VENEZUELA/ IL SOTTOSEGRETARIO MERLO: AGIRE CON PRUDENZA VERSO LE ELEZIONI LIBERE

VENEZUELA/ IL SOTTOSEGRETARIO MERLO: AGIRE CON PRUDENZA VERSO LE ELEZIONI LIBERE

ROMA\ aise\ - "Juan Guaidò, presidente dell’Assemblea venezuelana, mi ha chiamato circa venti giorni fa. Ho parlato con lui, era preoccupato perché il riconoscimento internazionale nei suoi confronti non arrivava, aveva paura. Ho dichiarato pubblicamente di essere preoccupato per la sua sicurezza". Lo ha fatto sapere il sottosegretario agli Affari Esteri, Ricardo Merlo, intervenendo ieri su Rai Radio 1.
"Oggi Guaidò è un simbolo dell’opposizione a Maduro e della voglia di libertà e di democrazia del Venezuela", ha proseguito il sottosegretario, "tuttavia non sarebbe male se annunciasse di non volersi candidare in futuro, perché altrimenti c’è sempre la questione politica sullo sfondo".
"In Venezuela non esiste la libertà di stampa, non si trovano medicine, non c’è sapone, carta igienica, nulla", ha ricordato Merlo. "E con una realtà di questo genere Maduro ha vinto le elezioni con oltre il 70%? C’è qualcosa che non va".
"In Europa ci sono due posizioni: una è quella dell’ultimatum, se non verranno indette elezioni sei Paesi riconosceranno Guaidò presidente; e tutti gli altri Paesi, tra cui l’Italia, chiedono elezioni libere prima possibile. Dunque tutti chiedono elezioni libere in Venezuela". Per Merlo "è un falso dilemma dire Guaidò sì o no, tutti conveniamo sul fatto che il Venezuela deve chiamare elezioni libere e che Maduro deve andare a casa. Il ministro Moavero ha parlato in Parlamento e non ha mai parlato di non ingerenza, anzi, chiedendo elezioni libere in quel Paese in qualche modo sta contribuendo alla soluzione della crisi".
Merlo ha ricordato di aver vissuto e studiato in Sud America: "conosco i movimenti come il peronismo, l’aprismo, ma questo socialismo bolivariano è un’ideologia che non si capisce e che ha portato il Venezuela al disastro".
Come governo italiano "dobbiamo cercare di risolvere la situazione pensando anche agli oltre 150mila italiani che vivono in Venezuela. Per questo", ha detto il sottosegretario Merlo, "apprezzo la prudenza del ministro degli Esteri Moavero e di altri colleghi nel governo, che capiscono, per esempio, che con la nostra politica siamo riusciti a chiudere un accordo tra Italia e Venezuela per l’invio di medicinali agli italiani ivi residenti, ai più deboli e bisognosi. Un accordo scritto dall’attuale governo".
"Io conosco molto bene il Venezuela", ha assicurato Ricardo Merlo, "il dittatore Maduro è al potere da anni. Lo scorso governo, composto da Pd e alleati vari, non ha mai fatto una dichiarazione contro Maduro, non ha mai parlato di prigionieri politici in Venezuela, di attacco alla libertà di stampa. Ora si sono svegliati tutti? Va bene. Come ha detto il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, Maduro prima cade meglio è, ma", ha concluso il sottosegretario Merlo, "dobbiamo agire con prudenza per non mettere a rischio le decine di migliaia di italiani che vivono in quel martoriato Paese". (aise)


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