Giornata Mondiale del Rifugiato: accordo Unicef e Inmp per la tutela della salute di minori, donne e famiglie

GINEVRA\ aise\ - In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato di ieri, 20 giugno, il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia, Unicef, e l’Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà (Inmp) - consolidano l’impegno comune in tema di formazione e sensibilizzazione sulle questioni di salute connesse alla migrazione, siglando un protocollo di Intesa.
I bambini e adolescenti rifugiati e migranti e le loro famiglie corrono spesso maggiori rischi per la salute e devono affrontare una serie di ostacoli per accedere a un'assistenza sanitaria di qualità. Molti vivono anche gravi difficoltà emotive dovute al trauma del viaggio e, molte volte, ad abusi e sfruttamento, compresa la violenza sessuale e di genere. La pandemia globale da COVID-19 ha inoltre aggravato ulteriormente queste sfide.
Attraverso questo accordo UNICEF e INMP rafforzeranno la loro azione sul territorio attraverso iniziative volte a: formare gli operatori socio-sanitari- compresi i mediatori culturali - in merito ai temi della migrazione, della violenza - inclusa quella di genere - della povertà e dell’esclusione sociale, connessi all’infanzia e all’adolescenza; promuovere collaborazione su ricerche e indagine per favorire la sensibilizzazione sui fenomeni legati alla migrazione, con un’attenzione particolare alle dinamiche di violenza di genere, povertà, esclusione sociale e salute mentale; Promuovere un’educazione sanitaria corretta e sensibile alle dinamiche legate all’età, al genere e ai contesti culturali di provenienza, anche attraverso lo sviluppo di materiali adatti per adolescenti e giovani migranti e rifugiati– compresi i temi legati alla salute sessuale e riproduttiva.
“Siamo entusiasti di questa collaborazione perché ci permetterà di potenziare gli sforzi comuni per raggiungere sempre più minorenni, donne e famiglie migranti e rifugiate e far sì che il loro diritto alla salute sia garantito, anche dando loro accesso a informazioni e servizi di qualità per affrontare il loro percorso nel modo più sicuro possibile. La questione diventa ancora più rilevante se si considerano gli effetti che la pandemia - ancora in corso – ha sulla salute mentale e sul rischio di violenza di genere”, ha specificato Anna Riatti, Coordinatrice Unicef.
“Il Protocollo d’Intesa che stiamo firmando con l’UNICEF è motivo di grande orgoglio, perché frutto di un comune interesse, che è quello di garantire un equo accesso alla salute da parte di persone altamente a rischio di esclusione sociale, con possibili gravi conseguenze sulla loro salute ma anche con una ricaduta negativa sull’intera società - ha sottolineato Concetta Mirisola, Direttore Generale dell’INMP -. Quando si tratta di giovani, in particolare, le conseguenze si perpetuano nel tempo, con costi incalcolabili di tipo economico ma anche, e soprattutto, di tipo sociale, e questo non è accettabile”. (aise)