APPROACHES/APPROCCI: CAROLYN ANGUS, JOHN DARGAN E NINA EATON IN MOSTRA A ROMA

APPROACHES/APPROCCI: CAROLYN ANGUS, JOHN DARGAN E NINA EATON IN MOSTRA A ROMA

ROMA\ aise\ - Verrà inaugurata il 20 novembre alle 17.00, presso la Galleria “Il Laboratorio” a Roma (Via del Moro 49), la mostra “Approaches/Approcci” con le opere di Carolyn Angus, John Dargan, Nina Eaton.
Ogni artista si trova, ogni giorno, durante il suo percorso artistico, ad affrontare tematiche molto articolate e il disegno si configura come quello strumento diretto ed immediato capace di visualizzare le tracce del pensiero. La pagina vuota diventa, così, l’insieme delle registrazioni del tempo durante il quale idee e immagini si confrontano, interagiscono tra loro al fine di rappresentare la complessità dell’esperienza vissuta ed attuata. È un dialogo visivo che si concretizza attraverso lo spazio, la superficie, percorrendo le linee di un processo non sempre circolare e consequenziale, ma che segue inevitabilmente velocità, luoghi e momenti differenti.
“Approaches/Approcci” presenta tre risposte, tre metodologie, tre modi diversi di pensare visivamente, ma tutti profondamente radicati nel disegno che, per Carolyn Angus, John Dargan, e Nina Eaton, diventa il punto di accesso per il mondo interiore, dove le idee, indipendenti o congiunte, propongono momenti di imprevedibilità e sorpresa, fino alla fusione e contemplazione del castello interiore e del castello esteriore.
Carolyn Angus si ispira al mondo naturale e per lei il disegno è come un organismo vivente che nasce, cresce, genera narrative, trasmette pensieri e desideri e le permette di evocare uno stato meditativo che rivela la geografia di una intensa interiorità. La sua ultima opera presentata al MACRO, Temporal Bandwidth, è un disegno modulare immersivo, della dimensione di nove metri quadrati, che circonda lo spettatore e riempie il suo campo visivo grazie alla forma circolare costruita su un motivo organico ripetuto ritmicamente.
La poetica e il lavoro di John Dargan si concentrano principalmente sulle contraddizioni dell’ambiente costruito: le riflessioni sulle politiche abitative del Regno Unito, dal dopoguerra in poi, hanno evidenziato i numerosi problemi da esse derivati, in particolare modo la separazione e alienazione delle diverse comunità all’interno di piani particolareggiati di edilizia popolare. Inoltre le ultime opere di John comprendono animazioni e film che commemorano l'anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale.
Il processo mentale di Nina Eaton si fonda su un’intrinseca contraddizione e paradosso: nel realizzare un’opera, la mano si muove in modo naturale ed armonico, contro una volontà, invece, essenzialmente disordinata. Per Nina il limite è il ferimento della carta che respinge i segni e che li fa convergere in una unità apparente e complessiva: nel suo lavoro confluiscono gli studi su Frank Stella, Elizabeth Murray, sulla pittura barocca, i cartigli settecenteschi e sulle stampe giapponesi. L’artista li interpreta e li trasforma in schizzi, graffiti, calligrafie dove appaiono rami contorti, conchiglie, nuvole, sassolini, rivoletti d’acqua, capelli, diversi tipi di oggetti. Nel disegno sono così impresse le forze e le debolezze di Nina, le sue intensità e le fughe inaspettate, il suo signum mundi. (aise) 

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