Afghanistan/Unicef: proteggere i miglioramenti della scuola

GINEVRA\ aise\ - “Negli ultimi anni abbiamo assistito a progressi incoraggianti sull’accesso delle ragazze all’istruzione in Afghanistan. Il numero di scuole nel paese è triplicato dal 2002. Negli ultimi 10 anni, l’alfabetizzazione giovanile è aumentata dal 47% al 65%. Negli ultimi 20 anni, l'iscrizione a scuola è aumentata di dieci volte, raggiungendo oggi quasi 10 milioni di bambini. Quattro milioni di questi bambini sono ragazze. Questi sono miglioramenti significativi. Dobbiamo proteggerli”. È quanto dichiarato da Henrietta Fore, direttrice generale dell’Unicef, all’evento virtuale ministeriale sulla salvaguardia dei risultati di 20 anni di impegno internazionale in Afghanistan.
“Nonostante questi miglioramenti - ha aggiunto Fore -, era chiaro anche prima dei recenti avvenimenti che dobbiamo fare di più per i bambini dell'Afghanistan. 4,2 milioni di bambini non sono iscritti a scuola, di cui 2,6 milioni sono bambine. Per i bambini che sono iscritti, le scuole sono state completamente o parzialmente chiuse negli ultimi dieci mesi, a causa del COVID-19. Sappiamo che quando le scuole chiudono, i bambini più vulnerabili che erano iscritti potrebbero non tornare più in classe. Per l'UNICEF è chiaro che l'accesso a un'istruzione di qualità non è solo un diritto di ogni singola ragazza e ragazzo. È anche un investimento. Aumenta le opportunità per ogni bambino, per le loro famiglie e per le loro comunità. I bambini e i giovani in Afghanistan non possono permettersi alcuna battuta d’arresto. O nessun altro ritardo”.
È di importanza cruciale, sempre secondo Fore, che “le ragazze e i ragazzi in Afghanistan abbiano uguali possibilità di imparare e sviluppare le competenze di cui hanno bisogno per prosperare. Siamo profondamente preoccupati che a molte ragazze potrebbe non essere permesso di tornare a scuola. Le ragazze non possono, e non devono, essere lasciate indietro. È fondamentale che tutte le ragazze, incluse quelle più grandi, siano in grado di riprendere la loro istruzione senza ulteriori ritardi. Affinché questo accada, abbiamo bisogno che le insegnanti possano tornare a scuola”.
“Insieme, dobbiamo insistere affinché le ragazze e le insegnanti possano tornare a scuola. Insieme, non dobbiamo soltanto aiutare e incoraggiare le ragazze e le insegnanti a tornare a scuola, ma proteggerle attivamente” ha affermato ancora la Direttrice Generale dell’Agenzia Onu per l’Infanzia -. La comunità internazionale deve anche aumentare gli investimenti nell’istruzione. Ogni bambino ha bisogno – come minimo – di competenze base di alfabetizzazione e di calcolo. I salari degli insegnanti devono essere pagati. Le ragazze – e i ragazzi – hanno bisogno di insegnanti, donne e uomini, qualificati che ricevano regolarmente i loro stipendi e siano supportati nell’insegnamento”.
“L’UNICEF è sul campo e lavora per i bambini dell’Afghanistan da 70 anni - ha spiegato ancora -. Continueremo ad essere lì per loro. Ma abbiamo bisogno del vostro aiuto. Non c'è mai stato un momento più urgente per sostenere i bambini dell'Afghanistan - ragazzi ma soprattutto ragazze - e le persone che li ispirano e li guidano. Per favore, unitevi a noi. Proteggete e sostenete questi bambini”. (aise)