“S.O.S. Gaza”: associazioni italiane in aiuto della popolazione palestinese

ROMA\ aise\ - Continua l’escalation di violenza in medio oriente. E il numero di morti continua a crescere in Palestina, specie nella Striscia di Gaza, dove le vittime dei bombardamenti dell’esercito israeliano è arrivato a 212, di cui 61 bambini, 36 donne, 16 anziani e oltre 1500 feriti. Un numero, riportato sia da fonti palestinesi che da Ong presenti sul territorio, che rimane purtroppo in aumento. Anche il numero delle persone sfollate aumenta ogni ora a causa dei pesanti attacchi, per il momento i media palestinesi parlano di un numero che si aggira su circa 38.000 sfollati che non hanno nessun luogo dove andare. A tal ragione, l’associazione Mutuo Soccorso Milano - Gaza Freestyle, la Rete Romana Palestina, l’associazione Cultura e Libertà; il Centro italiano di Scambi Culturali – VIK, e l’Associazione Ya Basta Êdî Bese, hanno lanciato l’appello “S.O.S. Gaza”, volto ad aiutare la popolazione civile, per cui hanno anche attivato una raccolta fondi.
Ci sono stati bombardamenti israeliani, e sono stati colpite le sedi dei media internazionali, le strade che collegano le ambulanze agli ospedali, il confine di Rafah con l'Egitto per impedire il trasporto dei feriti negli ospedali egiziani. Ai giornalisti internazionali, inoltre, è impedito di entrare nella Striscia per verificare le condizioni sanitarie in cui si trova la popolazione e riportare i fatti. “La violenza di Israele - scrivono le associazioni - è inaudita e viola ogni legge internazionale in materia di diritti umani. Viola le convenzioni internazionali impedendo di raccontare i fatti e manipola la stampa, fornendo un racconto parziale e falsato. Da giorni assistiamo a immagini agghiaccianti che ritraggono i volti senza vita di decine di bambini e bambine, spenti sotto il fosforo bianco israeliano”.
“Le condizioni degli ospedali di Gaza - spiegano ancora - sono in affanno e non riescono ad assistere le migliaia di persone in difficoltà. Il sistema sanitario è al collasso. In aggiunta a causa dei bombardamenti il quantitativo di energia elettrica ammonta a due ore al giorno (in condizioni di normalità 5). Siamo in costante e diretto collegamento con i nostri amici e amiche con cui da anni organizziamo progetti di scambio culturale”.
Per sostenere la popolazione palestinese e per non lasciarla ulteriormente isolata dal resto del mondo, sono necessari, primariamente: materassi, rifornimenti alimentari, acqua potabile e beni di prima necessità. Su questo sito è stato attivata dunque la raccolta fondi che sarà gestita direttamente da Meri Calvelli, Presidentessa del Centro italiano di scambio culturale Vik che si trova a Gaza.
“Siamo presenti nella Striscia di Gaza con progetti di sviluppo da molti anni - scrive Calvelli in queste ore -, in stretta collaborazione con associazioni e gruppi locali. Da un anno e mezzo, prima a causa del COVID e ora a causa della crisi militare, ci troviamo a dover indirizzare tutte le nostre energie in progetti di emergenza. Oggi Gaza combatte sia contro il virus che nel mondo sta causando milioni di morti, sia contro la distruzione delle proprie città a causa dei massicci bombardamenti partiti il 10 di maggio. Le strutture sanitarie gazawe e la popolazione - conclude - non riusciranno a uscire da questa situazione se rimarranno soli. Avviamo una raccolta fondi per agire immediatamente sulla situazione”. (aise)