"DALL’ESERCITO AUSTRO–UNGARICO ALLA GRANDE ROMANIA: LA LEGIONE ROMENA D’ITALIA (1916–1919)" IN UNA MOSTRA A FANNA

"DALL’ESERCITO AUSTRO–UNGARICO ALLA GRANDE ROMANIA: LA LEGIONE ROMENA D’ITALIA (1916–1919)" IN UNA MOSTRA A FANNA

PORDENONE\ aise\ - È stata inaugurata sabato, 22 febbraio, presso Casa Marchi a Fanna, in provincia di Pordenone, la mostra storico–documentaria "Dall’esercito austro–ungarico alla Grande Romania: la Legione Romena d’Italia (1916–1919)". Curata da Ion Cârja, Ioana Rustoiu e Zoran Marcov, la mostra è promossa e organizzata dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, dal Comune di Fanna, dall’Assessorato alla Cultura, Istruzione e Urbanistica del Comune di Montereale Valcellina (PN), dal Museo Nazionale dell’Unione di Alba Iulia e dal Museo Nazionale del Banato di Timisoara, con il supporto dell’Istituto Culturale Romeno di Bucarest, in collaborazione con la Pro Loco di Fanna.
All’apertura della mostra, che potrà essere visitata dal pubblico sino all’8 marzo, sono intervenuti Demis Bottecchia, sindaco del Comune di Fanna, l’assessore allo Sport e alla Cultura del Comune, Enrico Totis, l’assessore alla Cultura, Istruzione e Urbanistica del Comune di Montereale Valcellina, Paolo Tomasella, e Cristian Luca, vicedirettore dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia.
Durante la Grande Guerra si costituì in Italia la Legione Romena, un corpo di volontari di nazionalità romena che provenivano dalle fila dei prigionieri di guerra austro–ungheresi. La Legione Romena, che era dotata di bandiera propria, non agì solo in accordo con gli interessi militari degli Alleati, ma volle dare anche il proprio contributo a quello che era allora il grande progetto politico e nazionale romeno: il completamento dell’unità della Nazione e dello Stato dei romeni. Alla prima fondazione della Legione, nel luglio 1916, seguì l’inquadramento, su base volontaria, dei prigionieri romeni dell’Esercito austro–ungherese attivo in Italia (un totale di circa 18–20 000 uomini): inizialmente si trattò di tre compagnie, ma, nel periodo compreso tra l’ottobre 1918 e il febbraio 1919, si poterono formare tre reggimenti, denominati "Horea", "Closca" e "Crisan". L’equipaggiamento e l’attrezzatura erano costituiti da materiale bellico italiano. Alcuni effettivi delle tre unità combatterono efficacemente a fianco dell’Esercito Italiano fino all’ottobre 1918 e ancora fino all’armistizio di Villa Giusti, il 3 novembre 1918. Successivamente, le unità che componevano la Legione Romena d’Italia furono trasferite in Romania e inquadrate, in parte, nel Regio Esercito Romeno. Una parte di esse partecipò alle operazioni militari destinate alla difesa e al consolidamento della Grande Unione, tra il 1919 e il 1920.
A distanza di poco più di un secolo dal compimento dell’Unità nazionale della Romania, la cooperazione politica, diplomatica e militare che si realizzò grazie alla Legione Romena, all’epoca attiva nella Penisola italiana, vuole richiamare alla memoria un aspetto della collaborazione italo–romena durante la Grande Guerra, promuovendo altresì la testimonianza storica di eventi poco noti al pubblico di entrambi i paesi. Nella mostra sarà esposto in copia fotografica il materiale originale lasciatoci dai componenti della Legione: atti e memorie, corrispondenza, foto e cartoline dal fronte italiano, oltre ai documenti riguardanti l’organizzazione della Legione, che si conservano nelle collezioni del Museo Nazionale dell’Unione di Alba Iulia e del Museo Nazionale del Banato di Timisoara. Si tratta di materiale di rilievo e per la maggior parte poco noto, di grande interesse per la conoscenza dei rapporti intercorsi tra l’Italia e la Romania durante la Grande Guerra. Gli organizzatori intendono offrire al pubblico una mostra, rappresentativa della memoria storica della Prima Guerra Mondiale, nella quale saranno ripercorse le tappe della formazione e dell’impegno militare, politico e patriotico dei volontari che aderirono alla Legione Romena d’Italia perché animati da un fervore ideale di libertà, amor patrio e fede nell’unità dei romeni. (aise)


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