UNICEF: in Libano più del 71% delle persone rischia di perdere l’accesso all’acqua

NEW YORK\ aise\ - Più di 4 milioni di persone, tra cui un milione di rifugiati, sono a rischio immediato di perdere l'accesso all'acqua sicura in Libano. Con la rapida escalation della crisi economica, la carenza di fondi, di carburante e di beni come il cloro e i pezzi di ricambio, l'UNICEF stima che la maggior parte dei sistemi di pompaggio dell'acqua cesserà gradualmente di funzionare in tutto il paese nelle prossime quattro-sei settimane.
“Il settore dell'acqua è stato spremuto fino alla distruzione dall'attuale crisi economica in Libano, incapace di funzionare a causa dei costi di manutenzione pagati in dollari, delle perdite d'acqua causate da acqua non fatturata, del collasso parallelo della rete elettrica e della minaccia dell'aumento dei costi del carburante“, ha dichiarato Yukie Mokuo, rappresentante dell'UNICEF in Libano. “Una perdita di accesso alla rete idrica pubblica potrebbe costringere le famiglie a prendere decisioni estremamente difficili riguardo alle loro esigenze di base in materia di acqua e servizi igienico-sanitari“, ha aggiunto.
Se il sistema pubblico di approvvigionamento idrico dovesse crollare, l'UNICEF stima che i costi dell'acqua potrebbero raggiungere il 200% al mese per assicurarsi l'acqua da fornitori alternativi o privati. Per troppe famiglie libanesi estremamente vulnerabili, questo costo sarà insostenibile, poiché rappresenta il 263% del reddito medio mensile.
Secondo una valutazione supportata dall'UNICEF, basata sui dati raccolti dalle quattro principali società pubbliche di servizi idrici del paese, a maggio e giugno 2021:
Più del 71% delle persone rientra nei livelli di vulnerabilità "altamente critici" e "critici".
Quasi 1,7 milioni di persone hanno accesso a soli 35 litri al giorno, una diminuzione di quasi l'80% rispetto alla media nazionale di 165 litri pre-2020.
I fornitori di acqua pubblica non possono più permettersi pezzi di ricambio essenziali per la manutenzione;
Dal 2020 si è verificato un aumento del 35% dei prezzi delle forniture d'acqua all'ingrosso del settore privato, mentre il costo dell'acqua in bottiglia è raddoppiato.
I blackout e la fornitura intermittente di energia elettrica stanno mettendo sotto pressione i sistemi idrici, interrompendo il trattamento, il pompaggio e la distribuzione dell'acqua.
A livello nazionale, l'acqua non contabilizzata a causa delle perdite del sistema è circa il 40%, soprattutto a causa della mancanza di manutenzione e degli allacciamenti illegali.
“Nel pieno dei mesi estivi, con i casi di COVID-19 che ricominciano ad aumentare a causa della variante Delta, il prezioso sistema idrico pubblico del Libano è in pericolo e potrebbe collassare in qualsiasi momento“, ha aggiunto Mokuo. “Se non si interverrà con urgenza, ospedali, scuole e strutture pubbliche essenziali non potranno funzionare e oltre quattro milioni di persone saranno costrette a ricorrere a fonti d'acqua non sicure e costose, mettendo a rischio la salute e l'igiene dei bambini. L'effetto negativo immediato riguarderebbe la salute pubblica. L'igiene sarebbe compromessa e il Libano vedrebbe un aumento delle malattie. Le donne e le ragazze adolescenti affronterebbero sfide particolari per la loro igiene personale, la loro protezione e la loro dignità senza l'accesso a servizi igienici sicuri“.
L'UNICEF ha bisogno di 40 milioni di dollari all'anno per mantenere il rifornimento d'acqua a oltre quattro milioni di persone in tutto il paese - assicurando i livelli minimi di carburante, cloro, pezzi di ricambio e manutenzione necessari per mantenere operativi i sistemi cruciali - e salvaguardando l'accesso e il funzionamento dei sistemi idrici pubblici.
L'UNICEF lavora a stretto contatto con i fornitori pubblici di acqua per raggiungere i bambini e le donne più vulnerabili in Libano. Utilizzando le infrastrutture idriche esistenti durante la pandemia da COVID-19, l'UNICEF ha sostenuto la fornitura di acqua sicura alle comunità di tutto il paese.
“Rimarremo fermi nel nostro sostegno alle comunità, per quanto le risorse lo permetteranno, ma questa situazione allarmante richiede fondi immediati e continui“, ha concluso Mokuo. “L'UNICEF è pronto a offrire il suo sostegno, in particolare con l'evolversi della pandemia globale, per assicurare che il diritto più elementare all'acqua pulita sia soddisfatto per i bambini e le famiglie in questo momento critico per il Libano“. (aise)