L’ITALIA PIÙ FORTE DEL CORONAVIRUS

L’ITALIA PIÙ FORTE DEL CORONAVIRUS

ROMA\ aise\ - “Siamo qui”, ha detto il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, questa mattina in conferenza presso la sede della Stampa Estera a Roma, “affinché tutti i paesi possano conoscere la situazione italiana sul Coronavirus, perché la trasparenza è la misura della credibilità di un paese”.
Il numero uno del MAECI, infatti, ha chiarito come la situazione sull’epidemia Covid-19 si stia evolvendo da “un rischio di epidemia a un rischio infodemia”, ossia la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, talvolta non vagliate con accuratezza, “e le notizie false danneggiano il Made in Italy”.
“In Italia - ha spiegato ancora Di Maio - è solo il 0,089% della popolazione ad essere in quarantena. Nessuno vuole minimizzare, ma i comuni interessati sono solo 10”.
Sono due i focolai sul territorio nazionale, uno nel lodigiano e uno in Veneto. Tutti i casi nel paese sono riconducibili a questi due focolai. Ma i territori in isolamento, ha sottolineato ancora Di Maio, “rappresentano lo 0,4% del territorio lombardo e lo 0,2% in Veneto. E dunque lo 0,05% del territorio nazionale”.
“Informeremo tutti i governi esteri”, ha spiegato il numero uno della Farnesina, così da “limitare le notizie false che ledono l’immagine dell’Italia. Ogni Ambasciata italiana è stata attivata per trasferire a tutti i governi del mondo le informazioni corrette sul nostro paese”. Questo perché secondo il ministro grillino è “fondamentale comunicare con la massima responsabilità”.
Inoltre, il ministro degli esteri ha dato notizia anche del decreto, in procinto di approvazione, che prevederà “misure che serviranno a calmierare gli abusi di chi specula sui prezzi di beni come mascherine e gel disinfettanti, agevolandone anche l’acquisto quando serve”.
“L’Italia è un grande paese”, ha detto prendendo parola il Ministro della Salute, Roberto Speranza, evidenziando l’ottima qualità del servizio sanitario nazionale. “Abbiamo redato un documento unanime con gli altri ministri della salute europei e anche con la Commissaria Europea, Stella Kyriakidou”. Questo perché “la trasparenza è la parola d’ordine”.
Dare un messaggio positivo alla comunità internazionale è, dunque, un compito importante da perseguire secondo i due ministri, che hanno confermato anche la notizia dei pazienti guariti allo Spallanzani di Roma, il che “dà un bel segnale al nostro sistema”, ha specificato Speranza, perché “l’Italia è un paese più forte del coronavirus”.
L’indagine sulla connessione fra i due focolai presenti in Italia “è ancora in corso”, ha informato Speranza, spiegandone anche la procedura: i numeri ufficiali passano dall’Istituto Superiore di Sanità, che “riceve i tamponi positivi per darne conferma”, e in caso di positività si tracciano i contatti dei positivi e si procede all’isolamento, “che è la strada più efficace”. Ma “essere positivi al test, non significa essere contagiosi” ha chiarito il direttore scientifico dell’Istituto Spallanzani, Giuseppe Ippolito. Quest’ultimo ha spiegato anche che “l’Italia ha fatto un grande numero di test nel massimo principio di precauzione, ma la trasmissione è preoccupante solo quando è anche sintomatica”. L’Italia, infatti, “non deve sentirsi in colpa per aver fatto tanti test”, ha affermato Di Maio commentando la scelta di Attilio Fontana, governatore della Lombardia, di autoimporsi l’isolamento nonostante la negatività al test: “non credo che abbia voluto danneggiare il governo eseguendo un grande numero di test in Lombardia. Nessun complottismo. È normale che un governatore e un presidente del consiglio siano preoccupati per i propri concittadini. Infatti, con gli enti regionali stiamo lavorando al meglio”.
Il ministro ha infine terminato lanciando un appello alla comunità internazionale: “è improprio sconsigliare i viaggi in tutta la Lombardia e il Veneto - ha concluso -. I nostri figli vanno a scuola nella maggioranza delle nostre città: turisti e investitori possono venire qui”. (lu. matteuzzi\ aise) 

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