L’UNICEF sulla crisi in Palestina-Israele: 1 milione di bambini a Gaza soffrono per il conflitto

NEW YORK\ aise\ - “Un milione di bambini a Gaza subiscono le conseguenze crescenti di un conflitto violento, senza un posto sicuro dove andare. Sono state perse vite e sono state distrutte famiglie”. È la denuncia del direttore generale dell’UNICEF Henrietta Fore, sul perdurare e l’inasprirsi della crisi tra Israele e Palestina.
“A Gaza”, riferisce Fore, “almeno 60 bambini sono stati uccisi e altri 444 sono stati feriti in meno di 10 giorni. Circa 30.000 bambini sono stati sfollati. Si stima che 250.000 bambini abbiano bisogno di servizi di protezione e per la salute mentale. Almeno 4 strutture sanitarie e 40 scuole sono state danneggiate. Circa 48 scuole – la maggior parte gestite dall’UNRWA – vengono usate come rifugi d’emergenza per le famiglie che cercano rifugio dalle violenze”.
Quanto ai sistemi idrici e igienico-sanitari, “già indeboliti, sono stati ulteriormente compromessi come risultato di quest’ultima escalation”, riferisce Fore. “Le infrastrutture essenziali, fra cui pozzi e serbatoi di acqua di falda, impianti di desalinizzazione e di trattamento delle acque reflue, reti di distribuzione dell'acqua e stazioni di pompaggio, hanno subito danni significativi. Stimiamo che 325.000 persone abbiano bisogno di servizi idrici e igienico-sanitari di emergenza, senza i quali è più facile che contraggano malattie infettive potenzialmente letali”.
“La capacità di energia elettrica in tutta Gaza è diminuita di circa il 60%, lasciando gli ospedali sempre più dipendenti dai generatori per garantire i servizi sanitari essenziali”, aggiunge il direttore generale UNICEF. “Questi generatori richiedono quantità significative di carburante per funzionare. Qualsiasi riduzione della capacità di assistenza sanitaria potrebbe anche mettere a repentaglio le cure per i malati di COVID-19”.
L'UNICEF chiede dunque “l'immediata cessazione delle ostilità per ragioni umanitarie per permettere l'ingresso del personale e degli aiuti essenziali, tra cui carburante, articoli medici, kit di primo soccorso e vaccini contro il COVID-19. Chiediamo inoltre che si stabiliscano corridoi umanitari in modo da poter portare questi aiuti in sicurezza, in modo che si ricongiungano le famiglie e possano accedere a servizi essenziali e in modo che i malati e i feriti possano essere evacuati”.
“In ogni giorno di prosecuzione del conflitto, i bambini negli stati di Palestina e Israele soffriranno”, conclude Fore. “Questi bambini hanno bisogno di un cessate il fuoco adesso, e di una soluzione politica a lungo termine al conflitto in generale. Meritano molto di più di questo ciclo orribile di violenze e paura che va avanti da troppo tempo”. (aise)