LA FARNESINA PER L’ITALIA NEL MONDO

La Farnesina per l’Italia nel mondo

ROMA\ aise\ - È dedicato all’internazionalizzazione del Sistema Paese il primo dei quattro appuntamenti preparatori dell’assemblea della Conferenza Stato Regioni Province Autonome e Cgie, iniziato oggi pomeriggio in modalità online. Un webinar, ha ricordato il segretario generale del Cgie Michele Schiavone nel suo intervento introduttivo, che è stato anticipato da un “intenso lavoro preparatorio”, che negli anni “ha coinvolto tantissimi figure in rappresentanza delle istituzioni”.
Obiettivo di questi incontri è quello di “approfondire gli argomenti preparatori per giungere, una volta superata la pandemia, alla convocazione in presenza dell’assemblea plenaria della conferenza” - un appuntamento che, come noto, dovrebbe essere convocato ogni 3 anni e che invece manca da 12 – luogo ideale per “programmare le politiche a sostegno delle comunità italiane all’estero e dell’Italia per i prossimi 3 anni”. Da parte sua, il Cgie “guarda con convinzione al futuro del nostro Paese”, nonostante la crisi apertasi formalmente oggi – “ci affidiamo alla saggezza di Mattarella”, le parole di Schiavone – che si aggiunge a quella del Covid. “Forte è stato il coraggio e la resilienza delle istituzioni italiane che si sono distinte nelle azioni per superare la crisi”, ha detto il segretario generale, che ha citato in particolare gli sforzi “per riportare in Italia i connazionali in giro per il mondo”.
Parlare di internazionalizzazione del Sistema Paese significa approfondire “le forze positive, espressive del soft power italiano”, declinato “sia dalla diplomazia economica e culturale” del Paese, ma anche “attuato dai connazionali nella vita di ogni giorno”; persone “da valorizzare per farli contribuire, da protagonisti, alla rinascita del nostro Paese”.
Alla fine dei 4 appuntamenti, ha ricordato Schiavone, “sarà redatto un documento da veicolare nelle comunità e tra le istituzioni”, fermo restando che “l’obiettivo principale rimane la costituzione della “21esima regione italiana”, un soggetto forte, dal punto di vista amministrativo, in grado di conciliare la rappresentanza degli italiani all’estero con le istituzioni nazionali”.
Moderata da Olivero Bergamini, vicedirettore di Rai News, la prima sessione del webinar è entrata nel vivo con gli interventi del vice ministro degli esteri Marina Sereni e del sottosegretario Manlio Di Stefano.
Entrambi hanno ricordato le azioni messe in campo dalla Farnesina, ciascuno nell’ambito delle rispettive deleghe: turismo, cultura e comunicazione per Sereni; le imprese per Di Stefano.
Tante, ha esordito Sereni, “le iniziative messe in campo dal Maeci anche in base al confronto con il Cgie”.
Il turismo, “tra i settori più colpiti dalla pandemia, merita grande attenzione”. Il Maeci “sta investendo molto sulla valorizzazione potenzialità del turismo delle radici, grazie ad un programma lanciato dalla Dgit dal 2018, che promuove circuiti turistici nazionali presso italiani all’estero e oriundi, decisamente un ampio bacino di utenza”, ha commentato Sereni, che ha individuato anche un altro merito del progetto: quello di “valorizzare realtà “minori”, cioè quelle che di solito rimangono fuori dai grandi flussi turistici”.
Sul fronte della comunicazione, che “ha un ruolo di primo piano nel coinvolgimento delle comunità e per la promozione delle attività all’estero, ai canali tradizionali come i giornali in italiano e i notiziari online, grazie alla pandemia abbiamo scoperto la grande potenzialità delle piattaforme dei social network”. Sereni ha quindi segnalato, in particolare, “Voci dalla Farnesina” i podcast lanciati dal Maeci che hanno all’intero un canale dedicato agli italiani nel mondo.
Quindi, la lingua e la cultura: “il marchio “Italia” racchiude in sé i valori del sapere che animano la nostra storia e la nostra società”, ha detto il vice ministro prima di sostenere che “l’impegno del Maeci ha molte sfaccettature”. Sereni ha citato il rifinanziamento del fondo per il potenziamento della promozione lingua e cultura che “consentirà di puntare sul settore” e gli investimenti della Farnesina su cultura e creatività, un settore, anche questo, in “grande sofferenza” a causa del covid, sostenuto dal Maeci con 30 milioni di euro da destinare al comparto. Un aiuto ora anche per avere “le basi di nuova narrazione” del paese all’estero, grazie “a nuovi contenuti destinati al pubblico internazionale”.
“Oltre 230 le opere commissionate, 170 gli artisti e le imprese coinvolti, per raccontare al pubblico globale la creatività dell’Italia di oggi, con particolare attenzione giovani e donne”, ha sottolineato Sereni. Un impegno straordinario che ha affiancato appuntamenti ormai tradizionali come la Settimana della lingua e della cultura, “mantenuta e rilanciata” nonostante la pandemia, o gli investimenti nell’editoria, sempre nel segno di una “sinergia che – ha concluso – moltiplica la possibilità di rivolgersi a una comunità sempre più ampia”.
Di imprese ed export ha parlato invece Manlio Di Stefano, che ha citato le sue missioni nelle regioni italiane e il road show dedicato al Patto per l’export a sostegno della internazionalizzazione, cioè “dello slancio verso l’estero delle migliori forze del Paese”.
Internazionalizzazione “non significa delocalizzazione”, ha precisato, ma “promuovere di più i beni servizi realizzati in Italia, senza escludere una presenza fisica nei paesi di destinazione, perché è provato che investimenti in Paesi terzi sono un viatico alle loro importazioni”.
Ricordata l’importanza di avere all’estero una collettività di connazionali e oriundi così ramificata “una base fondamentale per la capacità di internazionalizzazione del nostro sistema produttivo”, Di Stefano ha ricordato che “l’export rappresenta un terzo del nostro pil” e che l’Italia è “la seconda potenza commerciale e manifatturiera d’Europa dopo la Germania”.
Risultati che si devono “agli imprenditori che non sono soli: il Governo e la Farnesina lavorano a semplificazione e digitalizzazione per aiutarli”. La recente riforma che ha investito il Maeci facendolo “unico referente delle imprese per il mercato straniero, con l’agenzia ice come braccio operativo” ha reso l’azione ministeriale più veloce e “snella”. Un’azione che si attua anche grazie “a figure professionali nuove e a nuovi portali, che presto integreranno anche gli strumenti delle regioni”. Una “digitalizzazione” che, ha detto Di Stefano, “finanzieremo con il Recovery Fund anche per i servizi consolari, a sostegno di quella che avete chiamato la 21esima regione d’Italia”. (m.cip.\aise) 

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