DA LONDRA A VENEZIA PER L'ARTE

DA LONDRA A VENEZIA PER L

LONDRA\ aise\ - Parte da Londra il recupero di un importante pezzo di storia italiana. È infatti di Paul Atkin, imprenditore e musicologo con oltre trent’anni di esperienza in ambito aziendale e con un dottorato di ricerca in musicologia sulla produzione operistica a Modena nel tardo Seicento, l’idea di restituire alla città di Venezia il Teatro San Cassiano e, con esso, le esecuzioni storicamente consapevoli di opere barocche.
Atkin ebbe l’idea di questo progetto per la prima volta nel 1999, assistendo a una produzione del Giulio Cesare presso lo Shakespeare’s Globe. La limpidezza della rappresentazione era talmente arricchita dall’ambientazione rinascimentale storicamente consapevole di Mark Rylance che egli comprese subito che cosa si sarebbe potuto ottenere se Venezia avesse costruito un Globe tutto suo nel quale approfondire davvero l’esecuzione "HIP", ovvero storicamente consapevole, dell’opera barocca. Nel 2014 ha venduto la sua società per potersi dedicare alla ricostruzione del Teatro San Cassiano.
Nel 1637 il Teatro San Cassiano, poi andato distrutto, donò l’opera pubblica al mondo. Questo atto epocale diede origine a una repentina diffusione internazionale del genere operistico; ciò conferì a Venezia il ruolo di capitale e il Teatro San Cassiano venne acclamato, da quel momento in avanti, come il primo teatro d’opera pubblico al mondo, la culla del melodramma così come lo conosciamo.
Non esiste oggi alcun monumento, non una celebrazione, non un teatro. In effetti, in tutta Italia, nessun teatro del genere sopravvive.
Il progetto di Atkin mira a ricostruire il Teatro San Cassiano del 1637, tanto fedele all’originale quanto sarà reso possibile dalle ricerche accademiche e dalle competenze artigianali, così da realizzare un teatro d’opera barocca pienamente funzionante e specializzato, completo di macchine di scena, scenografie mobili, dei ex machina, effetti speciali e un ambiente acustico unico. L’intento è anche quello di fare in modo che il Teatro San Cassiano diventi il centro mondiale preminente per la ricerca, la sperimentazione esplorativa e la produzione "HIP", così da studiare e celebrare l’opera barocca, letteralmente, attraverso la sua rappresentazione e la sua resa sonora nella buca orchestrale.
Il progetto sarà lanciato nel corso di un convegno che si terrà dal 13 al 15 giugno presso il Conservatorio di Musica Benedetto Marcello di Venezia. In contemporanea sarà allestita anche una piccola mostra gratuita, aperta alla cittadinanza.
Il progetto sarà finanziato per intero privatamente e non cercherà aiuti o finanziamenti pubblici, perché lo scopo dei suoi promotori è quello di realizzare la capacità storica unica del Teatro San Cassiano di essere una società indipendente, economicamente sostenibile e autosufficiente con notevoli opportunità di crescita a lungo termine.
Esecuzione storicamente consapevole ("HIP")
Lo spettacolo è sempre stato l’essenza dell’opera. Dal 1637 in avanti, i teatri veneziani non solo offrirono la miglior musica eseguita dai più valenti cantanti, strumentisti e ballerini del tempo, ma utilizzarono anche la più recente tecnologia, cioè macchine di scena, scenografie ed effetti speciali per calare le opere in un mondo magico di dei ex machina, mari ondosi, tempeste, stelle scintillanti e scenografie che mutavano in un batter d’occhio. Si trattava di qualcosa che non si era mai visto o udito prima e purtroppo è così da allora.
"HIP" (o approccio "filologico") sarà al centro della produzione del nuovo teatro. Esso celebrerà lo spettacolo e con esso compirà un viaggio lungo due secoli, attraverso le tappe salienti nella storia del più grande dono che Venezia abbia offerto al mondo. L’intimità, l’intensità, la pura magia sono imparagonabili a qualsiasi cosa conosciuta oggi. La sua essenza sarà unicamente barocca, unicamente veneziana.
Ad oggi, se si escludono tre teatri di corte d’opera barocca settecenteschi con attività limitata in Europa, non vi è alcun teatro barocco professionale attivo al mondo, né tanto meno a Venezia. Nella città lagunare il Gran Teatro La Fenice, il Teatro Goldoni e il Teatro Malibran hanno cambiato nel tempo la loro fisionomia, così da specializzarsi rispettivamente nell’opera lirica, nel teatro di prosa e nei concerti sinfonici; nessuno ha le macchine di scena, le attrezzature o l’infrastruttura necessaria per inscenare opere barocche "HIP" e nessuno offre quel tipo di teatro, piccolo e intimo, che caratterizzò il Teatro San Cassiano. La Fenice riconosce saggiamente che la sua sala è troppo ampia per mettere in scena l'opera barocca e da molti anni ha smesso di farlo; e se il Malibran propone ancora alcune produzioni, l’opera barocca vera e propria viene eseguita di rado oggi a Venezia, dove non rimangono monumenti storici attraverso i quali commemorare ciò che la città ha donato al mondo, né una testimonianza viva che abbia rilevanza nel presente. A Venezia non esiste, quindi, un teatro attivo capace di porsi alla guida degli entusiasmanti sviluppi che riguardano l’opera barocca, la quale continua a crescere e a prosperare.
Questo lascia un vuoto, ma crea anche un’opportunità. Quella intravista da Paul Atkin di ricostruire quel tipo di teatro, piccolo e intimo, che plasmò lo sviluppo dell’opera (e dell’opera veneziana in modo particolare) nel Seicento e nel Settecento.
Gli ideatori dell’iniziativa sono certi che l’insito valore storico, culturale e musicale di questo teatro ricostruito nel cuore di una delle destinazioni più famose del mondo lo renderà un centro ineguagliabilmente emblematico e prestigioso per l’opera barocca, in grado di attrarre i più grandi direttori d’orchestra, cantanti e strumentisti al mondo. Il teatro e la sua produzione musicale creeranno così un’eredità viva della gloriosa storia di Venezia come culla dell’opera pubblica ma guarderà anche al futuro per restituire alla città il ruolo di principale centro nel settore della musica barocca nel ventunesimo secolo. In tal modo, non solo contribuirà all'eredità culturale di Venezia, ma contribuirà alla sua conservazione offrendo un modello turistico migliore e più sostenibile.
Direttore della ricerca del Teatro San Cassiano Group è Stefano Patuzzi, anch’egli musicologo con all’attivo pubblicazioni sulla cultura e la musica italiane nel tardo Rinascimento, nel primo periodo barocco e nella Controriforma, così come edizioni di musica vocale degli stessi periodi. Direttore artistico è Andrea Marcon, specialista, riconosciuto a livello internazionale, dell’esecuzione storicamente consapevole, con particolare riferimento all’opera barocca; è inoltre docente alla Schola Cantorum Basiliensis, un’eccellenza a livello mondiale. La sua nomina quale primo direttore artistico del Teatro San Cassiano garantisce fin da principio il raggiungimento dell’obiettivo di mettere in scena drammi per musica della più alta qualità a livello internazionale. Originario di Treviso, Marcon porterà con sé la Venice Baroque Orchestra, che pure gode di fama internazionale, famosa e stimata a livello mondiale. (r.a.\aise)


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