INVESTIRE SUGLI ITALIANI ALL’ESTERO PER FARLI TORNARE

INVESTIRE SUGLI ITALIANI ALL’ESTERO PER FARLI TORNARE

ROMA\ aise\ - “È nostro dovere costruire le condizioni per garantire ai connazionali all’estero la possibilità di tornare in Italia nel medio periodo”. Così il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte che questa mattina si è collegato in videoconferenza con la Fondazione Migrantes per la presentazione del 15° Rapporto Italiani nel Mondo. Un lavoro, ha detto il premier, importantissimo, che da anni è la “bussola” per quanti vogliano analizzare e studiare la mobilità italiana.
“Assistiamo a flussi di emigrazione dall'Italia verso l’estero ed è ancora oggi fondamentale per il governo riflettere sulle motivazioni che ancora spingono tanti italiani, giovani e meno giovani, a scegliere la via dell'espatrio”, ha detto il Premier, che ha definito il Rim “una sorta di vocabolario per tradurre le cifre della mobilità italiana in indirizzi politici da perseguire”.
La redazione che cura il rapporto, guidata da Delfina Licata, da 15 anni svolge “un lavoro certosino”, studiano il fenomeno migratorio “da tante prospettive”.
Della “storia della diaspora italiana”, Conte ha voluto citare i “casi di successo” che hanno visto e vedono protagonisti gli italiani all’estero e la loro capacità di “inserirsi e integrarsi nei Paesi di destinazione”.
In ogni viaggio all’estero, ha ricordato, “voglio incontrarli, se ce n’è la possibilità” e ovunque “riscontro che conservano con onore con orgoglio le loro tradizioni e il senso di una comune appartenenza”, perché “pur provenendo da tutte le regioni, all’estero si riscoprono prima di tutto italiani”. Certo non sono mancate “sofferenze, ingiustizie, a volte anche fallimenti”: la “dura esperienza migratoria ha contribuito anche a forgiare quell’italianità operosa e generosa che il resto del mondo ha imparato a guardare con ammirazione e rispetto”.
Oggi che “molti giovani ancora scelgono di partire per l'estero è nostro dovere costruire le condizioni per garantire a questi connazionali la possibilità di tornare in Italia nel medio periodo” così che l’Italia possa arricchirsi “del bagaglio di esperienze umane, professionali, culturali e linguistiche maturate fuori dal nostro Paese”.
Correttamente il Rim parla di “mobilità” invece che di “emigrazione”; “mobilità”, ha commentato il Premier, “racchiude l’idea di circolarità e abbraccia questa prospettiva del ritorno”.
“La nuova mobilità verso l'estero per motivi di studio o di lavoro è una strada che vorremmo non a senso unico, ma percorribile in entrambe le direzioni”, ha aggiunto. “In un momento così difficile come quello che stiamo vivendo, segnato dalla pandemia, l'Italia ha bisogno di chiamare a raccolta le proprie energie migliori e tra queste vi sono senz'altro quelle dei tanti giovani che sono in questo momento all'estero. A loro dobbiamo offrire delle opportunità, assistenza e servizi attraverso ambasciate e consolati, ma anche incentivi a rientrare nel nostro paese”. Il Governo “sta lavorando per prevedere nuove opportunità in questo senso, per aggregare i migliori talenti e sollecitare la collaborazione per il rilancio delle imprese nazionali, in particolare nel Mezzogiorno”.
Secondo Conte, quindi, in questa strategia “un ruolo molto importante può essere svolto senz'altro dalle nostre associazioni di connazionali, potenziali partner strategici nella promozione del Sistema Italia”. Una “risorsa indispensabile per la creazione di reti, di network, punti di riferimento per chi arriva e deve integrarsi in un Paese straniero”. Le associazioni di italiani nel mondo, ha aggiunto, “posso essere riferimenti indispensabili anche per le varie istituzioni e gli enti italiani, pubblici privati; per le grandi imprese italiane che hanno bisogno, specialmente in questo periodo, di interlocutori affidabili nei Paesi stranieri”.
L'associazionismo italiano all'estero “può vivere una nuova stagione di centralità, quale punto cruciale di legame di contatto tra l'Italia e gli italiani nel mondo”.
“Esempi virtuosi – ha detto ancora Conte - ci insegnano una lezione fondamentale: investire sugli italiani all'estero, accompagnarli nel loro percorso umano e professionale fuori dai confini italiani è il percorso migliore per incentivarne il rientro, facendo loro percepire la presenza di una rete italiana che sa guidarli e che lavora per favorirne il ritorno in patria”. Solo così “le diverse collettività italiane all'estero possono confermare il proprio enorme valore aggiunto”.
Citando lo scrittore siciliano Vincenzo Consolo – “l'emigrazione è il cammino della civiltà” – Conte ha sostenuto che “tutte le grandi civiltà si sono formate attraverso le migrazioni”. Il merito più grande della Fondazione Migrantes è dunque quello di “tenere traccia, nel Rapporto, del cammino compiuto anche all'estero dal popolo italiano, nella costruzione dei valori fondanti della propria civiltà”.
Il premier ha quindi voluto “salutare tutti gli italiani che soggiornano, vivono e lavorano nei cinque continenti, i quali, anche in questi tempi molto difficili, non hanno mancato di farci sentire la loro vicinanza e di contribuire anche finanziariamente alla risposta pronta e decisa dell'Italia. A tutti loro, in particolare al Consiglio generale degli italiani all'estero, ai Comites e a tutti quanti operano per il bene dei nostri connazionali in altri paesi, e naturalmente alla Fondazione Migrantes, il mio più caloroso ringraziamento”. (m.c.\aise) 

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