì in Uruguay si terrà un fondamentale tavolo di contatto sulla questione venezuelana, lei sarà presente? E con quale linea?
R. Stiamo decidendo se parteciperà il ministro Moavero o il sottoscritto (ieri la Farnesina ha confermato la presenza del Ministro - ndr). Riconosceremo l’assemblea presieduta da Guaidò perché eletta democraticamente, ma il giovane leader per noi non è il presidente che dovrà necessariamente essere scelto alle urne. Chiederemo a Maduro un passo indietro. A differenza di altri Paese europei abbiamo nostri connazionali in Venezuela e importanti interessi economici. Questa è l’unica vera ragione per cui siamo più cauti.
D. Teme un intervento armato per ripristinare l’ordine a Caracas?
R. Spero di no.
D. Caso Venezuela, autorizzazione a procedere contro Salvini, la Tav. su cosa salterà il Governo?
R. Sul caso Diciotti sarebbe complesso per i 5 Stelle dare l’autorizzazione al processo, dopo che tutti i ministri competenti hanno fatto un’assunzione di responsabilità. Non si tratta di un caso di mazzette, ma di un ministro che ha agito per difendere le prerogative costituzionali. Sulla Tav aspetto di vedere questa benedetta analisi costi-benefici, per noi l’opera va fatta.
D. Siete infastiditi dalle continue gaffe di Toninelli, l’ultima sull’autostrada, già in mani statali, che secondo lui deve tornare pubblica?
R. Molti dei 5 Stelle non hanno mai governato. Impereranno, spero in fretta”. (aise) 

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