VENEZUELA: MOAVERO IN PARLAMENTO

VENEZUELA: MOAVERO IN PARLAMENTO

ROMA\ aise\ - “Preoccupazione” per “l’emergenza umanitaria”; “ferma condanna” di “ogni tipo di violenza e violazione delle libertà fondamentali”; nuove elezioni, perché “quelle del maggio scorso sono state inficiate nella loro correttezza, legalità ed equità”; e, infine, “tutela della sicurezza e gli interessi dei nostri connazionali”. Così il Ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi ha sintetizzato oggi alla Camera la posizione del Governo italiano sulla crisi del Venezuela.
Moavero – che nel primo pomeriggio replicherà in Senato – ieri ha ricevuto alla Farnesina una delegazione venezuelana in rappresentanza del presidente dell’Assemblea nazionale Guaidò.
“È fondamentale che il Parlamento eserciti la sua potestà di sindacato e di indirizzo esprimendosi con un voto” sulla situazione.
In primo luogo, “il Governo è preoccupato per l'emergenza umanitaria che ha colpito il Venezuela, sta operando per favorire soluzioni non conflittuali. Da un lato, è indispensabile che affluiscano alla popolazione le forniture dei beni di necessità base e dei medicinali, dall'altro, va garantita l'assistenza alle migliaia di profughi giunti nei Paesi vicini. L'Italia è concretamente impegnata sia nelle sedi multilaterali che con interventi diretti attraverso appositi fondi”.
In secondo luogo, ha proseguito, “il Governo considera inaccettabile e condanna fermamente ogni tipo di violenza, violazione delle libertà fondamentali e dei diritti umani. Si esprime a favore di una soluzione pacifica e inclusiva, auspicando una riconciliazione nazionale di piena democrazia, che risponda agli interessi del popolo venezuelano e scongiuri un aumento delle tensioni e tragiche derive conflittuali”.
L’Italia “ritiene che le elezioni presidenziali dello scorso mese di maggio in Venezuela siano inficiate nella loro correttezza, legalità ed equità e, dunque, non attribuiscano legittimità democratica a chi ne sarebbe risultato vincitore, Nicolás Maduro. Di conseguenza, il Governo chiede con fermezza nuove elezioni presidenziali nei tempi più rapidi possibili. Devono essere elezioni libere, trasparenti e credibili; devono svolgersi in condizioni di piena democrazia e giustizia, con tutte le garanzie della comunità internazionale. Gli elettori venezuelani devono tornare padroni di scegliere chi li rappresenta e governa”.
Infine, il Governo “si sta attivando affinché siano tutelati la sicurezza e gli interessi dei nostri connazionali residenti in Venezuela e delle aziende italiane. È un dovere verso i nostri compatrioti che si trovano in questo Paese in una situazione così difficile, così come verso la comunità di origine italiana del Venezuela”.
Moavero ha quindi ricordato che l’Ambasciatore italiano a Caracas, Silvio Mignano, non ha partecipato – come i suoi colleghi europei - all’insediamento di Maduro il 10 gennaio scorso e che il 26 gennaio, l’Italia ha sottoscritto – con tutti gli Stati dell'Unione europea – una dichiarazione “che condanna ogni tipo di violenta repressione, che dà sostegno all'Assemblea nazionale in quanto organo legittimamente eletto e che contiene un appello alla convocazione urgente di nuove elezioni presidenziali, riservandosi - diceva quella dichiarazione -, in mancanza della convocazione di elezioni, nei prossimi giorni, un riconoscimento di leadership al Presidente dell'Assemblea nazionale Juan Guaidó, ai sensi della interpretazione che veniva data alla Costituzione venezuelana”.
Dopo quella dichiarazione, ha ricordato il Ministro, “c'è stata un'accelerazione da parte di una maggioranza di Stati dell'Unione europea, che ha proceduto al riconoscimento di Juan Guaidó come Presidente ad interim, e c'è stato, soprattutto, un voto importante il 31 di gennaio al Parlamento europeo con la medesima conclusione”.
Moavero ha quindi citato il gruppo internazionale di contatto costituito dall’Ue e la prima riunione svolta il 7 febbraio scorso a Montevideo: “questo gruppo internazionale di contatto ha una composizione mista: ci sono quattro Paesi dell'America Latina (Bolivia, Costarica, Ecuador e Uruguay), otto Paesi europei (Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svezia), oltre alla stessa Unione europea, che partecipa con il Vicepresidente della Commissione, Federica Mogherini. Ha partecipato alla prima riunione che si è svolta il 7 febbraio anche il Messico, che pure non fa parte formale del gruppo. Il comunicato finale di questa riunione - trattasi di un comunicato, quindi non di una delibera o di una decisione -, dal quale si è dissociata la sola Bolivia, chiarisce tre punti. Il primo è l'obiettivo di elezioni presidenziali libere e credibili il più presto possibile. Il secondo punto è che i copresidenti del gruppo di contatto internazionale, che sono il Ministro degli esteri dell'Uruguay e la Vicepresidente della Commissione europea Mogherini, sono stati incaricati di prendere contatti con tutti gli attori venezuelani e con i Paesi interessati al fine di stabilire ogni garanzia per un processo elettorale equo e assicurare il flusso degli aiuti umanitari. Questi sono i due obiettivi base perseguiti sul terreno con questo incarico concreto ai copresidenti. Il terzo elemento del comunicato finale è l'istituzione di una missione a livello tecnico preparatoria, una missione ad hoc, che sarà inviata entro poche settimane in Venezuela per preparare l'attuazione del processo di cui ho detto, quindi, delle varie tappe verso le elezioni nei tempi più rapidi possibili”.
Ci sono poi altri “elementi importanti” in questo “scenario”, ha aggiunto Moavero, come “il cosiddetto Meccanismo di Montevideo, che è animato dall'Uruguay e dal Messico, al quale ha recentemente aderito la Bolivia e al quale partecipano anche i Paesi dell'Area dei Caraibi. Questo Meccanismo si è riunito il 6 febbraio, ha adottato una delibera molto cauta, impegnandosi a favore del dialogo e del negoziato, ma non sta chiedendo nuove elezioni presidenziali”.
“Si occupa anche di Venezuela il cosiddetto Gruppo di Lima, che comprende undici Paesi latinoamericani, incluso, peraltro, il Canada, quindi undici Paesi del continente americano, Paesi importanti: Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costarica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay, Perù e il Canada, come appunto dicevo. Si è riunito, da ultimo, il 4 febbraio, la sua linea è una linea di deciso sostegno al Presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana Juan Guaidó”, ha spiegato il Ministro.
Senza dimenticare che “la situazione in Venezuela è oggetto di una notevole attenzione internazionale, Paesi importanti sullo scenario planetario, Stati Uniti, Russia, Cina, naturalmente le Nazioni Unite portano grande attenzione; questo lo si vede anche nelle contrapposte risoluzioni che sono state presentate nel quadro delle Nazioni Unite”.
Per il Governo italiano “la situazione è estremamente complessa, è piena di incertezze e di gravi rischi. Bisogna prevenire scontri e violenze che potrebbero sfociare perfino in una guerra civile, e bisogna preservare da conseguenze ancora più negative il popolo venezuelano. È importante – ha sottolineato Moavero – favorire il dialogo, se possibile una riconciliazione nazionale, che permetta di restituire nei tempi più rapidi la scelta dei propri governanti al popolo venezuelano. È importante cercare di evitare che si creino contrapposizioni antitetiche che rallentino questo processo verso le nuove elezioni, che restano secondo noi la via di soluzione: nuove elezioni presidenziali, naturalmente, perché sono quelle su cui esistono le critiche di legittimità e di equità; restano valide naturalmente le elezioni che hanno portato all'elezione dell'Assemblea nazionale successivamente. È coerente questa posizione con le conclusioni, il comunicato del Gruppo di Montevideo; è anche coerente con la dichiarazione che fu rilasciata il 26 gennaio di comune accordo fra i Paesi europei”.
Dunque, ha ribadito, “la condanna di ogni tipo di violenza, la richiesta di nuove elezioni presidenziali restano i nostri punti cardine, ed è anche fondamentale agire al fine di far affluire gli aiuti umanitari per rispondere a tali esigenze primarie del popolo venezuelano. A questo proposito l'Italia ha anche proceduto ad un primo stanziamento di emergenza del valore di 2 milioni di euro, che è stato deciso a favore della popolazione del Venezuela, da erogarsi nel più assoluto rispetto dei principi del diritto internazionale umanitario”. Concludendo, Moavero ha voluto sottolineare che il Governo “ha tenuto regolarmente al corrente con lealtà e trasparenza i nostri alleati tradizionali, gli altri Governi dei Paesi dell'Unione europea, gli Stati Uniti e le Nazioni Unite”. (aise) 

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