LA CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

LA CARTA D’IDENTITÀ ELETTRONICA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO

VIENNA\ aise\ - È stata presentata questa mattina presso l’Ambasciata d’Italia a Vienna la CIE – Carta d’identità elettronica, che verrà emessa in via sperimentale in tre sedi pilota all’estero: Atene, Nizza e, per l’appunto, Vienna.
Presenti nei locali dell’ambasciata il Direttore generale per gli italiani nel mondo, Luigi Maria Vignali, l’ambasciatore d’Italia Sergio Barbanti, nelle vesti di padrone di casa, Stefano Imperatori, Direttore sviluppo e soluzioni integrate dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Nicandro Cascardi, Direttore generale per l’Amministrazione, Informatica e Comunicazione del MAECI, e l’ambasciatrice austriaca Petra Schneebauer, in rappresentanza del Ministero degli Esteri del suo Paese.
Presenti anche i parlamentari eletti all’estero Massimo Ungaro, Angela Schirò, Simone Billi ed Elisa Siragusa.
“Quella di oggi”, ha esordito l’ambasciatore Barbanti, “è un’iniziativa che riafferma il senso europeo del nostro agire. Un’iniziativa che, inoltre, non si conclude con l’evento di oggi, ma che vede da qui il suo inizio effettivo”. Luigi Maria Vignali, nelle vesti di moderatore degli interventi, ha parlato di un momento di svolta importante: “già in questi giorni sono cominciate ad arrivare le prime richieste di emissione per la CIE”. Il Direttore generale per gli italiani all’estero del MAECI ha detto che quello della Carta d’identità elettronica è un progetto che prende le mosse da altri Paesi che l’hanno già adottata, come l’Austria. “Lo scambio di informazioni e di competenze sono e saranno un passaggio fondamentale”.
“La CIE”, ha proseguito Vignali, “riduce la distanza tra il cittadino e lo Stato ed è uno strumento particolarmente importante nell’era della nuova mobilità, dove chi decide di trasferirsi all’estero ha sempre una maggiore consuetudine di strumenti all’avanguardia e, posso dirlo senza timore di smentita, la CIE ha un livello tecnologico avanzatissimo, soprattutto in termini di lotta alla contraffazione”.
“Un altro indizio del suo successo”, ha aggiungo il DG Vignali, “è il costo contenuto: 16,79 euro, più spese di spedizione. Inoltre, l’azione di promozione sarà portata avanti con il supporto dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, che materialmente si occupa di produrre le nuove CIE”.
“Faremo di tutto”, ha concluso Luigi Maria Vignali, “affinché i tempi di emissione siano gestibili e ragionevoli, così da lasciare soddisfatti gli oltre 3 milioni di cittadini italiani residenti in Europa”.
La CIE, infatti, sarà per ora sperimentata solamente sul continente europeo. I Paesi che hanno fatto richiesta di oltre mille carte d’identità, infatti, sono quasi esclusivamente in Europa. Questo però non vuol dire, come ha aggiunto sempre in conclusione Vignali, che i Paesi extra-europei saranno tagliati fuori. Se la sperimentazione in Europa avrà successo, questo innovativo servizio verrà in futuro sicuramente esteso a tutte le comunità italiane presenti nel mondo.
Nicandro Cascardi ha parlato dell’evento di oggi come della conclusione della prima fase di un lungo lavoro intrapreso sin dal 2016 con il Ministero dell’Interno italiano e con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato: “la CIE”, ha detto Cascardi, “offre un servizio rapido ed efficace, in un momento in cui le risorse della rete consolare italiana sono piuttosto ridotte rispetto al passato. Si è trattato di una grande sfida soprattutto per i tecnici, che sono riusciti a portare un risultato sorprendente. Inoltre”, ha concluso Cascardi, “la CIE è solamente uno degli 80 progetti d’innovazione che in due anni sono stati realizzati dalla Farnesina nel campo della digitalizzazione dei servizi consolari”.
Stefano Imperatori, dell’Istituto Poligrafico, ha parlato del “documento più evoluto a livello europeo, soprattutto in termini di sicurezza. Se la CI cartacea era facilmente soggetta a contraffazioni, alterare la CIE è praticamente impossibile”.
Qualche numero: dalla sua introduzione in Italia, sono già oltre 11 milioni le CIE emesse. Per l’emissione all’estero di questo supporto in policarbonato, che contiene un microprocessore a radio frequenza di tipo contactless, saranno coinvolti 52 uffici consolari in 32 Paesi, dopo la sperimentazione di Vienna, Nizza e Atene.
Nel chip della CIE sono memorizzate le informazioni che permettono di accertare in modo sicuro ed efficace l’identità dei cittadini in diversi scenari di utilizzo.
Identità digitale: per ogni CIE viene rilasciato dal Ministero dell’Interno un certificato digitale personale, registrato nel chip, che consente l’autenticazione forte da parte del cittadino a servizi erogati in rete. l’accesso mediante CIE avviene attraverso lo schema d’identificazione “Entra con CIE”, che prevede una modalità desktop, per l’utilizzo mediante postazioni di lavoro dotate di un lettore di smart card RF e una modalità mobile, fruibile attraverso smartphone con interfaccia NFC. L’utilizzo del certificato è protetto dal PIN assegnato a ciascun cittadino.
Identità fisica: nel chip della CIE sono contenuti i dati personali e biometrici del cittadino, protetti con gli stessi meccanismi di sicurezza previsti dagli standard internazionali dei passaporti elettronici. Ciò consente alle autorità preposte di effettuare controlli più rapidi ed efficaci, anche in mobilità e attraverso gli e-gate di porti e aeroporti.
Funzione di servizi ad accesso veloce: nel chip di ciascuna CIE è contenuto un identificativo univoco utilizzabile per l’ingresso ad aree ad accesso controllato (luoghi di lavoro, mezzi di trasporto pubblico, partecipazione ad eventi…), la cui verifica non richiede l’inserimento del PIN, ma che garantisce allo stesso tempo l’identificazione univoca del titolare e l’autenticità del documento.
Inoltre, l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ha sviluppato per l’occasione due APP: IDEA e VE.DO.
La prima è disponibile gratuitamente per smartphone dotati di interfaccia NFC in grado di leggere i dati contenuti nella CIE, nei passaporti e nei permessi di soggiorno per verificarne l’autenticità. La seconda, è per ottenere la verifica della ricevuta rilasciata all’atto della richiesta della CIE. VE.DO esegue la scansione ottica del QR code presente sulla ricevuta CIE e visualizza sul display dello smartphone i dati e la foto del cittadino.
Per l’emissione, il connazionale regolarmente iscritto all’AIRE dovrà fare richiesta allo sportello consolare utilizzando il sistema di prenotazione dell’appuntamento online; il Consolato a quel punto acquisirà e trasmetterà i dati al centro di produzione nazionale dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che, a sua volta, spedirà la CIE – che ha le dimensioni di una carta di credito – all’indirizzo indicato dal connazionale entro 15 giorni dalla rilevazione dei dati biometrici. Per ulteriori dettagli e per scoprire le procedure di inoltro della domanda, si può consultare il sito www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/documenti_di_viaggio(gianluca zanella\ aise) 

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