ITALIA ADDIO, NON TORNERÒ: IL DOCUFILM ALLA CAMERA

ITALIA ADDIO, NON TORNERÒ: IL DOCUFILM ALLA CAMERA

ROMA\ aise\ - Approda alla Camera, nella sala Nilde Iotti, il docufilm “Italia addio, non tornerò”, prodotto dalla Fondazione Cresci e a cura di Barbara Pavarotti, presentato ufficialmente in presenza di un grande pubblico.
Un coro di voci, quelle dei giovani (e meno giovani) che hanno lasciato il Paese perché scoraggiati dalla mancanza di opportunità, per studio, per amore o semplicemente per voglia di vedere il mondo e che non sono più tornati. Storie di successo, ma anche storie ordinarie, di chi all’estero non ha trovato la mitica El Dorado ma semplicemente si trova bene, in primis con sé stesso.
Una presentazione, questa, fortemente voluta da Massimo Ungaro e da tutto il gruppo Pd, rappresentato da Angela Schirò, Laura Garavini, Fabio Porta, Simona Flavia Malpezzi e Andrea Marcucci. Il senatore Marcucci, in particolare, ha raccontato l’esperienza della sua famiglia, emigrata a Chicago, sottolineando la differenza che intercorre tra la migrazione di oggi e quella dell’epoca dei suoni nonni, quando partire era un dramma, un dramma oggi attenuato dalla tecnologia, che certamente ha accorciato le distanze.
Molto contenta di sentir parlare sempre di più di italiani all’estero si è detta la deputata Angela Schirò, che tuttavia ha fatto una precisazione doverosa: “Non mi piace parlare di Cervelli in fuga. Oggi non partono solo i laureati, ma anche tanta gente che non ha cognizione di causa di ciò che andrà a trovare all’estero. In molti casi non c’è preparazione al cambiamento, non c’è una conoscenza neanche di base della lingua ed è qui che lo Stato deve intervenire”.
Condizioni di possibilità di rientro concrete, questo quello di cui hanno bisogno gli italiani all’estero. A sostenerlo la senatrice Simona Flavia Malpezzi, che ha parlato della necessità di rendere l’Italia più attraente anche per i professionisti che dall’estero vogliono venire a lavorare qui.
Si è complimentata con gli artefici del docufilm la senatrice Laura Garavini, che ha fatto una panoramica del profilo degli italiani che oggi lasciano il Paese: non solo giovani, ma anche anziani, coppie con figli, genitori. “Andare all’estero”, ha detto Garavini, “è una sfida con sé stessi, ma è vero che l’Italia deve dare più spazio ai giovani e creare le condizioni per una circolarità di cervelli”.
Tra gli altri interventi, da segnalare quello di Luca Di Sciullo di IDOS, che ha sciorinato alcuni dati riferiti all’emigrazione negli ultimi anni; hanno poi preso parola Giuseppe Della Noce, AISE, Maria Ferrante, Italian Network, rappresentanti dei maggiori organi d’informazione relativi agli italiani nel mondo, Presente anche l'agenzia 9 colonne. L'attrice Marica Roberto è intervenuta ai lavori leggendo un articolo dell'agenzia. Tanti poi gli interventi delle cosiddette “mamme dei cervelli”, cioè quelle mamme di giovani espatriati per lavoro e per studio.
In conclusione è intervenuto l’organizzatore, Massimo Ungaro: “Ho voluto ospitare questo appuntamento alla Camera perché per me è essenziale - nel mio impegno politico - ridare dignità e opportunità ai giovani italiani sia in Patria che all'estero. Partendo dalla competenza, dalla competitività e soprattutto dalla meritocrazia, non mancano anche in Italia opportunità per permettere ai giovani di stabilizzarsi ma dobbiamo migliorare le politiche attive per il lavoro, per l’accesso alla formazione e alla professione e garantire la formazione continua dei lavoratori”.
Ha concluso Ungaro: “Dobbiamo investire molte più risorse in ricerca, università e diritto allo studio per affrontare il recente crollo delle immatricolazioni (con l’8% del PIL siamo il paese europeo che investe di meno sull'istruzione, dopo l’Ungheria). Il tema delle pari opportunità rimane essenziale, sia per motivi culturali che economici, dato che il nostro paese ha la più bassa occupazione femminile di tutta l’Europa insieme alla Grecia”. (gianluca zanella\ aise) 

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