Eurobarometro: fiducia nell'Ue in aumento

BRUXELLES\ aise\ - Se è vero che la pandemia di coronavirus ha avuto un impatto sulla vita quotidiana degli europei, i cittadini degli stati membri mantengono sentimenti “positivi” verso l'UE: la fiducia nell'Unione, nei primi tre mesi di quest’anno, è aumentata tanto da raggiungere i livelli più alti in oltre un decennio. È quanto emerge dai dati raccolti nell'ultimo Eurobarometro standard riferito al periodo febbraio-marzo 2021.
Salute e situazione economica le due principali preoccupazioni a livello europeo e in ogni stato membro.
1. Fiducia e immagine dell'UE
Quasi la metà degli europei ha fiducia nell'Unione europea (49%), dopo un aumento di 6 punti rispetto all'Eurobarometro standard dell'estate 2020. È il livello più alto registrato dalla primavera 2008. Fiducia nei governi nazionali (36%) e nei parlamenti nazionali (35%) hanno perso terreno, sebbene entrambi rimangano a un livello superiore rispetto all'autunno 2019.
In 20 Stati membri, la maggioranza degli intervistati afferma di avere fiducia nell'UE, con i livelli più alti riscontrati in Portogallo (78%) e Irlanda (74%).
L'immagine positiva dell'UE (46%) ha raggiunto il livello più alto dall'autunno 2009, dopo un aumento di 6 punti percentuali dall'estate 2020. Meno persone hanno un'immagine neutra dell'UE (38%, -2), mentre il 15% (-4) hanno un'immagine negativa dell'UE.
La maggioranza degli intervistati ha un'immagine positiva dell'UE in 25 Stati membri dell'UE (rispetto ai 13 dell'estate 2020), con le percentuali più elevate riscontrate in Portogallo (76%) e Irlanda (75%).
2. Principali preoccupazioni a livello UE e nazionale
Quasi quattro cittadini dell'UE su dieci considerano la salute la questione più importante da affrontare dall'UE: il 38% la mette al primo posto con un aumento di 16 punti percentuali rispetto all'estate 2020. “Scalzata” al secondo posto la situazione economica (35%, invariato), mentre lo stato delle finanze pubbliche degli Stati membri è scivolato in terza posizione (21%, -2). L'ambiente e il cambiamento climatico sono ora al quarto posto (20%, invariato), mentre l'immigrazione, al 18% dopo una diminuzione di 5 punti, è uscita dal podio per la prima volta dall'autunno 2014. La disoccupazione è in sesta posizione, con il 15% delle menzioni (-2 punti percentuali).
Per quanto riguarda le principali preoccupazioni a livello nazionale, anche la salute è percepita come la questione più importante (44%), con un aumento di 13 punti percentuali dall'estate 2020. La situazione economica è al secondo posto, citata da un terzo degli europei (33%, invariato), mentre un quarto cita la disoccupazione (25%, -3).
3. La situazione economica e l'euro
La percezione dell'economia nazionale ha continuato a deteriorarsi: solo il 29% dei cittadini dell'UE ora pensa che la situazione sia "buona" (-5 punti percentuali dall'estate 2020, -18 dall'autunno 2019): si tratta del livello più basso per questo indicatore dalla primavera 2013. La percentuale di europei che considera questa situazione "negativa" ha guadagnato terreno in modo corrispondente (69%, +5).
Le percezioni positive della situazione attuale dell'economia nazionale variano notevolmente tra gli Stati membri dell'UE, dall'86% in Lussemburgo al 7% in Italia.
Il sostegno all'euro resta molto alto: il 79% (+4) dei cittadini dell'area euro è favorevole all'euro, il dato più alto dal 2004, con cifre che vanno dal 95% in Portogallo al 70% in Francia e Austria. Complessivamente nell'Unione europea, sette europei su dieci sostengono l'euro (70%, +3), il livello più alto mai registrato.
4. La pandemia di coronavirus
Il 43% degli europei è soddisfatto delle misure finora adottate dai governi nazionali per combattere la pandemia (-19 punti percentuali dall'estate scorsa) mentre il 56% è insoddisfatto (+19).
Con la stessa proporzione, sono soddisfatti delle misure adottate dall'UE il 43% dei cittadini (-2), mentre il 49% è insoddisfatto (+5). Tuttavia, il 59% confida che l'UE prenda le decisioni giuste nella sua risposta alla pandemia in futuro.
Più di sei europei su dieci (61%) pensano che l'economia del proprio paese si riprenderà dall'impatto della pandemia di coronavirus nel 2023 o successivamente. Meno di un quarto pensa che la ripresa arriverà nel 2022 (23%) e solo il 5% pensa che sarà quest'anno, nel 2021. Quasi uno su dieci teme che l'economia del proprio paese non si riprenderà mai dall'impatto della pandemia (8%).
La maggioranza degli europei ritiene che il piano di ripresa dell'UE da 750 miliardi di euro, NextGenerationEU, sia uno strumento efficace per rispondere agli effetti economici della pandemia di coronavirus (55%). Quasi quattro su dieci pensano che non sia efficace (38%).
Dall'estate 2020, l'esperienza personale degli europei sulle misure per combattere la pandemia, come il confinamento, si è deteriorata: la maggioranza dei cittadini dell'UE ora ritiene che sia stata un'esperienza difficile da affrontare (40%, +8 punti percentuali dall'estate 2020), mentre meno di tre su dieci affermano che è stato “facile affrontarla” (29%, -9).
Quasi invariata, al 31% (+1), è rimasta pressoché invariata la proporzione che afferma che era “sia facile che difficile da affrontare”.
5. Vaccinazione contro Covid-19
Il 45% degli europei ha risposto che vorrebbe vaccinarsi il prima possibile o che era già stato vaccinato al momento dell’indagine, mentre il 20% vorrebbe farlo entro il 2021. Il 21% preferirebbe vaccinarsi più tardi. Solo il 12% afferma che non si farebbe mai vaccinare e il 2% che "non lo sa".
In 21 paesi, la maggioranza degli intervistati vorrebbe vaccinarsi il prima possibile o è già stata vaccinata: la classifica è guidata da Irlanda (74%), Danimarca (73%) e Svezia (71%). D'altra parte, meno di un intervistato su cinque intende vaccinarsi il prima possibile in Bulgaria (19%) e Cipro (16%). (aise)