LES FEMMES: LA FIGURA FEMMINILE NELL’ARTE AL GAMEC DI PISA

LES FEMMES: LA FIGURA FEMMINILE NELL’ARTE AL GAMEC DI PISA

PISA\ aise\ - Si inaugura oggi pomeriggio alle 17.30 presso il GAMeC CentroArteModerna di Pisa (sul Lungarno Mediceo al numero 26) la mostra "LES FEMMES / La Figura Femminile nell’Arte" che, ordinata e curata da Massimiliano Sbrana, vuole dare un breve ma significativo percorso della figura femminile così come gli artisti nel tempo l'hanno raffigurata.
La donna da secoli è infatti elemento fondante dell'arte. A partire dalle rappresentazioni e sculture della preistoria la donna è stata rappresentata nelle sue molteplici sfaccettature: donna come madre, donna come santa, donna come diavolo, donna come amante. Una figura femminile dunque che nelle arti figurative, ha ricoperto di volta in volta una veste simbolica diversa nel corso dei secoli, di pari passo con l’evoluzione delle tecniche artistiche e degli stili, con il variare del gusto estetico e, elemento non meno importante, con il diverso modo di concepire il ruolo della donna nella società.
Fin dagli albori della civiltà la figura femminile, quindi, è stata protagonista della storia umana: gli archeologi hanno rinvenuto numerose sculture di divinità femminili, attribuite all'organizzazione delle tribù di stampo patriarcale, dell'era paleolitica. Presso molte antiche civiltà la donna era il perno della società, era depositaria del principio della vita, della fecondità e, come tale veniva rappresentata.
Per il pittore, però, la donna è anzitutto forma. È il simbolo della figurazione di tutti i tempi, è l'archetipo della dimensione umana, della sua trasparente profondità, del suo glorioso intelletto, della sua perfezione assoluta, sopra ogni altra forma vivente. È alla forma della donna che l'artista consegna il giudizio estetico dell'arte. Un artista, inoltre, spesso cerca il suo ideale femminile nel corpo di una donna e lo confronta con le proprie lacune interiori, così da poter definire, attraverso una personale interpretazione, quella metà di sé che vuole trovare nell'oggetto del suo desiderio.
In esposizione le opere di Amalia Ciardi Duprè, Andreozzi Sergio, Annigoni Pietro, Arcadi Cristiano, Ballantini Stefano, Bandini Sirio, Benvenuti Riccardo, Bonanni Tiziano, Borin Luciano, Bueno Antonio, Bussotti Renzo, Cantatore Giuseppe, Champa Avellis, Costanzo Maria Cristina, Daniele Cerù, Fabio Rossi, Fancelli Vincenzo, Gentilini Franco, Giovanni Venuti, Lisandro Ramacciotti, Lupetti Franca, Magoni Bruno, Martini Uliano, Messina Franco, Norelli Luigi, Novelli Chiara, Palese Angela, Paolo Buzi, Pierluigi Pistelli, Piero Bernardini, Pirelli Patrizia, Sansavini Loredana, Sbrana Giulio, Siri Luca, Susini Paolo, Vecoli Carlo Stefano e Volpi Alessandro.
La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 13 marzo. (aise) 

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