I “SUDARI” DI GIANLUIGI COLIN IN MOSTRA A ROMA

I “SUDARI” DI GIANLUIGI COLIN IN MOSTRA A ROMA

ROMA\ aise\ - Arrivano per la prima volta a Roma, dal 13 marzo al 10 maggio al Visionarea Art Space di Via della Conciliazione, i “Sudari” dell'artista Gianluigi Colin.

I Sudari di Colin sono una sequenza di opere astratte, cariche di sedimentazioni cromatiche, di striature ripetute, di campiture dilatate nello spazio. La particolarità di questa nuova serie risiede nell’origine di questi lavori e mette in luce la storia personale e la radice concettuale della recente ricerca dell’artista: Gianluigi Colin, infatti, si appropria di grandi tessuti utilizzati per pulire le rotative di quotidiani e di stabilimenti di arti tipografiche. Si tratta di “roto-pitture” su tessuti in poliestere, usati per “rimuovere” simbolicamente le parole e le immagini nella produzione editoriale.
Le opere in mostra nascono nel complesso magma della realtà tipografica, portatrice della memoria di giorni, mesi, anni di informazioni, intrise di inchiostri ed energie collettive. Autentici “stracci di parole”: il grado zero di ogni forma di scrittura.
L’artista, dal suo punto di vista privilegiato, osserva il mondo attraverso il suo farsi storia a partire dal flusso infinito delle immagini della cronaca quotidiana, che arrivano a depositarsi nella memoria individuale solo dopo il filtro dei media. Il “capitale” iconografico della nostra storia presente è il punto di partenza dell’indagine, che mette da parte una lettura ideologica per porre al centro la ricerca sulle trasformazioni tecnologiche che in questi anni hanno mutato i processi conoscitivi, la cultura della rappresentazione e, soprattutto, l’atteggiamento progettuale.
Per queste ragioni, la mostra Sudari rappresenta un capitolo del tutto nuovo, inatteso e sorprendente nel percorso di Gianluigi Colin.
Afferma il Professor Emanuele, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale: “Il sudario, come sappiamo, è un lenzuolo funebre, ma in questo caso diventa metafora di una traccia tangibile di qualcosa che è stato e che non è più. Gianluigi Colin decide di applicare la sua ricerca sul tempo che passa, e sull’oblio che è sempre in agguato, ad un tema quanto mai attuale e controverso: quello dell’informazione. In una società “liquida” com’è la nostra, in cui tutto scorre e viene rapidamente dimenticato, per lasciare il posto al nuovo, le vestigia della produzione editoriale – gli inchiostri e colori in cui si sfaldano le parole e le immagini – che Colin imprime sui suoi lavori diventano, insieme, memoria e monito”.
Racconta Gianluigi Colin: “In questi object trouvé ho trovato la simbolica rimozione di infinite storie, la stessa che coinvolge ognuno di noi, e che rischia di condurci alla dimenticanza, all’oblio. E’ la traccia di un tempo dissolto, inattesa testimonianza del dialogo con la complessità dell’esistenza. Tele prelevate nel cuore del mondo della produzione culturale che si manifestano come sudari laici del nostro tempo”.
“Sudari” è la quarta mostra della terza stagione di Visionarea Art Space che per il terzo anno consecutivo, vede il prezioso sostegno della Fondazione Cultura e Arte, emanazione della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, presieduta da Emmanuele F. M. Emanuele, con sede al secondo piano dell’Auditorium Conciliazione. La mostra - a cura di Luigi De Ambrogi - comprende un corpus di tre monumentali lavori, completamente inediti e realizzati appositamente per il progetto espositivo di Visionarea Art Space di Roma. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi