LEONARDO TESTIMONIAL DI IDENTITÀ CULTURALE EUROPEA: TRA AMBOISE E MILANO LE OPERE DEL MAESTRO CORRADO VENEZIANO

LEONARDO TESTIMONIAL DI IDENTITÀ CULTURALE EUROPEA: TRA AMBOISE E MILANO LE OPERE DEL MAESTRO CORRADO VENEZIANO

BRUXELLES\ aise\ - Quale migliore simbolo della genialità italiana ed europea del grande Leonardo da Vinci, nato a Anchiano, frazione del comune di Vinci, nella provincia di Firenze, ma vissuto e morto ad Amboise, nella regione della Loira, in Francia? Considerato uno dei geni dell’umanità, Leonardo è anche un uomo simbolo dell’Europa e della sua creatività, della sua storia e della sua cultura.
In occasione delle celebrazioni per il quinto centenario della morte del più grande genio poliedrico dell’umanità, si svolgerà da venerdì 20 settembre a domenica 6 ottobre, presso la Cripta di San Sepolcro della Biblioteca Ambrosiana di Milano, in piazza Santo Sepolcro, la mostra Leonardo Atlantico con trenta opere dell’artista Corrado Veneziano. La mostra, a riprova della dimensione europea ed in particolare italo-francese del genio da Vinci, è già stata presentata in anteprima nel programma ufficiale francese sui festeggiamenti del 500° anniversario della morte di Leonardo.
L’inaugurazione della mostra ad Amboise, si è tenuta sotto l’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica francese e con il partenariato del Museo del Louvre. È seguita la mostra nell’Osservatorio astronomico di Firenze e nel Museo nazionale Ridola di Matera, prima di arrivare nella Chiesa più antica di Milano che ospiterà le tele di Leonardo. La sua Biblioteca, conserva non solo opere di Raffaello, Caravaggio, Tiziano e dello stesso Leonardo, ma anche i Fogli originali del "Codice Atlantico", a cui Veneziano si è ispirato.
Parole e disegni, frasi e schizzi sono evocati, ripresi, estrapolati dalle pagine di Leonardo. Tutti sono poi sospesi in un azzurro-blu-celeste che di volta in volta è universo impenetrabile e moderno, cielo poeticamente spirituale, firmamento notturno e fiabesco.
Il blu, che è anche il colore stellato di ispirazione mariana della bandiera europea, è la cifra fondante delle opere di Veneziano: una molteplicità di macchie dorate, le stelle, ritma il cielo diventando fiocchi, fiori, puntini, comete. Mentre i disegni del Codice Atlantico restituiscono modernità e scientificità alle tele. Si tratta di ruote, archi, utensili da fabbro e da officina. Nonché di ponti, cannoni di artiglieria, dighe per incanalare corsi d’acqua. Si tratta, infine, di parole scritte come appunti e numeri di operazioni matematiche incomplete, formule algebriche da sviscerare e rinsaldare.
Veneziano trae spunto dal Codice Atlantico – la più ampia raccolta di scritti e disegni del genio di Anchiano, realizzati dal 1478 al 1519 circa – per creare 30 opere ad olio su tela di vari formati, che hanno per protagonisti alcuni tra i più curiosi, famosi e significativi bozzetti e progetti di Leonardo. Ad essi, l’artista accosta spesso la parola scritta – non per nulla Veneziano della relazione intima esistente tra pittura e letteratura ha fatto da anni il proprio credo – che è, in questo caso, nient’altro se non il pensiero leonardiano, sotto forma di riflessioni, formule e appunti, spesso vergati da destra a sinistra. È un omaggio "a tutto tondo", consapevole e devoto, all’uomo e allo studioso che, lungo tutta la sua esistenza, scandagliò i misteri dell’universo, il concetto di infinito e la meravigliosa imperfezione dell’essere umano, sempre sospeso tra l’anelito all’eternità e la propria condizione di solitudine esistenziale, ma inevitabilmente proteso verso la conoscenza.
Alla sapiente tecnica che lo vede riprodurre fedelmente e con mano sicura il tratto di Leonardo, Corrado Veneziano unisce la propria cifra stilistica peculiare, adagiando parole e disegni su cieli stellati, di un blu intenso punteggiato di oro, che non a caso ricordano le sfere celesti di tanta pittura rinascimentale, da Raffaello Sanzio in avanti, e al contempo ammantano di un’aura senza tempo ogni opera.
Un’arte dunque, quella di Corrado Veneziano, che ci offre ancora una volta lo spunto per ritrovare – dopo il ciclo dei lavori sugli ISBN, con cui ha collezionato critiche lusinghiere da Achille Bonito Oliva, Marc Augé, Derrick de Kerckove ed altri – l’intreccio indissolubile delle arti e delle discipline, il tema plurisecolare dell’interconnessione, dello scambio, dell’influenza reciproca tra parola, formula matematica e immagine; tra letteratura, scienza ed arti figurative. Nelle tele di Corrado così come nelle tavole di Leonardo, la parola si fa materia e diventa immagine, e nel contempo le immagini scaturiscono da concetti: il tutto, secondo la critica lusinghiera verso l’autore, mirabilmente filtrato da quella sensibilità poetica e da quell’anelito al bello che solo l’artista è in grado di trasfondere dall’anima al mezzo, dall’immaginazione alla realtà.
E tutti questi segni (alfabetici, simbolici, numerali, alchemici), nel tappeto bluastro dello sfondo di Corrado Veneziano, si fanno oggetti metafisici, astratti e fantastici (biciclette? mongolfiere? ali meccaniche che sfidano il vento?), riconoscibili e allo stesso tempo fantastiche e fascinose. Tutte le immagini e le parole disegnate, comunque e in ogni caso, testimoniano il continuo lavorio dell’uomo sulla terra; l’ostinazione e la forza nel cercare e perfezionare; la volontà di superare steccati tra tecnica, scienza e arte; il lucido desiderio – la "libertà" – nel sentirsi ideatori ed esecutori, ingranaggi, motori e arbitri di un ciclo inesauribile che nessuna stasi può rallentare e fermare.
Corrado Veneziano ha cominciato a dipingere, continuando una importante tradizione famigliare, sin da giovanissimo. Si è misurato inizialmente con l’attività teatrale, studiando al Piccolo Teatro di Milano e lavorando più volte come regista per la Biennale di Venezia. Anche con quella formativa, insegnando all'estero e, per molti anni, all’Accademia nazionale di Arte drammatica e nel Conservatorio Santa Cecilia di Roma, nonché con quella saggistica, pubblicando volumi sulla espressività e l’arte con importanti case editrici, italiane e straniere. Ha in parallelo approfondito in modo più ampio il suo percorso di studi: si è laureato in Lettere, ha frequentato un Dottorato in Arti e Spettacolo e si è specializzato in Lingua latina e in Filosofia.
La sua prima mostra personale si è avuta nel 2013, presso la Ecos Gallery di via Giulia, a Roma, presentato da Achille Bonito Oliva e Marc Augé. Ha poi esposto, nel 2014, a Bruxelles, su invito dell’Ambasciata e dell’Istituto Italiano di Cultura, presentato da Derrick De Kerckhove; nel 2015 a Parigi, nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz; nel 2016 alla Galleria Comunale di San Pietroburgo Nevskij 8. Nel 2017, invece, è invitato ufficialmente dal Governo cinese nella Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Lanzhou. Sempre nel 2017, Corrado Veneziano si cimenta per la prima volta con installazioni artistiche. E una di queste vince con Paola Ricci il primo premio del concorso internazionale "Marine Litter Art", bandito dalla Unione Europea e dalla Regione Sicilia.
Un autore di ispirazione europea, quindi, per celebrare con la sua arte pittorica un genio che, in un momento di necessario di rilancio dell’identità europea, potrebbe forse esserne il migliore testimonial, se non influencer. (alessandro butticé\aise)


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